Uniti nella santità
Lo scorso 28 ottobre, i gruppi di preghiera di Padre Pio hanno vissuto un momento importante: il loro Giubileo. Quest’iniziativa ha preso il suo avvio all’interno del Consiglio diocesano ed ha visto interessati tutti i gruppi di preghiera della nostra diocesi. Qual è stata la forza attrattiva attraverso la quale ci si è decisi per vivere tale momento diocesano? Il desiderio della santità!
Come gruppi di preghiera, ci si impegna a vivere in maniera specifica la chiamata del padre fondatore, San Pio da Pietrelcina, alla preghiera ed alla carità, elementi attraverso i quali ogni credente vive una dimensione specifica nel suo cammino di santità. E tutti i membri dei gruppi di preghiera, che si riuniscono mensilmente, si impegnano a vivere tale chiamata con fedeltà e responsabilità. L’occasione della celebrazione del Giubileo, ha permesso, tuttavia, di mettere in evidenza un altro aspetto di cui San Pio è sempre stato fermo assertore e che lo stesso Vescovo Giuseppe, che ha presieduto tanto il pellegrinaggio fino alla Cattedrale quanto la celebrazione eucaristica, ha messo in particolare rilievo: l’amore ed il servizio per la Chiesa.
Questo aspetto, oggi, dovrebbe essere maggiormente evidenziato non solo come argomentazione teologica ma anche come disposizione interiore. Nel corso della sua omelia, il Vescovo Giuseppe ha sottolineato come la vicenda umana e spirituale di padre Pio si intrecci con l’amore profondo nei confronti della Chiesa, anche quando questa non sempre le si è mostrata benigna ed amorevole.
Conosciamo tutti quello che ha vissuto padre Pio: nel momento in cui l’allora Sant’Uffizio, oggi Dicastero per la Dottrina della Fede, iniziò tutta una procedura di indagine nei suoi confronti per delle accuse, poi rivelatesi false ed infondate nei suoi confronti, il santo frate si è sempre mostrato collaborativo ed ubbidente e mai dalla sua bocca sono uscite parole di rivalsa o di disprezzo nei confronti dell’autorità ecclesiastica. Ciò che colpisce maggiormente del santo di Pietrelcina è stata l’obbedienza fiduciosa e filiale e questo aspetto il Vescovo Giuseppe ha inteso metterlo molto bene in evidenza, chiamando i Gruppi di Preghiera a vivere particolarmente in sintonia di affetto, di intenti e di progettualità nei confronti della Chiesa, che rimane sempre nostra Madre nella fede.
L’occasione del Giubileo è stata, dunque, motivo di riflessione profonda e gioiosa condivisione con tanti nostri fratelli e nostre sorelle che si impegnano a vivere con dedizione il proprio servizio nella preghiera e nella carità concreta. Un ringraziamento a tutti i gruppi di preghiera per dono della loro presenza ed in modo particolare al Presidente del Consiglio diocesano, Pietro Pace, alla vicepresidente, Franca Scarfia, a tutto i membri del medesimo Consiglio per come si sono impegnati nell’organizzazione di tale evento che alla fine ha visto tutti noi pienamente coinvolti e gioiosi nel vivere ancora una volta un momento speciale di Chiesa.
Maurizio Di Maria