Cultura

Pubblicato il 28 Marzo 2014 | di Giuseppe Nativo

Quando la poesia è testimonianza

“Il sogno lirico di un poeta – accattivante e talora inquietante come la sua stessa estetica –, che non disdegna il lirismo metafisico pur se teme, umanamente, il sogno teologico; o che il piacere e l’ebbrezza del poeta, questo sogno possano intaccare”. Scrive così Giovanni Occhipinti nel 2004 nel suo volume “La voce della poesia. Un itinerario poetico per Alberto Caramella” (Edizioni Feeria, Firenze). Il libro celebra l’interrogazione che Occhipinti rivolge, da poeta e da critico, all’esperienza poetica di Alberto Caramella (Firenze 1929-2007). Egli non si sofferma soltanto sullo scandaglio o sui bagliori che emanano da questa poesia, bensì, per così dire, ama giustamente contestualizzarla in quel percorso di pensiero e di poesia che attraversa tutto il Novecento. Da Kant a Marcuse, da Montale a Saba e Cattafi, tanto per fare qualche nome.

Nell’ambito di tali istanze e sulla scia della “Giornata mondiale della poesia”, la Fondazione il Fiore di Firenze in sinergica collaborazione con la Comunità di San Leolino di Firenze, ha organizzato, per l’intera giornata di venerdì 28 marzo, nella sede del Consiglio regionale della Toscana un convegno, “La testimonianza della poesia: Alberto Caramella”, in cui la poesia del proprio fondatore, Alberto Caramella, sarà messa a fuoco e analizzata a trecentosessanta gradi. Dopo il saluto del presidente della Commissione Cultura Nicola Danti e introduzione di Maria Giuseppina Caramella, si alterneranno 14 relatori provenienti da diverse parti d’Italia. Tra questi ci sarà l’intervento di Giovanni Occhipinti, figlio degli iblei, poeta, narratore e critico letterario tra i più apprezzati del secondo Novecento, che con le sue opere segna la sua già estesa presenza nel variegato panorama della letteratura italiana contemporanea. Titolo della relazione: “La Casa della Luce come allegoria della poetica del tempo che ispira l’estetica del verso di Alberto Caramella”, lucida e puntuale analisi non solo sull’uomo e poeta Caramella, ma anche sulle domande e inquietudini che dallo stesso poeta si protendono sul nostro presente e sul nostro possibile futuro da un punto di vista umano. Si tratta, tuttavia, di un percorso ancora aperto di cui Occhipinti cerca di toccare i punti salienti ricordando, appunto, la “Casa della Luce” (cfr. il testo omonimo curato dallo stesso Alberto Caramella e pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1999), incastonata nella collina di Bellosguardo (zona di Firenze, situata nella parte sud-ovest, collocata su una piccola collina dalla quale si gode un bel panorama della parte più vecchia ed importante della città), inaugurata nel 1995, quando Caramella inizia a vivere la propria ufficialità di poeta con “Mille scuse per esistere”.

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Autore

Giuseppe Nativo

Pubblicista. Appassionato di storia locale. Nel 2004 ha pubblicato un libro sulla Inquisizione in Sicilia nel XVI secolo, con particolare riferimento alla Contea di Modica. Collabora a diverse testate cartacee e on line.



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