Cultura

Pubblicato il 20 Novembre 2015 | di Redazione

Inaugurata a Ragusa DAAA, nuova galleria di architettura, design e arte

Inaugurata a Ragusa DAAA, nuova galleria di architettura, design e arte

L’abbiamo imparato dai greci – e questa intuizione ha attraversato i secoli – che ogni essere, per differente che sia, possiede tre caratteristiche trascendentali (cioè sempre presenti): ogni essere è unum, verum et bonum. Vuol dire che gode di una unità interna che lo mantiene nell’esistenza; che è vero, perché si mostra così come di fatto è; che è buono, perché svolge bene il suo compito insieme agli altri, aiutandoli a esistere e a coesistere.

Sono stati i maestri francescani medievali che hanno aggiunto all’essere un’altra caratteristica trascendentale: pulchrum, cioè bello. Basandosi sicuramente sull’esperienza personale di San Francesco, che era un poeta e un esteta di eccezionale livello, che “nel bello delle creature vedeva il Bellissimo”, hanno arricchito la nostra comprensione dell’essere con la dimensione della bellezza.

Tutti gli esseri, anche quelli che ci sembrano schifosi, se li osserviamo con affetto, nei particolari e nell’insieme, presentano, ognuno a modo suo, una bellezza singolare se non proprio nella forma, certo nel modo come in loro tutto è articolato con equilibrio e armonia sorprendenti.

Uno dei grandi estimatori della bellezza è stato Fiodor Dostoevskij. La bellezza era così centrale nella sua vita, che il grande romanziere russo andava almeno una volta all’anno a vedere la bellissima Madonna Sixtina di Raffaello, rimanendo a lungo in contemplazione. Questo fatto è sorprendente, dato che i suoi romanzi penetrano nelle zone più oscure e perfino perverse dell’animo umano. Ma quello che lo spingeva, in verità, era la ricerca della bellezza, e per questo ci ha lasciato la famosa frase: “La bellezza salverà il mondo” che appare nel libro “L’idiota”.

Forse, anche questo ha ispirato i fondatori di DAAA Italia, nuova galleria di Arte, Design, Architettura & Enogastronomia inaugurata lo scorso 23 ottobre a Ragusa, che vede protagonisti quattro giovani creativi che, nel coltivare la bellezza, vogliono trovare opportunità di lavoro per sé e motivi di socializzazione culturale e ludica per tutti, creando un nuovo spazio per l’innovazione in una città che non vuole morire. vincenzo

Insieme ha voluto intervistare uno dei collaboratori di DAAA Italia, Vincenzo Occhipinti, ragusano doc, laureato in Design e architettura al Politecnico di Milano, noto promotore del progetto “Pedibus” che, insieme ai fondatori Daniele Migliorisi e Giorgio Occhipinti, ha risposto alle nostre domande.

Che cosa è DAAA e come è nata l’idea?

Il progetto si sviluppa a partire da un’amicizia nata sei anni fa tra quattro professionisti: tre ragusani (Daniele Migliorisi, Mario Castello e Giorgio Occhipinti) e un ragazzo maltese (Keith Pillow). Insieme hanno pian piano portato avanti una visione nuova relativa al modo di lavorare; una visione fondata sulla collaborazione, sul buon senso e sul “fare bene”. DAAA non è il classico studio tecnico che si limita a realizzare progetti ma è un laboratorio di idee in cui si cerca di anticipare quelle che sono le tendenze del mercato e di proporle attraverso un circuito virtuoso in cui ogni collaboratore arricchisce il progetto apportando il proprio contributo. DAAA Italia si propone inoltre come spazio di coworking aperto a tutti coloro che credono che lavorare insieme, anche non collaborando allo stesso progetto ma semplicemente condividendo il medesimo spazio, sia un’occasione per arricchirsi l’un l’altro.

Perché è stata scelta questa formula?

Con il progetto DAAA – interviene Daniele Migliorisi, uno dei soci fondatori – sei anni fa è cambiato profondamente il nostro modo di progettare. Ormai se si vuole aprire un’attività commerciale la base di partenza non è più il progetto architettonico in sé ma il tipo di messaggio che si vuole trasmettere all’utente finale. E’ per questo motivo che adesso studiamo prima la “storia” del nostro cliente e successivamente la trasformiamo in architettura. Il mutamento radicale nel modo di progettare consiste quindi nel cambiare le domande che poniamo al cliente, in fase preliminare, per arrivare più in fondo ai bisogni del fruitore finale.

Come vi siete organizzati?

Io e gli altri collaboratori – risponde Vincenzo Occhipinti – siamo arrivati in una seconda fase. Quando ho conosciuto i fondatori di DAAA mi sono innamorato del concetto che volevano veicolare e dell’intenzione di avviare uno scambio generazionale dando spazio anche a noi giovani. In questo studio sono quindi presenti due generazioni che si confrontano: i “grandi” che hanno accettato la sfida di cambiare approccio dopo quindici anni di esperienza nel settore dell’architettura e noi giovani che abbiamo accettato la sfida di restare in questa città piuttosto che partire come fa oggi la maggior parte dei nostri coetanei. L’incontro di queste due sfide si è palesato in questo spazio unico dove sperimentare cose nuove, fondere ciò che riguarda l’architettura, l’arte, il design e il cibo e dove offrire agli utenti la possibilità di vivere un’esperienza esclusiva.

A chi si rivolge, in particolare, la vostra proposta?

Ci rivolgiamo principalmente al settore commerciale, a quello ricettivo e della ristorazione e al settore del residenziale. Questi clienti – aggiunge Giorgio Occhipinti, uno dei soci fondatorihanno bisogno di essere supportati anche a livello pubblicitario e di branding; per questo motivo il nostro studio è direttamente correlato con quello di Malta che si occupa anche di marketing.

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Come si regge economicamente?

Il concetto – continua Vincenzo Occhipinti –  è quello di creare un network. La gestione di ciò che resta degli spazi di Viale Europa verrà proposta ad altri partner per dare la possibilità a differenti professionisti di collaborare con noi in altri settori come quello della ristorazione, dell’arte e della promozione del design. Economicamente saranno attività diversificate perché ogni spazio avrà la propria tipologia di business; l’elemento in comune è il cliente a cui ci rivolgiamo: una persona che percorre questi spazi con l’intenzione di voler fare “esperienza”, di verificare con mano progetti creati su misura, di partecipare a eventi dove incontrare persone disposte a condividere e ad aderire al tuo progetto.

Architetto, designer o grafico: quale differenza e quali rapporti?

A parte il materiale utilizzato non c’è differenza perché sono tutti e tre dei progettisti. Qui al DAAA Italia lavorano tutte e tre le figure.

Cosa consiglieresti a un giovane che voglia lavorare in questo settore?

Di essere innamorato del proprio lavoro, a prescindere dal fatto che si progetti un grattacielo o un biglietto da visita.

Cosa pensi della frase di Dietrich Bonhoeffer, secondo cui “la bellezza salverà il mondo”?

Bellezza uguale verità; se vuoi dare alle persone bellezza devi dare verità.  E se vuoi arrivare alla verità vuol dire che devi fare il tuo lavoro in modo sincero per arrivare al nocciolo della questione. Il nostro è un modus operandi: partendo dalle domande giuste cerchiamo di arrivare alla verità per consegnare bellezza alla persona che si affida a noi.

Ringraziando tutto lo staff di DAAA Italia e in particolare Vincenzo Occhipinti per averci accolti con il suo sorriso cordiale e la sua arguta bonomia, invitiamo i lettori a visitare DAAA, che si trova facilmente in Viale Europa 161/165 a Ragusa.

di Vittoria Cappello & Gian Piero Saladino

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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