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Pubblicato il 21 Marzo 2014 | di Silvio Biazzo

Un’opera d’arte contestata: l’amaro in bocca di Franco Cilia

Non cessa la polemica tra civica amministrazione ed il noto pittore ragusano Franco Cilia: com’è noto tutto ha origine quando all’artista viene “contestata” la collocazione di una sua scultura – commissionata dal comando della Guardia di Finanza come riferisce lo stesso – a memoria dei caduti delle Fiamme Gialle, scultura da collocare – come concordato con la passata amministrazione civica – a ridosso del palazzo dell’ex Intendenza di Finanza in piazza Libertà. Questa collocazione non ha purtroppo recepito il “placet” di Palazzo dell’Aquila in quanto non si inserirebbe nel contesto del nuovo look che si dovrà dare al sito. Legittima l’amarezza dello scultore che ha inviato una ulteriore lettera indirizzandola al responsabile comunicazione del Movimento Cinque Stelle sig. Salvatore Conte,e all’Assessore ai Lavori pubblici e alle Infrastutture arch. Stefania Campo, lettera pervenuta anche alla nostra redazione e che per dovere di cronaca riportiamo:
“È ben strano – si legge – che sulla questione del monumento ai caduti della Guardia di Finanza di cui ho investito il Sindaco di tutti i cittadini ragusani (e non solo dei cittadini “a 5 Stelle”) a rispondermi sia non il Sindaco ma il responsabile della comunicazione del Movimento Cinque Stelle, a cui in modo parziale si associa una brevissima nota dell’Assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture”.
È un segnale assai grave di come si sia degradata la sensibilità politico-culturale di questa Città, la cui istituzione centrale è coperta dall’ombra di un movimento politico che ne usurpa l’autonomia istituzionale pretendendo di indicarne le linee di azione, in questa come in tante altre vicende.
Nel caso in questione, il Movimento Cinque Stelle sembra non avvedersi del vulnus provocato nella vita istituzionale, certo delle proprie verità e valutazioni, agendo come un piccolo MinCulPop, a cui anche il Sindaco deve inchinarsi … e che ha la pretesa di interpretare la volontà generale di rousseana memoria a prescindere da chi per ruolo istituzionale ha le competenze per esprimersi in materia: e mi riferisco, in primo luogo, alla Soprintendenza ai BB. CC. e AA. di Ragusa, ma anche al pool di valutazione della Guardia di Finanza e della precedente Amministrazione Comunale.
Una risposta alla mia lettera al Sindaco Piccitto non può venire dal Movimento Cinque Stelle ma solo dall’esplicito destinatario, il Sindaco Piccitto, che se ne deve assumere pubblicamente ed esplicitamente la titolarità.
Oltre a ciò, è del tutto irricevibile (non da me in quanto coinvolto ma dai cittadini stessi) l’implicita proposta di delegare le scelte ai “cittadini” (quali? Quelli del Movimento? Quelli del meetup? Quelli della rete? tutti?), perché la questione posta non può esigere referendum o consultazioni popolari: sarebbe paradossale far giudicare – si parva licet componere magnis – “ Les fleurs du mal” da una consultazione popolare, o sottoporre a referendum “L’origine del mondo” di Gustave Courbet, o la “ torre littoria “ dell’arch. La Padula che fa di piazza Libertà la piazza più “fascista” d’Italia, o le “ Res Gestae “ del Duce nei Saloni della Prefettura affrescati dal Cambellotti … a meno che non si voglia inaugurare un regime e un nuovo MinCulPop e nuovi autodafé.
Lasciamo, dunque, a chi ne ha le competenze la parola per le valutazioni artistiche, urbanistiche e di arredo urbano, e all’autorità istituzionale della Città, il Sindaco Piccitto, la responsabilità di assumere in modo trasparente le decisioni del caso, nel rispetto dell’opera elaborata dallo scrivente e delle istituzioni (Soprintendenza BB. CC. e AA., Guardia di Finanza, precedente Amministrazione Comunale) che hanno già espresso da tempo il parere tecnico-artistico e la volontà di committenza”.
Non entriamo nel merito del “batti e ribatti”, ma concordiamo con il fatto che la collocazione di un’opera d’arte non può certamente demandarsi ad un …plebiscito: l’opera d’arte va valutata solo dal punto di vista del valore artistico dell’autore e del manufatto e questa merita il massimo rispetto (se così non fosse si dovrebbe fare un “repulisti” delle altre opere dell’artista sparse un po’ ovunque in città): l’auspicio è che tutto ritorni nell’alveo del buonsenso.


Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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