Vita Cristiana

Pubblicato il 24 Aprile 2014 | di Silvio Biazzo

Due stelle di prima grandezza si accendono nel firmamento

L’attesa sta per essere premiata: i beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II saranno iscritti nell’Albo dei Santi il 27 aprile prossimo, seconda Domenica di Pasqua, dedicata proprio da Giovanni Paolo II al culto della Divina Misericordia. Lo ha decretato Papa Francesco lo scorso anno lunedì 30 settembre, nel corso del Concistoro ordinario pubblico per la canonizzazione dei due beati..

Fu proprio Papa Wojtyla a beatificare, nel 2000, Giovanni XXIII, e già allora Roma fu invasa dai fedeli. Per il “Papa buono” arrivarono da tutta Italia e non solo, per rendere omaggio al pontefice del Concilio Vaticano II, primo passo di quella riforma della Chiesa alla quale ancora oggi guarda l’intera comunità dei fedeli, sotto la guida di Francesco.
Il pontefice di Sotto il Monte sarà canonizzato insieme a Giovanni Paolo II, che morì proprio nella vigilia della domenica della Divina Misericordia, da lui voluta in memoria di suor Faustina Kowalska.

Per Francesco questo è «un messaggio alla Chiesa», aveva dichiarato nei mesi scorsi ai giornalisti, al termine della Gmg di Rio de Janeiro. Giovanni XXIII, ricordava, «è un po’ la figura del “prete di campagna”, che ama e sa curare ognuno dei fedeli e questo lo ha fatto da Vescovo e da Nunzio. Quante testimonianze di battesimo false ha fatto in Turchia in favore degli ebrei! È un coraggioso, un prete di campagna buono, con un senso dell’umorismo tanto grande e una grande santità». Un uomo «docile alla voce di Dio», sottolineava Francesco ribadendo che la grande intuizione del Concilio Vaticano II «gli è venuta dallo Spirito Santo», per il quale ha approvato un percorso privilegiato dispensando la sua canonizzazione dal riconoscimento di un secondo miracolo.

Giovanni XXIII al secolo Angelo Giuseppe Roncalli vede i natali a Sotto il Monte il 25 novembre 1881, lascia questa terra nella Città del Vaticano il 3 giugno 1963, è stato il 261º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica ( il 260º successore di Pietro ), Primate d’Italia e 3º sovrano dello Stato della Città del Vaticano ( accanto agli altri titoli connessi al suo ruolo ). Fu eletto papa il 28 ottobre 1958 e in meno di cinque anni di pontificato riuscì ad avviare il rinnovato impulso evangelizzatore della Chiesa Universale. È ricordato con l’appellativo di “Papa buono”, è stato l’artefice del rivoluzionario Concilio Vaticano II°. Fu terziario francescano ed è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre del 2000. Uno dei più celebri discorsi di papa Giovanni è quello che ormai si conosce come «Il discorso della luna».

L’11 ottobre 1962, in occasione della serata di apertura del Concilio, piazza San Pietro era gremita di fedeli. Chiamato a gran voce, Roncalli decise di affacciarsi, per limitarsi a benedire i presenti. Poi si convinse a pronunciare, a braccio, un discorso semplice, dolce e poetico, con un richiamo straordinario alla luna, pur tuttavia contenente elementi del tutto innovativi: è ricordato anche per avere svolto un ruolo determinante nella risoluzione pacifica della crisi dei missili di Cuba.

Di Papa Wojtyla è stato detto tutto, significativo il secondo miracolo, la guarigione della costaricana Floribeth Mora Díaz, per la quale i medici non davano più speranze. Rimandata a casa dall’ospedale, seguì in televisione la cerimonia di beatificazione del Papa polacco, il 1° maggio 2011, supplicandolo di intercedere presso Dio. Successivamente una nuova visita neurologica e due risonanze magnetiche, nel 2011 e nel 2012, hanno evidenziato la completa scomparsa spontanea dell’aneurisma con ricostituzione di un albero vascolare normale: la donna era completamente guarita. Il 28 febbraio dello scorso anno, nell’ultimo giorno del pontificato di Benedetto XVI, la consulta medica della Congregazione delle cause dei santi ha approvato all’unanimità l’inspiegabilità scientifica dell’evento. Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII diventeranno santi in mondovisione.

Domenica 27 aprile Papa Francesco presiederà in piazza san Pietro la cerimonia per la canonizzazione dei due Pontefici, evento che avrà una copertura mediatica planetaria. Sono quasi 5milioni i fedeli attesi a Roma per l’appuntamento religioso, ma sono molti di più quelli che seguiranno il rito tramite il piccolo schermo. Per l’Italia, la televisione di Stato sul canale uno diffonderà in diretta la Santa Messa della canonizzazione a partire dalle 9.20 del mattino e fino alle 12.20.Domenica 27 aprile, giorno della Festa della Divina MIsericordia, Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII diventeranno Santi.

Cosa dire del Papa venuto dal’est: quel giorno noi c’eravamo, eravamo nella capitale della cristianità , lo abbiamo fotografato sotto il baldacchino del Bernini nella Basilica di San Pietro…..ed ancor oggi ricordiamo le Sue parole…Vorrei non andarmene per restare con voi…A nove anni dalla Sua scomparsa queste parole sono rimaste impresse nelle menti di tutti: il 2 aprile del 2005 siamo stati costretti a scrivere una cronaca che non avremmo mai voluto scrivere. Quel giorno una cappa di piombo scende improvvisamente sulla Chiesa Universale e sul mondo intero, l’Uomo venuto dall’est, il Papa che ha segnato con lettere indelebili la storia della Chiesa a cavallo tra il secondo e terzo millennio ritorna nella Casa del Padre. – ricordiamo che il Suo motto è stato TOTUS TUUS EGO SUM, MARIA, ET OMNIA MEA TUA SUNT !- e la Madre di tutti lo ha stretto tra le sue braccia.

Quella sera il 264 ° successore di Pietro si ricongiungeva a Dio, quella sera un brivido di sgomento e di profondo dolore scuote miliardi di esseri umani in tutto il mondo. Da lì a poche ore l’Osservatore Romano è già nelle edicole con l’edizione straordinaria dell’anno CXLV – n. 76 – a tutta pagina giganteggia la scritta “ Il signore ha chiamato a sé il Santo Padre Giovanni Paolo II°…ed a piè pagina …Ci hai lasciati Padre Santo. Ti sei consumato per noi. In quest’ora – per Te gioiosa per noi dolente – ci sentiamo abbandonati. Ma tu prendici per mano e guidaci con quella Tua Mano che in questi mesi si è fatta in Te anche parola. Grazie, Padre Santo “. Il resto appartiene alla storia: l’omaggio nella sala vaticana dei Cardinali, dei Vescovi, del Clero, degli Ordini monastici, dei potenti della terra, della gente comune, dei poveri e dei ricchi, dei milioni dei fedeli giunti dai più remoti angoli del globo che hanno atteso pazientemente ore ed ore lungo il percorso che da via della Conciliazione portava alla Basilica di S. Pietro dove era stato deposto il feretro del Papa; impressionante la presenza di centinaia e centinaia di migliaia di giovani che si sono accampati la notte in ogni angolo di Roma per rendere omaggio, l’ultimo, al “loro” Papa.

E poi la imponente celebrazione funebre sul Sagrato del Grande Tempio della cristianità con quel Vangelo posto sulla modesta bara lignea sfogliato dal vento quasi a simboleggiare l’inesorabile volare del tempo e davanti la marea umana che si stendeva fin al di là di Castel Sant’Angelo, e tra la fiumana dei fedeli un enorme striscione, SANTO SUBITO…e la profezia oggi si avvera.


Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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