Vita Cristiana

Pubblicato il 24 Marzo 2026 | di Gabriella Chessari

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Un dono prezioso per tutta la Chiesa

“Carissima suor Maria Luisa, la tua professione solenne nella vita monastica delle Carmelitane Scalze della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, qui nel Monastero Santa Teresa di Ragusa, è un momento di grazia che supera i confini della tua storia personale e quella di questa comunità. Essa si rivela come un dono prezioso per tutta la Chiesa. La tua vocazione, come anche ogni chiamata alla vita consacrata, manifesta in modo concreto la fedeltà con cui il Signore continua a visitare il suo popolo, chiamando uomini e donne a seguirlo più da vicino, a donarsi a Lui con generosità e radicalità. In questo atto di totale affidamento, la tua vita diventa segno vivo della presenza di Dio nel mondo, testimone della sua infinita misericordia e del suo amore che non viene mai meno.” Denso di significato e pieno di affetto, il saluto con il quale il Vescovo mons. Giuseppe La Placa ha preceduto la professione religiosa perpetua di suor. Maria Luisa del Sacro Cuore, nell’Ordine delle Carmelitane Scalze della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, a Ragusa, nella Chiesa delle Carmelitane Scalze.

In un’atmosfera un pò curiosa per un evento non certo ordinario ma molto carica di intima partecipazione, suor Maria Luisa, dietro la grata, insieme alle altre suore della Comunità delle Carmelitane, ha chiesto a Dio ed alla Chiesa “la misericordia del Signore, la povertà dell’Ordine e la compagnia delle sorelle” del monastero ragusano, ed ha abbracciato “la vita di perfetta castità, obbedienza e povertà”, leggendo, in ginocchio davanti alla Priora, Madre Paola di Gesù Crocifisso, e poi sottoscrivendo, il foglio con la formula della professione, consegnato al Vescovo: “Faccio voto a Dio di castità povertà e obbedienza secondo la regola e le costituzioni dell’ordine delle monache scalze della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Mi dono con tutto il cuore a questa famiglia iniziata da Santa Teresa affinché (…) raggiunga la carità perfetta e glorifichi in eterno la Trinità santissima”. Un dono della vita al Signore – come ha sottolineato nell’omelia il Vescovo – con gioia e coraggio, “nella fiducia nella grazia di Dio, che rende possibile ciò che appare impossibile e sostiene nel tempo la fedeltà di chi si affida a Lui”. “La vita monastica, – ha continuato Mons. La Placa prima della solenne benedizione della neoprofessa – anche nel silenzio fecondo della clausura, si rivela così come uno dei segni più luminosi dell’amore tra Cristo e la sua Chiesa. Essa rende visibile, in modo concreto, che Dio può essere amato sopra ogni cosa e che il cuore umano trova la sua vera pienezza soltanto nel dono totale di sé a Lui”.

È stato proprio durante la solenne benedizione – ha confidato la Priora in parlatoio – che suor Maria Luisa si è abbandonata ad un momento di commozione, forse prendendo su di sé la commozione che ha attraversato il Vescovo, il rev.mo P. Commissario dei Carmelitani Scalzi di Sicilia, padre Paolo Pietra odc, presente al rito, ed i fedeli tutti che gremivano la piccola chiesa del monastero, tra i quali tantissimi laici appartenenti al Carmelo Secolare.

“Tu con ineffabile amore l’hai voluta unire a te in comunione di vita, per adornarla, come sposa” ha recitato il testo della solenne benedizione, sigillo di amore sponsale che il Vescovo aveva ben esplicitato “è ancora Lui che oggi ti chiama ad appartenergli per sempre, introducendoti in quella forma di amore totale che la tradizione della Chiesa riconosce come una vera alleanza sponsale”.

Per il rispetto dei principi della clausura non vi mostriamo foto della neoprofessa ma consentiteci, attraverso questo breve resoconto del rito, di trasmettervi il suo volto gioioso e radioso, specchio della luce di Dio, come ci è apparso dietro la grata del parlatoio.


Autore

Giornalista pubblicista e condirettrice della testata diocesana "Insieme". Moglie, mamma e collaboratrice dal 1998 dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa.



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