Migranti

Pubblicato il 20 Febbraio 2015 | di Lettera in Redazione

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Proposta per favorire una politica dell’emigrazione italiana ed europea

E’ come se i migranti fossero privi del “diritto di avere dei diritti”, in primis il diritto alla vita. Proprio come accadde agli Ebrei durante la seconda guerra mondiale.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Giovanni Corallo indirizzata al Vescovo di Ragusa sul tema immigrazioni

Eccellenza,

il mare nostrum diventa sempre di più mare mortis di uomini, donne e bambini usati come merce da feroci organizzazioni criminali straniere e nostrane. Il 3 ottobre 2013 c’era stato un coro di “mai più stragi nel Mediterraneo”. Lunedì 9 febbraio 2015 altre 349 persone muoiono annegate. Perché? Ho trovato una risposta in un brano di uno scritto della filosofa tedesca Hannah Arendt che riporto di seguito:

La concezione dei diritti umani è naufragata nel momento in cui sono comparsi individui che avevano perso tutte le altre qualità e relazioni specifiche, tranne la loro qualità umana[…]. Se un individuo perde il suo status politico, dovrebbe trovarsi, stando alle implicazioni degli innati e inalienabili diritti umani, nella situazione contemplata dalle dichiarazioni che li proclamano. Avviene esattamente l’opposto: un uomo che non è altro che un uomo sembra aver perso le qualità che spingevano gli altri a trattarlo come un proprio simile.

E’ come se i migranti fossero privi del “diritto di avere dei diritti”, in primis il diritto alla vita. Proprio come accadde agli Ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Federica Mogherini, responsabile europea per la politica internazionale e la responsabile ONU per i rifugiati affermano la stessa cosa: l’Europa fa poco.

L’operazione Mare Nostrum in un anno ha salvato circa 100.000 migranti, pattugliava fino a 400 miglia dalla costa e ci costava 9 milioni al mese. L’operazione europea Tritone, a cui contribuiscono più nazioni, dispone di meno mezzi e pattuglia fino a 30 miglia dalla costa. A noi costa 3 milioni al mese. Ai migranti molto di più in termini di vite umane.

Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, chiede di sottrarre i migranti alle organizzazioni criminali creando un corridoio umanitario, un’organizzazione che provveda a gestire un trasporto sicuro. Dello stesso parere sono l’ex responsabile europea per la politica estera è il nostro caro Luciano che già nel 2007 aveva elaborato questa soluzione dopo aver a lungo studiato il problema.

Eccellenza, ho letto con attenzione sul quindicinale “insieme” i suoi auguri di Natale, mi sono commosso per la citazione della canzone di Fabrizio De Andrè, Dio del cielo, uno spiritual che ci invita alla condivisione che è il frutto dell’amore. Noi, ragazzi del ’68, cantavamo con fede questa canzone e nel cuore avevamo la speranza di un mondo migliore, quella speranza che è rappresentata dalla quarta candela che si rifiuta di spegnersi e rassicura il bambino in lacrime promettendogli che riaccenderà le altre (la pace, la fede, l’amore).

In un articolo di Gian Piero, sul tema della Pastorale Diocesana Educhiamoci alla speranza, è citato un passaggio molto profondo che penso sia suo: Sperare è un dovere, non un lusso. Sperare non è sognare, al contrario: è il mezzo per trasformare un sogno in realtà. Felici coloro che osano sognare e che sono disposti a pagare il prezzo più alto perché il sogno prenda corpo nella vita degli uomini.

Ed ecco il mio sogno.

Ho pensato, e non da ora, che la proposta di Luciano (e non solo) potrebbe essere fatta propria dalla diocesi di Ragusa nell’ambito delle indicazioni della Pastorale Educhiamoci alla speranza, con il Vescovo in testa, e inviata a Papa Francesco, al governo italiano, alla commissione europea. Potrebbero essere coinvolte altre diocesi della Sicilia e anche amministrazioni comunali. Particolarmente significativa sarebbe l’adesione del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini.

Che dalla terra di Sicilia venga una proposta così organica e articolata, capace potenzialmente di far diventare il mar Mediterraneo una via di comunicazione sicura e di permettere ai migranti di viaggiare in navi normali a prezzi normali, sarebbe una gran cosa. Naturalmente resterebbero altri problemi da affrontare già presenti e analizzati nei testi di Luciano (“Fratello immigrato”, Ediargo, 2006, Ragusa, “Dentro la nuova società multiculturale, Edizione Sion, 2007, Ragusa” , ecc. Per gli altri titoli si consiglia il sito www.lucianonicastro.it ).

Eccellenza, adesso mi sento gioioso per aver dato il mio piccolo contributo alla realizzazione di un sogno e assieme a questa gioia Le mando i miei saluti.

Giovanni Corallo




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