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Pubblicato il 16 Novembre 2015 | di Silvio Biazzo

A Nassirya si consumò il sacrificio dei Carabinieri, novelli Eroi

SONY DSCNel piazzale antistante la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, è stata celebrata, in forma strettamente privata, la cerimonia in ricordo dei caduti della strage di Nassirya e della 7^ giornata del “Ricordo delle vittime militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”.
All’evento, oltre al Comandate Provinciale, Ten. Col. Sigismondo Fragassi, ha partecipato una rappresentanza degli Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri in servizio a Ragusa, nonché una rappresentanza dell’Associazione Carabinieri in congedo.
Durante la cerimonia, dinanzi al monumento dedicato ai Caduti di Nassiriya, posto davanti alla caserma “Podgora”, è stata deposta una corona d’alloro, fornita dall’Amministrazione Comunale di Ragusa, ed è stata letta la preghiera per la pace.
La funzione religiosa è stata officiata da padre Giuseppe Ramondazzo, parroco della parrocchia Santa Rosalia e da padre Giorgio Occhipinti, cappellano dell’Ospedale Civile.
Quel giorno gli uomini della Benemerita scrissero una delle pagine più fulgide della loro storia e la Legge 12 novembre 2009 n. 162, promulgata dal Presidente Giorgio Napolitano, ha storicizzato l’evento con la istituzione della “Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”. Oggi – 12° anniversario – nella omonima piazza antistante la Caserma i SONY DSCCarabinieri del Comando Provinciale di Ragusa si sono ricordati tutti i militari e civili martiri di Nassirya, orrendamente assassinati nella città Irachena la mattina del 12 novembre 2003.
Quel tragico giorno – come si ricorderà – alle ore 10.40 locali (08.40 in Italia), un camion cisterna pieno di esplosivo esplose davanti la base MSU ( Multinational Specialized Unit ) italiana dei Carabinieri, provocando la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili. Il camion, solo grazie al fuoco aperto da una delle vittime, non esplode all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell’esplosione rimase coinvolta anche una troupe cinematografica che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassirya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell’esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.
Il Comando dell’Italian Joint Task Force (IJTF) si trovava a 7 chilometri da Nassiriya, in una base denominata “White Horse”, distante circa 4 chilometri dal Comando USA di Tallil. Il Reggimento MSU-IRAQ, composto da personale dei Carabinieri Italiani e dalla Polizia Militare Romena (a cui poi si aggiunsero uomini della Guardia Nazionale Portoghese), era diviso su due postazioni: la base “Maestrale” e la “Libeccio”, entrambe poste al centro dell’abitato di Nassirya.4
Era infatti intendimento dei Carabinieri posizionarsi nell’abitato per un maggior contatto con la popolazione. Presso la base “Maestrale”, che durante il regime di Saddam era sede della Camera di Commercio, era acquartierata l’Unità di Manovra. L’altra sede, “Libeccio”, distante poche centinaia di metri dalla prima, venne danneggiata anch’essa dall’esplosione. Due mesi dopo l’attentato, il Reggimento CC lasciò definitivamente anche la Base “Libeccio”, trasferendosi alla base di “Camp Mittica” nell’ex aeroporto di Tallil, a 7 km da Nassirya.
Morirono nell’attentato dodici carabinieri: i Marescialli Enzo Fregosi, Giovanni Cavallaro, Alfonso Trincone, Filippo Merlino, Massimiliano Bruno, Alfio Ragazzi, Daniele Ghione, i Vice Brigadieri Giuseppe Coletta e Ivan Ghitti, l’Appuntato Domenico Intravaia, i carabinieri scelti Andrea Filippa e Horacio Majorana; cinque militari dell’Esercito italiano: il Tenente Massimo Ficuciello, il Maresciallo Silvio Olla, i Caporali Emanuele Ferraro, Alessandro Carrisi e Pietro Petrucci; due civili italiani: Marco Beci (cooperatore internazionale), Stefano Rolla (regista cinematografico).
In definitiva dodici anni fa l’autocisterna piena di esplosivo fu lanciata contro la base militare Italiana dell’ M.S.U. (Multinational Specialized Unit). Il Carabiniere Andrea Filippa, di guardia alla base “maestrale”, riuscì ad uccidere i due attentatori suicidi, tant’è che il camion – come già accennato – non esplose all’interno della caserma ma sull’ingresso, evitando così una strage di più ampie proporzioni.
La violenta esplosione provocò , lo ripetiamo, la morte di 12 Carabinieri, 5 militari dell’esercito e due impiegati civili della difesa, nonché il ferimento di altre 58 persone fra civili e militari.
Nell’attentato rimase coinvolta – come già detto – anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo proprio per girare un film sulla missione dei militari Italiani a Nassiriya.
Il vile attentato, gettò nello sconforto l’intera nazione italiana e indignò il mondo intero.
Per questo motivo, nel 2005, agli eroi di Nassiriya, è stata concessa la Croce d’Onore alla memoria”, una speciale onorificenza conferita con decreto dal Presidente della Repubblica, per onorare le vittime di atti di terrorismo, impegnate in operazioni militari e civili all’estero.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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