Attualità

Pubblicato il 14 Ottobre 2012 | di Andrea G.G. Parasiliti

L’ultimo viaggio di Michele Scrofani, l’amico della nostra bella ferrovia

Belle le nostre storie. Storie che già sanno di antico quando uno dei due amici scompare e chi è rimasto ci parla dell’altro. Allora è padre Corrado Garozzo a raccontarci questa storia, quella di una amicizia fra un prete e un giovane uomo, quasi suo coetaneo, scomparso prematuramente a 41 anni, l’ultima domenica di agosto…

Ci sediamo su un divano e padre Corrado, che tanto somiglia a don Camillo quest’oggi, inizia a raccontarmi:

«Conobbi Michele nel 1988 in occasione di un evento ferroviario e io stavo ancora entrando in seminario. C’era un treno speciale che girava nella nostra provincia, contro la chiusura della linea… Già se ne parlava in quegli anni, sai? E lí entrambi appassionati, ci ritrovammo uniti ai sindacati… In realtà eravamo stati attirati dalla venuta di quel treno, materiale che per la nostra linea era assolutamente inedito, modernissimo! Michele era un appassionato di modellismo ferroviario, proprio come me… Costruiva degli splendidi diorami. Sai cosa sono?»

No, rispondo…

« Bene, i diorami sono dei plastici, dei modellini di piccola dimensione… Michele faceva plastici che riproducono le nostre linee ferroviarie, la Modica-Ragusa in particolare. Un patrimonio per la nostra memoria collettiva…».

L’anno scorso Padre Corrado e Michele si ritrovarono a esporre insieme i propri plastici a Modica, in occasione di un evento ferroviario… Fra l’entusiasmo dei ferrovieri nel vedere questa strana coppia di amici così appassionata di treni… Un’amicizia che continuava anche in chiesa: «È da quattro anni che sono all’Ecce Homo e Michele era cresciuto nella parrocchia vicina, quella del Santissimo Salvatore. Per cui la domenica sera quando non c’era nessuno a farmi da ministrante, Michele mi aiutava a celebrare la messa… Un chierichetto di quarant’anni… Poi dal 2007 capitò spesso che io e Michele andavamo in servizio sui treni con tuo papà… Eravamo coordinatissimi! Si partiva sempre per la Gela-Siracusa, per documentare i convogli e la linea con le sue caratteristiche tecniche e storiche uniche…».

Caratteristiche uniche? (Gli chiedo sbalordito, da perfetto ignorante in materia, quale sono…)

«La famosa galleria elicoidale di Ibla è un qualcosa di unico: una splendida spirale che va dal chilometro 307 al 309…»

«Una domenica che era sospeso il traffico ferroviario, io e Michele l’andammo a ispezionare con altri due amici altrettanto appassionati: Le gallerie sono due, e hanno due nomi differenti… Un capolavoro di ingegneria. Pensa che uno degli ingegneri si tolse la vita fra il 1891-1893, poco prima del completamento del tratto: Pensava di aver sbagliato i calcoli, lui! Il tratto Modica-Comiso fu completato il 18 giugno del 1893… Un 18 giugno che veniva ricordato ogni anno dal nostro Michele come un giorno di festa…».

E di questi plastici e cimeli ferroviari di Michele che ne facciamo adesso? So che c’è di tutto…

«È vero. La volontà di Michele è quella di fare un museo permanente… Con i suoi plastici e tutti gli oggetti che andava a cercare, che collezionava, restaurava… È un progetto che lui stava portando avanti con Pippo Gurrieri, ottimo ferroviere e sindacalista. Stavamo cercando un sito e pensavamo all’ex magazzino merci della stazione di Ragusa… Non più in uso ma per il momento in buone condizioni…».

Insomma un regalo che un amante della nostra ferrovia avrebbe voluto lasciare a tutta la cittadinanza di Ragusa…

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Autore

Andrea G.G. Parasiliti

(Ragusa, 1988). Post-doctoral Fellow della University of Toronto si è laureato in Filologia Moderna all’Università Cattolica di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università degli Studi di Catania. Collaboratore del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca della Cattolica di Milano (CRELEB) e, nel 2018, del PRISMES (Langues, Textes, Arts et Cultures du Monde anglophone) dell’Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3, si occupa di Libri d’artista e Letteratura Futurista, Disability Studies e Food Studies. Fra le sue pubblicazioni: Dalla parte del lettore: Diceria dell’untore fra esegesi e ebook, Baglieri (Vittoria, 2012); La totalità della parola. Origini e prospettive culturali dell’editoria digitale, Baglieri (Vittoria, 2014); Io siamo già in troppi, libro d’artista di poesie plastiche plastificate galleggianti per il Global Warming, KreativaMente (Ragusa, 2020); Ultima notte in Derbylius, Babbomorto editore (Imola, 2020); All’ombra del vulcano. Il Futurismo in Sicilia e l’Etna di Marinetti, Olschki (Firenze, 2020). Curatore del volume Le Carte e le Pagine. Fonti per lo studio dell’editoria novecentesca, Unicopli (Milano 2017), ha tradotto per il CRELEB le Nuove osservazioni sull’attività scrittoria nel Vicino Oriente antico di Scott B. Noegel (Milano, 2014). Ha pubblicato un racconto dal titolo Odisseo, all’interno della silloge su letteratura e disabilità La mia storia ti appartiene, Edizioni progetto cultura (Roma 2014). Come giornalista pubblicista, ha scritto per il «Corriere canadese» (Toronto), «El boletin. Club giuliano dalmato» (Toronto), «Civiltà delle macchine» (Roma), l’«Intellettuale Dissidente» (Roma), «Torquemada» (Milano), «Emergenze» (Perugia), «Operaincerta» (Modica), e «Insieme» (Ragusa) dal gennaio del 2010.



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