Società

Pubblicato il 27 Febbraio 2014 | di Alessandro Bongiorno

A Ragusa ferrovia e metropolitana di superficie…

Riaffiora periodicamente l’ipotesi di rilanciare l’uso del treno e di utilizzare il binario unico che attraversa Ragusa come metropolitana di superficie. Da più di cinque anni in un cassetto del Ministero dei Trasporti c’è un progetto preliminare redatto da Rete ferroviaria italiana. A questa prospettiva, così come all’uso del treno per la mobilità anche in Sicilia, non sembrano però credere né il Ministero, né la Regione, né tantomeno Trenitalia. Ragusa si trova, così, da sola a credere in un progetto che a tutte le carte in regola per essere vincente.

La metropolitana. Passando davanti al nuovo ospedale, ci si accorge che la ferrovia passa a dieci metri dall’entrata, allo stesso livello della strada, in un tratto pianeggiante: la condizione ideale per creare una stazioncina che serva l’utenza del nuovo ospedale e che lo renda facilmente raggiungibile, non solo dal centro della città, ma anche dagli altri centri della provincia e del Sud Est della Sicilia. E quello stesso binario attraversa zone assai popolose (piazza Libertà, via Archimede, viale Napoleone Colajanni), un centro commerciale (Le Masserie), la zona artigianale, la zona industriale, i nuovi quartieri che stanno sorgendo attorno a via Cartia, altre zone di espansione (Brucè, Cisternazzi, Puntarazzi) per arrivare sino a Donnafugata dove ogni anno 70mila turisti staccano il biglietto per visitare il castello. Ma quello stesso binario, in direzione Modica, tocca la zona di Petrulli, il Carmine e, prima di arrivare a Ibla, passa sotto piazza Matteotti. Escludendo quest’ultima fermata che sarebbe la più complessa da realizzare (anche se si sono trovati soldi e partner per scavare un parcheggio per auto in quella stessa area), tutte le altre stazioncine potrebbero essere realizzate senza eccessivi problemi e rendere più fluidi, veloci, comodi, confortevoli e senza stress i collegamenti all’interno della città.

La tratta ferroviaria. La Siracusa-Ragusa-Gela non è sicuramente competitiva, rispetto all’auto, per i collegamenti con Catania o Siracusa, ma lo diventa per gli spostamenti interni alla nostra provincia o anche verso Gela. Potrebbe quindi essere utilizzata dai pendolari (soprattutto gli studenti che frequentano gli istituti superiori) o da quanti si devono spostare entro raggi contenuti.

Le stazioni, tra l’altro, si trovano per lo più al centro delle città. I primi a non credere in questo mezzo di trasporto sono state proprio le Ferrovie il cui managment si è rivelato negli anni non altezza del compito. Mai, ad esempio, sono state formalizzate offerte alla Provincia per il trasporto degli studenti pendolari o studiati servizi in grado di aumentare il traffico su rotaia.

Il futuro. Appare difficile immaginare che Trenitalia possa all’improvviso mostrare interesse per questa tratta o per la metropolitana di superficie (in questi giorni ha tagliato un’altra coppia di treni). Potrebbe, allora, essere più utile cercare nuovi partner. Ci sono altre società che potrebbero mostrare interesse a far viaggiare i propri treni su questo stesso binario. Ipotizzare la creazione di una società con imprenditori ragusani e non potrebbe creare a Trenitalia quella concorrenza che non hai mai avuto.

Chiaramente non ci si riferisce alla società di Montezemolo ma ad altri partner: dagli attuali gestori delle autolinee alla Ferrovia circumetnea, dalle cooperative o dalle società che oggi svolgono il trasporto merci su gomma sino, ad esempio, ai gestori delle Ferrovie nell’Alto Adige è che uno degli esempi di come si possano creare servizi di qualità a costi competitivi.

Con partner di questo tipo si può forse immaginare qualcosa di diverso per la rete ferroviaria, senza aspettare che Ministero, Regione e Trenitalia improvvisamente e magicamente si ricordino che esiste anche Ragusa.

 

 

 

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Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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