Vita Cristiana

Pubblicato il 5 Maggio 2014 | di Redazione

Ricordando Padre Andrea Cascone…

Riportiamo qui di seguito i pensieri commemorativi del parroco di Santa Maria delle Scale, scomparso il 2 maggio 2014, ai quali chiunque lo volesse potrà aggiungere il suo, inviandolo a insieme@diocesidiragusa.it

  • CI HA AMATI AD UNO AD UNO

Quanti ricordi, quante emozioni affollano la nostra mente di “santamariani” e parlano al nostro cuore!
Egli ci ha amati a uno a uno, ci ha guardati negli occhi, ci ha sempre dato fiducia, ascolto, incoraggiamento. Siamo stati la sua preoccupazione, il suo Cuore, la sua speranza. Nell’uomo abbiamo sperimentato il Sacerdote, nel Sacerdote l’Uomo. Ognuno di noi ricorda tanti momenti di dialogo, di prova, di difficoltà, di impegno.
Padre Andrea, nei disegni della divina Provvidenza, sei stato mandato a noi per aiutarci nel cammino della salvezza, per vincere il peccato e crescere nella grazia, per scoprire il valore dell’amicizia. Noi abbiamo sperimentato in te i frutti dello Spirito che sono, come dice S. Paolo, gioia, pace, giovialità, mitezza, umiltà, pazienza, dominio di sé, longanimità.
Oggi ringraziamo il Signore per il dono del tuo sacerdozio. Affidiamo al Signore il Parroco delle anime, il Sacerdote generoso, l’amico dolcissimo.

Luciano Nicastro

  • IL PRETE DEI POVERI, IL PRETE DI TUTTI

Andrea Cascone, il sorriso buono per chiunque entrasse in Santa Maria delle Scale, discendendo per il Corso Mazzini da Ragusa a Ibla, è stato un Uomo che ha amato gli uomini, specialmente i più poveri. Un cristiano e un pastore vero, che ha creduto sinceramente in Dio, testimoniato semplicemente e intensamente Cristo, servito umilmente e instancabilmente la Chiesa. Un educatore particolarmente amato, che ha guidato generazioni di giovani e di studenti a crescere in piena coscienza, a sperare sempre, a donarsi interamente agli altri. Un cittadino impegnato e generoso, che ha sempre difeso e promosso, già dai suoi cineforum nella sagrestia della parrocchia, il metodo della laicità nella fedeltà ai valori umani e cristiani.  Oggi, egli vive nel cuore di chi lo ha conosciuto, e lo ricorda con affetto anche su Facebook: la piazza virtuale rende omaggio alla “piazza reale” che egli fu per tutti noi.

Gian Piero Saladino 

  • UMILTA’ E SPIRITUALITA’

Ha rappresentato e continuerà a rappresentare un modello di semplicità d’animo e di ricchezza culturale, di umiltà e di spiritualità che, contrariamente a tanti suoi confratelli, incitava a “sporcarsi le mani” restando “puliti”…

Vito Piruzza

  •  IL SUO SGUARDO E IL SUO SORRISO DA BAMBINO SODDISFATTO

Carissimo Luciano,

accolgo con emozione l’annuncio della Pasqua di don Andrea Cascone, il grande don Andrea, parroco di strada anzi di scalinate, data l’ubicazione della sua parrocchia, Santa Maria della Scale. Per te è stato come un padre e non è un caso che a tuo figlio hai dato il suo nome, Andrea, per averlo ancora di più nel cuore oltre che nell’intimità della casa.

Nella tua lettera ritrovo don Andrea e assieme a lui tutti noi che, allora ragazzi, abbiamo avuto il dono di crescere accompagnati dalle parole e dalla testimonianza di uomini veri,  non “impiegati della chiesa” ma suoi umili, saggi ed entusiasti servitori. Sto pensando a don Salvatore Tumino, che per anni ha animato il Centro Diocesano formando decine di giovani all’impegno e alla testimonianza di fede nel mondo giovanile. E poi a padre Pacifico che durante i suoi nove anni di lavoro pastorale ha risvegliato la parrocchia e il quartiere Cappuccini, dove sono nato e cresciuto.

Tre grandi figure di riferimento che hanno operato in anni in cui lo Spirito soffiava forte e l’onda lunga del rinnovamento si diffondeva nel mondo alimentata dai tremila vescovi riuniti nella Basilica di San Pietro per il Concilio Vaticano II, voluto fortemente da papa Roncalli, battezzato dal popolo come “il papa buono”. Oggi è papa Francesco a raccogliere quell’eredità e a rilanciarla partendo dalla scelta del nome che racchiude il suo progetto.

Ritornando a don Andrea, mi sono chiesto che cosa mi attirasse alla sua persona.

Il suo sguardo e il suo sorriso da bambino soddisfatto e sempre pronto a giocare e a giocarsi. Il suo amore per la vita, per lo stare insieme magari davanti ad una scodella di ricotta ancora calda o ad una “nappa” di gelato, di cui andava ghiotto. La sua figura atletica e possente, le sue mani grandi e accoglienti come il suo cuore. La sua voce particolare che spesso dimenticava la erre e allora il “poblema” da lui presentato appariva più facile e il percorso per arrivare alla soluzione meno duro. Sì, perché a don Andrea piaceva suscitare dibattiti, porre interrogativi, lanciare sfide un po’ come Socrate. Amava molto il cinema e ne faceva un’occasione di crescita culturale per tutti, a cominciare da lui.  Ero già papà e insegnavo da qualche anno quando mi raccontò due episodi della sua vita.

Da giovane parroco non fu facile entrare nel mondo dei ragazzi, dovette prima superare una prova di coraggio e di abilità. Una banda di “monelli” si divertiva a prenderlo in giro per poi fuggire lungo le scalinate, con la sicurezza che mai e poi mai quel “pivello” appena arrivato sarebbe riuscito a raggiungerli, impacciato dalla lunga tonaca. Il gioco non durò a lungo perché il giovane e atletico parroco un giorno, dopo aver subito l’ennesimo sberleffo, arrotolò la lunga veste e la fissò con un nodo al di sopra delle ginocchia mostrando i suoi possenti polpacci. Poi si lanciò lungo le scalinate alla rincorsa della “banda” già in fuga e incredula per l’inaspettata reazione. In poco tempo i piccoli provocatori furono raggiunti e assaggiarono la durezza di quelle grandi mani. Da allora don Andrea divenne il loro leader rispettato e amato. Più avanti negli anni, d’accordo con padre Tumino e con il parroco della parrocchia Ecce Homo, padre Guardiano, prese assieme a loro l’autobus per Catania per una missione che doveva rimanere segreta: assistere alla proiezione del film di Bertolucci, Ultimo tango a Parigi. I tre indossavano ovviamente abiti borghesi. Volevano conoscere, capire a differenza dei più che condannavano senza conoscere.

Don Andrea mi parlò di quel film e del suo messaggio, della solitudine di un uomo e di una donna che cercano disperatamente di comunicare con il proprio corpo, al di là delle parole ormai prive di significato. E il corpo non è mai separato dall’anima e merita rispetto e ascolto. Questi nostri incontri si svolgevano nella sagrestia della sua parrocchia, molto frequentata da chi aveva voglia o bisogno di incontrarlo.  Durante le proteste, prima locali poi nazionali e internazionali, contro le installazioni dei missili americani a testata nucleare nella base di Comiso, a quindici chilometri da Ragusa, don Andrea fu tra quelli (pochi) che si opposero alla costruzione di una cappella nella base missilistica autorizzata dell’allora vescovo Angelo Rizzo. Fra i laici credenti si distinse Saro Di Grandi che diede un grande contributo organizzativo e di pensiero a quella battaglia per la pace.

Voglio concludere salutando don Andrea, assieme a tutti quelli che ci hanno preceduto, con il titolo di un bellissimo romanzo di Pierre Lamaitre: Ci rivediamo lassù.

Giovanni Corallo

 

Leggi di seguito:

1) Riflessioni per il 50° anniversario di servizio pastorale ininterrotto di Padre Andrea Cascone, 11 luglio 2013, di Luciano Nicastro

2) Padre Andrea celebra un matrimonio, le sue parole durante il settembre del 2000

3) Le parole di padre Andrea durante la celebrazione di un 25° anniversario di nozze

 

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Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



2 Responses to Ricordando Padre Andrea Cascone…

  1. Avatar Giovanni Lauretta says:

    Ricordo Padre Andrea Cascone, quando negli anni 70 andava in giro nelle scuole elementari rurali sparse nelle nostre campagne, sempre con il sorriso in bocca, con una sua frase distensiva per tutti, generoso, un vero pastore, esempio di vita, dialogo con tutti credenti e non.  Io ho avuto la fortuna di conoscerlo.

  2. Pingback: In ricordo di padre Andrea Cascone – Ragusa Libera

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