Politica

Pubblicato il 29 Settembre 2015 | di Maria Teresa Gallo

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Ecco il nuovo Prg di Vittoria: circa 1500 case da abbattere

Circa 1500 case da abbattere e ricostruire, spazi per nuove edificazioni all’interno della circonvallazione, alberghi e villaggi turistici a ridosso della costa. Sono questi i punti più significativi della bozza di nuovo piano regolatore presentata dal sindaco Giuseppe Nicosia e che è pronta per essere trasmessa in consiglio. Rispetto alla precedente sono state apportate delle novità, riducendo le aree destinate a nuove costruzioni ed eliminando quelle opere pubbliche (parcheggi, piazze, strutture sportive e uffici) che il Comune non è più in grado di realizzare per mancanza di risorse.

La novità più significativa riguarda tutte le abitazioni realizzate entro i 150 metri dal mare. Non solo non potranno essere sanate, ma dovranno essere demolite. I proprietari potranno ricostruirle in aree aree destinate a questo scopo, attraverso un meccanismo detto della «perequazione».

Confermata anche l’impostazione originaria di fare degli undici chilometri di costa una sorta di fabbrica del divertimento con alberghi, campeggi, insediamenti balneari e quanto può aiutare ad attrarre turismo. In questo caso, trattandosi quasi sempre di zone agricole, ci dovrà essere una diversa destinazione d’uso che farà lievitare il valore dei terreni.

Ed è proprio questo uno dei punti più controversi perché le opposizioni temono speculazioni. Altro aspetto non secondario è la modifica di un paesaggio finora paradossalmente tutelato dall’aggressione del cemento proprio dalla presenza degli insediamenti serricoli. Da parte sua l’amministrazione tende a resistere, convinta che «i turisti snobbano la frazione perché gli alberghi sono pochi».

Chi aveva veramente creduto che il nuovo schema privilegiasse il recupero dell’esistente anziché favorire nuove edificazioni, rimarrà ancora una volta deluso. Questo nuovo piano, considerato il massimo della mediazione tra le opposte posizioni, è quello che l’ex assessore all’Urbanistica Enzo Cilia avrebbe dovuto portare in consiglio comunale se non si fosse dimesso. «Con i vincoli scaduti – spiega Francesco Aiello di Azione democratica – il sindaco tenta di associare la partita del sensazionalismo e della spregiudicatezza e prevede la demolizione di 1300 case entro i 150 metri e la possibilità di poter ricostruire in terreni di nuovo insediamento per 26 mila abitanti. Una vergogna che dovrebbe indignare chi difese l’abusivismo».

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Autore

Maria Teresa Gallo

Docente di italiano e storia e giornalista pubblicista, amante dello sport.



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