Vita Cristiana

Pubblicato il 28 Marzo 2025 | di Redazione

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IV Domenica di Quaresima – Ricco di misericordia, continui a offrire il perdono

Un grido di gioia apre la IV Domenica di Quaresima: “Rallegratevi, esultate, gioite” (antifona d’ingresso): Gioia e letizia perché la salvezza è vicina, perché nonostante i ripetuti tradimenti, Dio non abbandona il suo popolo (Preghiera Eucaristica della Riconciliazione I). Questa Domenica segna il “centro” del cammino penitenziale in preparazione alla Pasqua; la tradizione della Chiesa l’ha denominata “Laetare, dalla prima parola latina dell’antifona d’ingresso, che è un invito alla gioia.

La straordinaria bellezza della parabola evangelica del Padre misericordioso attira oggi tutta l’attenzione. Al centro sta il padre “disarmato e disarmante”, mediante il quale Gesù ci trasmette una limpida immagine di come egli pensi Dio, il Padre, e di come vuole che noi lo pensiamo. Ma non dobbiamo trascurare che c’è una seconda figura, quella del figlio e fratello maggiore, che rappresenta il punctum comparationis della parabola, il luogo dove andar a cercare il cuore del messaggio che Gesù vuole trasmettere. Dio è un Padre misericordioso, ma proprio per questo vuole che siamo fratelli misericordiosi tra di noi. Chi, anche per motivi umanamente comprensibili, prende occasione dagli sbagli del fratello per tagliare la solidarietà con lui (il figlio maggiore non dice: «Questo mio fratello», ma: «questo tuo figlio»), si trova a sua volta tagliato fuori dalla comunione con il Padre. Non è in gioco soltanto la relazione individuale con Dio, ma anche la relazione fraterna tra di noi.

L’artista Jean Marie Pirot, conosciuto con lo pseudonimo di ARCABAS, rappresenta questa parabola nell’opera “Il Padre misericordioso” realizzata per la cappella della riconciliazione di Costa Serina.

In primo piano, ed è la cosa più importante, c’è la misericordia del Padre, la sua tenerezza: si curva verso il figlio, lo prende tra le braccia posandogli teneramente le mani sulle spalle.

La fame viscerale ha fatto ritornare il figlio dal Padre che gioisce per averlo ritrovato. Dalla porta della casa dove attendeva, il Padre è corso verso il figlio per abbracciarlo.

Tutto il suo essere accoglie il figlio pentito, che sta confessando i suoi peccati, umiliato in ginocchio, con un abito corto color grigio cenere di miseria e di penitenza, due piedi nudi di povertà.

Il gioco dei colori contrastanti dei vestiti è assai espressivo: dal mantello arancio-giallo del Padre emana un amore senza limiti e una luce con la quale il Padre vuole avvolgere suo figlio.

Il figlio tende in alto le braccia aggrappandosi alle braccia tese del Padre; il Padre ricco di misericordia vuole rialzarlo, ridargli di nuovo la tunica della sua dignità filiale, i sandali della libertà dopo la schiavitù del peccato, l’anello dell’eredità paterna!

Il figlio si trova come avvolto nel grembo misericordioso del Padre che l’ha visto ritornare e ne ha provato compassione.  Ora il figlio che era perduto, morto, attirato nel grembo misericordioso del Padre, può rinascere alla vita di figlio, ritrovato!

Ma il figlio gli dice: “non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Egli non ha capito l’abbraccio del Padre con il quale è già stato di nuovo accolto, e lo è da sempre, come suo figlio: perduto, atteso, ritrovato; morto, perdonato, ritornato alla vita… Il Padre deve farglielo comprendere con la sovrabbondanza dei doni che gli fa e con la festa che sta per far cominciare.

In forza di questa accoglienza e di quest’abbraccio del Padre – che non ha quindi cominciato ad intavolare una discussione, a domandare delle spiegazioni o a esigere una confessione di pentimento – il figlio rimane sorpreso dall’amore incondizionato di suo Padre e dal sentirsi totalmente accettato come figlio e perdonato.

Questa parabola ci offre la possibilità di comprendere l’incommensurabile amore di Dio Padre verso noi suoi figli che dobbiamo imparare, giorno dopo giorno, a vivere sempre di più come figli di un tale Padre. Il Padre misericordioso ci offre sempre una nuova possibilità di ricominciare la nostra vita.

“Dio di tenerezza e Dio di misericordia, Dio ricco di amore e di fedeltà,
tu ci perdoni malgrado le nostre infedeltà” (cf. Es 34,6-7).

don Marco Diara

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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