Cultura

Pubblicato il 3 Marzo 2015 | di Gian Piero Saladino

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Cooperazione imprenditoriale e contratto di rete

Cooperazione_imprenditoriale_e_contratto_di_rete_528564Gaetano Guzzardi, Cooperazione imprenditoriale e contratto di rete, pubblicato da Cedam, 2014, pp. 178, nella collana del Centro Studi Giuridici dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di Economia.

In uno scenario economico caratterizzato da un mercato sempre più globalizzato e competitivo e da imprese gravemente sottocapitalizzate e con notevoli deficit dimensionali e tecnologici, il contratto di rete rappresenta per le imprese italiane una concreta opportunità organizzativa e regolamentare per la pianificazione di attività e investimenti da condurre, senza alcuna compromissione della propria autonomia e indipendenza, in collaborazione stabile con altre imprese e finalizzati a incrementare la propria capacità innovativa e competitività.

Il modello di cooperazione delineato dall’art. 3, co. 4-ter, legge

9 aprile 2009, n. 33 appare in grado di garantire un efficiente sistema di governance delle complesse ed eterogenee istanze degli aderenti, attraverso l’istituzione di un organo comune di gestione che, nella sua diversa possibile conformazione e attraverso il conferimento di un unico e collettivo mandato con rappresentanza da parte delle imprese aderenti, consente di attribuire alla rete un’ampia rilevanza esterna anche in ipotesi di assenza di una autonoma soggettività giuridica.

La portata realmente innovativa della normativa in tema di reti di imprese è data dall’aver fornito agli imprenditori non solo un modello contrattuale in grado di organizzare in maniera coordinata ed efficiente attività e investimenti, ma uno strumento operativo, modellato sullo schema del contratto plurilaterale con comunione di scopo, con il quale partecipare direttamente alla competizione internazionale, alle gare di appalti pubblici, effettuare acquisti e acquisire commesse.

La piena operatività della rete-contratto, inoltre, è dovuta al riconoscimento di un’ampia autonomia patrimoniale, in virtù della facoltà concessa agli aderenti di attribuire alla rete un apposito fondo patrimoniale comune, dotato di realità o di costituire appositi patrimoni destinati vincolati al raggiungimento degli obiettivi comuni fissati nel contratto di rete.

Il contratto di rete rappresenta un unicum nel panorama legislativo internazionale, di difficile qualificazione giuridica e caratterizzato da una complessa contaminazione di istituti e da un precario (ma allo stesso tempo virtuoso) equilibrio tra condivisione e competizione che ne rappresenta il vero carattere distintivo rispetto alle altre forme di organizzazione dell’attività d’impresa.

I dubbi interpretativi, di contro, potrebbero infittirsi con riferimento alla tenuta logica dell’architettura reticolare prospettata dal dettato legislativo al verificarsi di un’eventuale patologia del rapporto. Infatti, al di là di un generico rinvio alle regole generali in tema di scioglimento dei contratti plurilaterali con comunione di scopo e alle regole di rifrazione del rischio dettate per i consorzi con attività esterna, il disposto normativo nulla riferisce circa la responsabilità degli imprenditori in rete.

Pertanto, all’esito di una accurata disamina del fenomeno reticolare e delle peculiarità dell’intervenuta tipizzazione normativa, si è inteso fornire un prospetto di possibili soluzioni per un’equa ripartizione del rischio d’impresa tra gli imprenditori in rete e una determinazione ex ante degli strumenti di gestione del conflitto, attraverso una articolata combinazione di rimedi legali e convenzionali.

+ Chi è Gaetano Guzzardi
Nasce a Ragusa nel 1985, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Catania con la votazione di 110/110 e Lode con una tesi in diritto civile in tema di appalti nel luglio 2009. Nel 2009 è vincitore di una borsa di dottorato di ricerca in diritto privato presso l’Università degli Studi di Catania e intraprende la collaborazione con le cattedre di Istituzioni di diritto privato, Diritto dei Nuovi Contratti, Biodiritto e Diritto Civile presso l’Università degli Studi di Catania. Nel 2011 è vincitore di una borsa di tutorato per l’insegnamento delle Istituzioni di diritto privato presso l’Università degli Studi di Catania. Nel 2012 viene nominato “Cultore della materia del diritto privato” dal Dipartimento Seminario Giuridico presso l’Università degli Studi di Catania ed è Tutor a contratto e Assistente alla didattica per l’insegnamento del Diritto Civile presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali “Antonino Galati”. Vince il premio “Gli eccellenti 2012” messo in palio da Utet Giuridica. Dal 2012 è Avvocato iscritto presso l’Ordine degli Avvocati di Catania; si occupa principalmente di diritto civile, diritto d’impresa, societario e bancario. Dal 2012 è Segretario Generale di AIPEC, Associazione Italiana imprenditori per un’economia di Comunione. Dal 2013 è Dottore di ricerca in diritto privato presso l’Università degli Studi di Catania e vincitore di un assegno di ricerca presso l’Università Cà Foscari di Venezia dal titolo “Modelli di azione cooperativa tra imprese attraverso i contratti di rete e l’e-commerce, finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Autore di numerose pubblicazioni, con particolare attenzione alla tematica della cooperazione tra imprese, nonché del fenomeno gestorio e rappresentativo. È componente della Redazione scientifica della rivista “Osservatorio del diritto civile e commerciale”, che si propone di analizzare e riflettere sui principali mutamenti legislativi del diritto commerciale e del diritto civile patrimoniale ed economico. Ha partecipato a diverse Scuole di Specializzazione dottorale presso le Università degli Studi di Venezia, Pisa e Torino, approfondendo le tematiche del diritto d’impresa, dei mercati, del diritto privato europeo e della responsabilità civile.

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Autore

Gian Piero Saladino

(1961) Responsabile della Formazione e Comunicazione di Sicindustria Ragusa e Direttore della Scuola "F. Stagno D'Alcontres" di Modica (sede di un Corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale e di un Corso di perfezionamento per “Manager del Terzo Settore”), è anche Presidente dell’AVIS provinciale di Ragusa. Già Dirigente della Comunicazione Istituzionale del Comune di Ragusa e, per 9 anni, Direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa, ha fatto parte del Consiglio Nazionale dell'A.I.F. - Associazione Italiana Formatori ed è stato Presidente del MEIC diocesano di Ragusa. Scrive articoli e piccoli saggi di argomento sociale, politico, economico e religioso per varie testate giornalistiche locali.



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