Custodire il cuore del ministero
Fermarsi per ripartire, nel silenzio che rigenera, nella preghiera che riscalda, nell’Eucarestia che dà forza e coraggio. Dal 13 al 17 aprile, trentatre sacerdoti della Diocesi, insieme al vescovo Giuseppe, hanno vissuto gli esercizi spirituali presso la Casa di Spiritualità dei Padri Passionisti a Mascalucia.
Giorni di Grazia fra riflessione e preghiera, ai piedi dell’Etna, in un periodo segnato da continui cambiamenti sociali e da tante sfide pastorali.
Il percorso vissuto in questi giorni, ha toccato una realtà profonda e attualissima: la cura di sé. Non si tratta di un ripiegamento narcisistico o di una ricerca di benessere psicologico, fisico o morale, fine a se stessa, ma di una necessità umana e spirituale.
Per un sacerdote, prendersi cura della propria umanità e spiritualità, del proprio equilibrio interiore ed esteriore è una priorità da non sottovalutare ma da attenzionare continuamente, per vivere la propria vita in pienezza. Se la lampada non è alimentata, non può far luce; se l’acqua non viene rigenerata, rischia di perdere la sua limpidezza; se il pastore trascura la propria integrità, rischia di svuotare il senso profondo della sua missione.
Curare se stessi è stato il punto centrale delle meditazioni quotidiane, guidate da don Mauro Cianci, sacerdote della Diocesi di Roma e Counselor in Analisi Transazionale, che ha condiviso la sua esperienza pastorale e la sua sensibilità nel campo dell’accompagnamento e della cura.
In un ministero, spesso assorbito dalle urgenze e dal fare, don Mauro ha sollecitato a riscoprire l’importanza del custodire la propria umanità e il rapporto con se stessi.
Curare se stessi implica il rispetto della propria persona, dei ritmi del corpo e dell’anima. Curare se stessi, non come un obbligo o una necessità, ma come una vera dimostrazione di amore per Dio, per se stessi e per gli altri.
Sebbene fisicamente lontani dalle parrocchie e dalle tante responsabilità che portano sempre nei loro cuori, questi giorni di esercizi spirituali, sono stati per i sacerdoti un atto d’amore verso tutto e tutti. Infatti, ogni presbitero porta nel cuore i volti, le storie e le fatiche dei fedeli affidatigli, e li depone tutti i giorni all’altare durante le Celebrazioni e le preghiere quotidiane. Chiediamo alle singole comunità parrocchiali e a tutta la Comunità Diocesana di accompagnare con la preghiera ogni singolo sacerdote e di aiutarlo a prendersi cura di se stesso, per vivere e a testimoniare al meglio la gioia del Vangelo.
Andrea La Terra
