Cultura

Pubblicato il 23 Marzo 2015 | di Silvio Biazzo

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Franco Cilia e la sua arte sacra

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Franco Cilia

Che fosse un “genio” del pennello lo si sapeva già, ma adesso ha stupito tutti mettendo in mostra al grande pubblico alcune delle sue opere più emblematiche a carattere Sacro: e lo ha fatto in occasione della giornata del Precetto Pasquale rivolta agli operatori della sanità, organizzata dalla Diocesi di Ragusa e destinata a medici, operatori sanitari, associazioni di volontariato sanitario e parrocchiale nonché laici impegnati nella Pastorale della Salute.

I fedeli, tantissimi, entrando nel grande Tempio della Parrocchia di S. Giuseppe Artigiano, sono stati immediatamente colpiti da un dipinto raffigurante il Cristo in Croce, struggente opera uscita dal pennello del maestro Franco Cilia, quadro collocato sotto l’altare al centro quindi della navata (foto a sinistra).

2Sul volto del Nazareno si legge la sofferenza fisica e spirituale del Dio fatto Uomo, una sofferenza che tramandano i Vangeli sarà il preludio di un mondo nuovo. Stupefacente la raffigurazione del volto dove lo sguardo par che segua il fedele da qualsiasi angolazione si ponga il suo occhio. Anche il cielo, cupo, testimone del dramma che il popolo di allora sta vivendo , segna il preciso momento che prelude agli ultimi istanti di Gesù uomo.

 

Ed ecco ancora un’altra chicca: sotto l’ambone si è stati catturati dalla 3meravigliosa Luce del Cristo Risorto (foto a destra), anche questa opera è del Cilia. Il dipinto mostra Cristo con uno sguardo sereno, dolce, avvolto da una luce celestiale, risplendente e pacifica, attorniato da figure angeliche che ascendono al cielo, e alcune di queste si muovono sopra la bianca nuvola sulla quale il Cristo stesso si trova: il dipinto, carico di profonda spiritualità, rappresenta è appena il caso di dirlo il momento della Risurrezione. Non a caso le due opere sono state utilizzate, e poste vicine, in questa cerimonia, per ricordare i due grandi misteri dell’umanità, la sofferenza vissuta dal Figlio dell’Uomo immolatosi per redimere i peccati e poi l’apoteosi della rinascita, un dualismo inscindibile su cui si fonda il Credo e la Fede di tutti i cristiani. E questo fa sentire l’uomo più vicino a Dio, così come hanno percepito tutti i malati e disabili presenti alla messa e che in quel Credo fondano la loro speranza, la speranza di una salvezza, tema magistralmente trattato dal vescovo Urso nella sua profonda omelia : “… solo la rassicurante Luce del Cristo Risorto può e deve permeare istante dopo istante la vita terrena di ugni singolo essere umano”.
Il maestro Cilia , è da dire, ha già realizzato altre opere di carattere sacro come il mirabile Gesù della Divina Misericordia che ha collocato di recente nella cappella dell’Ospedale Civile dove è presente un’altra sua composizione del filone sacro, opera simbolo della Chiesa di Santo Spirito in Sassia ubicata nelle immediate adiacenze di Piazza San Pietro a Roma.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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