Le fonti su San Francesco
Se da un lato l’ordine francescano fu di esuberante vitalità, dall’altro non consentì la formazione di un canone biografico vero e unico sulla vita di S. Francesco. Molti sono stati gli autori che hanno cercato di stabilire una tradizione comune su Francesco: da Tommaso da Celano a S. Bonaventura da Bagnoregio, da Jacopone da Todi a Ubertino da Casale, da Dante a Salimbene de Adam. A questi autori si aggiungono opere come la Leggenda dei tre compagni, la Leggenda perugina, i Fioretti di San Francesco. Tutte queste fonti, insieme, hanno però offuscato la vera immagine del santo, tratteggiandone la vita come una leggenda. È bene segnalare una differenza interna alle fonti: se si vuole fare storia bisogna distinguere le fonti biografiche ufficiali (ovvero quelle scritte su commissione e dietro controllo papale) e quelle non ufficiali. In entrambi i casi la figura che ne emerge è poco storica e molto mitica in quanto gli autori tendevano a ricercare un ordine e un assetto che rispondessero agli schemi agiografici a loro coevi. Tra le fonti biografiche del Santo si devono annoverare i suoi stessi scritti, i quali, a loro volta, non possono essere ritenuti affidabili sul piano storico a causa del rimaneggiamento che subirono da parte di scribi o assistenti che ne offuscarono idee e intenzioni. È innegabile che tali scritti rappresentino il suo pensiero, i suoi insegnamenti e permettono di cogliere e comprendere la vicenda umana di Francesco, le sue volontà, i suoi progetti, le sue speranze, i suoi timori, i suoi fallimenti.
La difficoltà nella ricostruzione della vita del santo è riscontrabile anche nell’opera di Tommaso da Celano. La sua Vita Prima (1229) è un’opera in cui prevale un’attenzione notevole per gli ultimi due anni di vita di Francesco (1224-26), proprio a conferma che la documentazione a disposizione di Tommaso è poco precisa e puntuale. L’autore si era attenuto a quanto poteva apprendere da Francesco stesso e da altri testimoni. Sembra dunque che in Tommaso la tradizione orale prevalga su quella scritta a causa della sua natura non biografica.
Diverso ancora è il caso della Legenda Maior di S. Bonaventura. Presentata nel 1263, l’opera ebbe un successo così notevole da ritenere opportuno, nel 1266, di distruggere tutte le biografie precedenti su Francesco. Ricavata dall’opera di Tommaso da Celano, la Legenda Maior poneva l’attenzione sulla conformità di Francesco con Cristo: ogni capitolo cercava di evidenziare una virtù del santo tratteggiandolo come un “campione di tutta la perfezione evangelica”.
Insomma, leggere oggi tutte le fonti su Francesco significa sviare qualunque lettura eccessivamente eroicizzante e mostrare la storicità della sua esperienza di santità.
Emanuele Francesco Cascone
