Vita Cristiana

Pubblicato il 6 Marzo 2014 | di Silvio Biazzo

Il “rito delle ceneri” alla Cappella Ospedaliera

Un rito antico quello dell’imposizione delle ceneri che si rinnova ogni anno in tutte le chiese, anche negli ospedali Civile e Maria Paternò Arezzo di Ragusa, è l’avvio del periodo quaresimale. La celebrazione eucaristica tenutasi in Cappella, rivolta a malati, medici, operatori sanitari e fedeli, ha fatto registrare una consistente partecipazione.

L’iniziativa è stata promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute in collaborazione con la cappellania ospedaliera e con i volontari dell’Avo. Al termine il direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute don Giorgio Occhipinti si è recato nei reparti per benedire i malati. Durante il rito dell’imposizione delle ceneri, di cui è stato spiegato l’elevato significato religioso, don Occhipinti ha citato le parole di Papa Francesco riservate alla Quaresima 2014, riprendendo le stesse durante l’omelia della santa messa.

“In ogni epoca e in ogni luogo – ha detto don Occhipinti rifacendosi a quanto detto dal Santo Padre – Dio continua a salvare gli uomini e il mondo mediante la povertà di Cristo, il quale si fa povero nei Sacramenti, nella Parola e nella sua Chiesa, che è un popolo di poveri. La ricchezza di Dio non può passare attraverso la nostra ricchezza, ma sempre e soltanto attraverso la nostra povertà, personale e comunitaria, animata dallo Spirito di Cristo. Ad imitazione del nostro Maestro, noi cristiani siamo chiamati a guardare le miserie dei fratelli, a toccarle, a farcene carico e a operare concretamente per alleviarle.

La miseria non coincide con la povertà; la miseria è la povertà senza fiducia, senza solidarietà, senza speranza. Il Papa ci dice che la Quaresima è un tempo adatto per la spogliazione; e ci farà bene domandarci di quali cose possiamo privarci al fine di aiutare e arricchire altri con la nostra povertà. Non dimentichiamo che la vera povertà duole: non sarebbe valida una spogliazione senza questa dimensione penitenziale. Diffidiamo dell’elemosina che non costa e che non duole”.

Con l’espressione Mercoledì delle Ceneri (o Giorno delle Ceneri o, più semplicemente, Le Ceneri), si intende il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima che, nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l’inizio stesso della Quaresima, ossia il primo giorno del periodo liturgico “forte” a carattere battesimale e penitenziale in preparazione della Pasqua cristiana. In tale giornata tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l’astinenza dalle carni. La parola “ceneri” richiama in modo specifico la funzione liturgica che caratterizza il primo giorno di Quaresima, durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all’impegno penitenziale della Quaresima.

Per questo il rito dell’imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra la tradizionale «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai» o la più recente «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15), introdotta dalla riforma liturgica del Concilio Vaticano II con riferimento all’inizio della predicazione di Gesù.

Tags: ,


Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna Su ↑
  • Follow by Email
    Facebook
    YouTube
    Instagram
  • Sostenitori

  • RSS Ultime dal SIR