Pubblicato il 3 Marzo 2014 | di Redazione

Video rassegna stampa FISC

Il nuovo governo, le elezioni europee, la situazione in Ucraina, la Quaresima, i social network e la questione educativa, la cronaca e l’attualità ecclesiale: gli editoriali delle testate cattoliche

La politica italiana, le elezioni europee, l’Ucraina, la Quaresima, i social network e la questione educativa, la cronaca e l’attualità ecclesiale… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

 

La politica italiana. “Scelte immediate e radicali”; “Renzi alla prova dei fatti”; “Dagli annunci alle riforme”; “Il tempo è galantuomo”… Sono alcuni titoli che ben sintetizzano il momento attuale della politica italiana, con il nuovo governo targato Matteo Renzi. “Il nuovo esecutivo – scrive Pierluigi Sini, direttore di Voce del Logudoro (Ozieri) – dovrà affrontare delle emergenze a tutti i livelli, e l’ambizione e la dinamicità di Renzi fanno ben sperare che ci siano i presupposti per poter dare una svolta a un’Italia che dalle parole attende dei fatti”. Dunque, dice Ettore De Faveri, direttore della Valsusa (Susa), “un po’ di pazienza e vedremo se anche Matteo è solo un flop”. Secondo Davide Tondani, editorialista del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), “i prossimi mesi daranno una risposta – che si spera positiva per il bene del Paese, se non altro per mancanza di alternative percorribili – a tutti i punti interrogativi e dopo tante parole ci diranno la verità sulla stoffa di leader del ‘giovane’ Renzi”. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), preferisce “credere che il lavoro, iniziato repentinamente spiazzando tutti (pure il presidente Napolitano), sarà portato avanti a dovere, magari con qualche giorno di ritardo sull’impossibile tabella di marcia ma efficacemente”. Anche perché, aggiunge sul Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) William Casanova, delegato vescovile della Commissione diocesana “Gaudium et Spes”, “se Renzi trasformerà i suoi annunci in leggi di riforma condivise, abbandonando le convenienze elettorali, l’Italia potrà uscire dal tunnel dell’instabilità politica”. Secondo Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), “le promesse di Renzi, riguardanti le riforme elettorale, istituzionale, fiscale, del lavoro e altro ancora sono fondamentali: sono quelle di cui il Paese ha urgente bisogno”. Anche Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), ribadisce che “il nostro Paese ha assoluto bisogno di risposte concrete”. Ma, avverte, “la concretezza da sola rischia di essere sterile. Ci vogliono ideali, sogni capaci di riscaldare i cuori. Questa, forse, è la prova principale che attende il nuovo primo ministro”. Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) sottolinea la necessità di “un progetto per i prossimi vent’anni, che rimetta l’Italia al suo posto, potenza industriale fondata sul lavoro e sulle innovazioni, capitale mondiale della cultura, della bellezza e del benessere”. Serena Spinazzi Lucchesi, giornalista di Gente Veneta (Venezia), rimarca che “se davvero si propenderà in favore delle imprese, considerando il loro ruolo fondamentale per il rilancio dell’economia, con le ricadute positive che ne conseguirebbero sull’occupazione, allora occorrerà piantare dei paletti. Ridurre l’Irap sì, ma fare in modo che i risparmi ottenuti si traducano in investimento, non in semplice utile per il beneficio di pochi”. Per Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), “il vero miracolo del presidente del Consiglio Renzi è convincere questa nostra Italia che è viva, che ha energie, che abbisogna di un rinnovato spirito nazionale senza essere antieuropei”. Con l’arrivo di Renzi, nota Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo), “la speranza si è subito accesa; speriamo ora che non si spenga; a conforto c’è oltre allo stile del giovane politico toscano, anche la squadra che si dice sia di prim’ordine; si aggiunge il fatto poi che Renzi non è sbucato dal nulla: si era già fatto conoscere. Adesso si giudicherà dai fatti”. Ed Ezio Bernardi, direttore della Guida (Cuneo), rileva che “se almeno una parte delle promesse non troveranno attuazione, sarà l’Italia intera a subirne le conseguenze”. Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), auspica che “da questo governo nasca anche una nuova figura di politico” che abbia come “tratti” l’“onestà”, la “sobrietà”, il “disinteresse” e la “trasparenza”. In sostanza, evidenzia Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), “vorremmo proprio che fosse la volta buona per voltare pagina. Altrimenti rischiamo di sentirci sconfortati. Anche se non dovrebbe avvenire perché il nostro Paese si merita di più, molto di più”.

 

L’Europa e l’Ucraina. Dalla politica nazionale a quella europea, con un focus particolare sull’Ucraina. “Gli avvenimenti dell’ultima settimana con il rovesciamento politico all’interno del Paese – annota Romanello Cantini, esperto di politica internazionale, su Toscana Oggi (settimanale regionale) – hanno fatto pensare e dire che il pericolo della guerra civile in Ucraina sia ormai superato. Ma a chi guarda al destino di questo Paese, legato a un fragilissimo equilibrio e da sempre diviso per confini razziali, linguistici, culturali e non solo politici dopo la fine dell’Urss, al di là del successo strategico attuale conseguito dall’Europa e dietro di essa dagli Stati Uniti, non è possibile ancora liberarsi da ogni preoccupazione”. Intanto, osserva Paolo Lomellini, editorialista della Cittadella (Mantova), “si consuma un apparente paradosso. Chi è ai margini dell’Unione europea cerca di entrare in essa come una possibile ancora di salvataggio per vincere le proprie difficoltà. Altri Paesi che costituiscono segmenti importanti dell’Unione europea sono al tempo stesso preda del diffondersi di un sentimento antieuropeo”. Per questo, afferma sul Ticino (Pavia) Dario Velo, docente dell’Università di Pavia, “ancora una volta si tratta di unire, con fiducia e solidarietà, non di difendere le divisioni, bloccati dalla paura e dall’egoismo”. Vita Trentina (Trento) dà notizia che “gli ucraini e le ucraine del Trentino saranno in piazza, domenica 2 marzo a Trento, per ricordare le vittime degli scontri. Alcuni dei feriti potrebbero essere curati in Trentino”.

 

Il tempo di Quaresima. Mercoledì 5 marzo inizia la Quaresima e i settimanali diocesani riflettono su questo tempo liturgico. La Quaresima, spiega monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano, sul mensile Millestrade, è un “itinerarium in Deum. Un viaggio della memoria, del cuore, della mente”. La Quaresima, auspica monsignor Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri, sull’Araldo Abruzzese (giornale diocesano), “sia per tutti e per ciascuno un’occasione propizia di conversione alla vita bella del Vangelo incarnato, riscoprendo la ricchezza che Cristo ci ha donato, facendosi povero per noi”. Sul Ponte (Rimini) il vescovo, monsignor Francesco Lambiasi, invita a partecipare nella prima domenica di Quaresima (9 marzo) alla prima Giornata diocesana della Parola di Dio: “Una domenica all’anno, per vivere tutte le domeniche in ascolto della Parola”. Vittorio Croce, direttore della Gazzetta d’Asti, ricorda che “penitenza, preghiera e carità non devono mai diventare esibizione. Senza convinzione interiore nulla vale e nulla serve, se non a menare vanto, inutile e dannoso”. Dalla Quaresima, ma soprattutto dal “mistero della Pasqua”, invita Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), “proviamo ad attingere la forza della vita nuova: sforziamoci di annunciarla con le parole e con i gesti, siamone testimoni convinti. Questa società, oggi più che mai, ne ha tremendamente bisogno”. Per tutto questo tempo, informa la redazione del Ponte (Avellino), “metteremo una parte del settimanale a disposizione di quelli che vorranno raccontare le loro iniziative, risposte, progetti rispetto alle sollecitazioni del messaggio del Papa”.

 

Social network e questione educativa. Al centro degli editoriali anche alcune riflessioni sui social network, di cui si è tanto parlato in queste settimane, e sulla questione educativa. “Internet e i social – sostiene Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano) – sono una possibilità, uno strumento. Non sono giusti o sbagliati in sé. Occorre non dimenticare che la nostra vita è fatta anche di altro e che nella comunicazione c’è anche il gusto impagabile, che nessun social potrà mai toglierci, di una stretta di mano, di un abbraccio o uno sguardo. Tutto il resto – dalla lettera ‘penna e calamaio’, fino ai nuovi confini delle ‘app’ – è uno strumento in più”. È d’accordo Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro): “La tecnologia accelera e facilita processi, modifica professioni, ma si ferma davanti al bisogno di relazioni, insito nelle persone”. Un bisogno sottolineato anche dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che nella prolusione all’ultimo Consiglio episcopale permanente ha parlato proprio della “cultura del noi”. Il “noi”, afferma l’editorialista Giuseppe Savagnone su Giorn8tto (Monreale), “non è massificazione, ma apertura al diverso, basata sul riconoscimento della sua diversità e sul rispetto per essa”. Al riguardo Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), suggerisce “la medicina necessaria per risalire la china”: “Apertura, solidarietà, altruismo, fraternità, carità nel senso forte della parola. Tutto ciò significa anche, nel nostro linguaggio, ritorno al Vangelo o almeno ai valori da esso annunciati”. Di linguaggio parla anche Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), chiedendo di “evitare le parole in libertà” perché queste “uccidono assieme alla vigliaccheria di chi le mette in circolazione, nascondendo la mano o, se non la nasconde, raccontando semplicemente falsità sperando che qualche pesciolino abbocchi all’amo”.

 

Cronaca. Sui giornali diocesani spazio ai principali fatti di cronaca. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), affronta la questione del gender a partire dalla notizia che “l’istituto nazionale per la previdenza sociale (Inps) nei moduli con riferimento a un minore ha sostituito l’indicazione di padre e madre con genitore 1 e genitore 2”. Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), riprende, invece, la discussione sulla delibera della Giunta comunale circa le Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento), lamentando un “deficit di democrazia” che “conferma nell’ipotesi che la scelta della Giunta è stata di convenienza politica”. Al problema del lavoro si dedica la Vita Cattolica (Udine), avendo presente in particolare “la vicenda di Latterie Friulane che, purtroppo, è il compendio friulano di ciò che accade in Italia: una dirigenza aziendale che negli anni ha lasciato deteriorare la situazione, una guerra di potere fratricida all’interno delle organizzazioni di rappresentanza, una politica totalmente assente e, nell’ultimo periodo, anche una parte del sindacato che, per calcolo o per incapacità, si è persa dietro improbabili interventi falsamente in grado di salvare tutto e tutti”. Sul Cittadino (Monza e Brianza) il direttore Giorgio Bardaglio ricorda il suo predecessore Giuseppe Galbiati, “morto in pace dopo novantadue anni di vita intensa, tutto sommato serena”. “Se il Cittadino esiste, se Monza ha una voce autorevole che la rappresenta, è per l’impegno e la lungimiranza di persone così, che meritano memoria e riconoscenza”. Su Notizie (Carpi) il direttore Luigi Lamma esprime perplessità sulla “scelta della Fondazione Ex Campo Fossoli di proporre ai docenti che partecipano con i loro alunni al Treno per Auschwitz un seminario di studio obbligatorio sul ‘complesso rapporto tra la cultura cattolica/cristiana il razzismo e l’antisemitismo’”. “Senza nulla togliere al tema del seminario”, si chiede Lamma, “siamo proprio certi che sia questo il modo per permettere ai docenti di affrontare con competenza il ‘viaggio della memoria’ e accompagnare i propri ragazzi alla comprensione di un evento come la Shoah?”. Mentre l’Ora del Salento (Lecce) si concentra sul capoluogo, depositario “di un patrimonio artistico, letterario, storico intriso di valori ereditati dalle civiltà che si sono succedute nel corso della storia”. Cammino (Siracusa) pubblica l’intervento di un ospite della casa di reclusione di Augusta sul dubbio quale “motore di sapienza”. Parola di Vita (Cosenza) dedica l’editoriale ai cent’anni della squadra di calcio cittadina. Il Biellese (Biella) apre, invece, con la notizia del ritrovamento di “sacchetti di eroina abbandonati sul lungolago”.

 

Attualità ecclesiale. Non manca, infine, l’attualità ecclesiale. Corriere Eusebiano (Vercelli) riporta la notizia della nomina del nuovo arcivescovo resa nota il 27 febbraio: si tratta di monsignor Marco Arnolfo, attualmente parroco a Orbassano e vicario episcopale del Settore Torino Ovest. Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), argomenta sulla bellezza della Chiesa, a margine del Concistoro per la creazione dei nuovi cardinali, tra cui l’arcivescovo Gualtiero Bassetti (Perugia-Città della Pieve). “La Chiesa – dice Bromuri – è ancora più bella e più vera per il suo andare verso le periferie esistenziali e geografiche, e non teme di lasciarsi toccare le dorate vesti liturgiche e i mantelli di seta color porpora dai disperati di questo mondo”. Sul Nuovo Diario Messaggero (Imola) il direttore della Caritas diocesana, Luca Gabbi, puntualizza che “non va contrapposta una Chiesa dei poveri, una Chiesa che fa il bene, a una Chiesa della predicazione e della verità, dedita alla preghiera e alla difesa della dottrina e della morale. Ciò che questo Papa ci comunica è soprattutto che non si può parlare di povertà senza avere l’esperienza con i poveri”. Al Concistoro straordinario che ha visto riunito il 20 e il 21 febbraio il Collegio cardinalizio con il Papa, per riflettere sul tema della famiglia, guarda Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto). All’inizio dei lavori, riporta Mariani, “Francesco ha indicato l’orizzonte: la bellezza della famiglia. Occorre ripartire da qui: non solo la famiglia è un bene, non solo è una cosa buona da vivere, ma ancora di più è bella”. La Voce Alessandrina (Alessandria) pubblica il testo integrale della lettera che il Papa ha inviato il 25 febbraio alle famiglie di tutto il mondo invitandole alla preghiera per il prossimo Sinodo dei vescovi. Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), dà notizia dell’impegno della comunità cristiana ugandese a difesa dei gay: “Il presidente dell’Uganda Yoweri Museveni ha, infatti, firmato a fine gennaio la legge che prevede l’ergastolo per gli omosessuali (qualcuno aveva chiesto anche la pena di morte). Per la comunità cristiana ugandese, leggi di questo tipo sono ingiuste”. Voce della Vallesina (Jesi) informa, infine, che dal 14 al 16 marzo si svolgeranno gli esercizi spirituali proposti dall’Azione Cattolica diocesana. “Saranno un lavoro di riflessione su quegli elementi della vita interiore che consentono a un cristiano di essere pienamente nel mondo”, assicura il settimanale.

Vincenzo Corrado

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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