Società

Pubblicato il 18 Aprile 2016 | di Redazione

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Presi di mira e scartati dai compagni

Il bullismo è un fenomeno che si ha quando una persona più debole viene criticata, giudicata, presa in giro per la sua statura, per la sua massa corporea oppure semplicemente per il suo andamento scolastico (secchione, asino) e non tralasciamo il fatto che nelle scuole sta diventando un grave problema il prendere di mira i compagni stranieri, nascendo così il fenomeno del razzismo. Questi sono tutti motivi e spiegazioni del perché una persona viene scartata dai compagni e fatta sentire diversa ma realmente nella vita delle persone “prese di mira” che danni fisici ed emotivi succedono? Cosa avviene dentro la persona stessa? Che cosa induce a “tagliarsi” o ricorrere al suicidio? A questa domanda, tutti i bravi psicologi, per evitare tutto ciò, potrebbero rispondere: di parlarne con i genitori, con i docenti di classe, oppure aiutarsi con un amico/a. Queste sono le vie più comuni consigliabili, che a dire il vero non potrebbero aiutare il soggetto.

Infatti i genitori andrebbero in presidenza e la cosa andrebbe di male in peggio, dato che i compagni poi andrebbero contro il soggetto umiliandolo e mettendolo in disparte; a tale scopo, magari la risposta più comune tra gli adolescenti per non avere rapporti con un “bimbo/a” è di crearsi un gruppo per cercare di umiliare e mettere a disagio la persona oppure semplicemente, per evitare un’espulsione o una sospensione, non le si dà ascolto e la si mette in disparte.

Ai docenti si preferirebbe anche non dire nulla dato che anch’essi farebbero un discorsetto alla classe e quindi metterebbero comunque a disagio la persona.

Sfogarsi con un amico invece sarebbe la via migliore perché un amico sa ascoltare senza dire nulla e senza giudicarti ma potrebbe aiutarti dato che sta dalla tua parte, potrebbe invogliare i compagni a smetterla e far capire loro i traumi emotivi che si procurano alla persona e provare a dire che stanno sbagliando e invitarli a pensare per un attimo come si sentirebbero se succedesse lo stesso a loro. A tal proposito, se la persona sa essere convincente senza magari far capire nulla all’amico preso di mira, sa davvero a volte cambiare il destino della persona magari non facendolo mettere più in disparte e non facendolo umiliare.

Per questo ho deciso di scrivere questa pagina dedicata al bullismo, poiché appunto io ho avuto esperienza con altri miei amici presi di mira per sbagli commessi o semplicemente per il loro peso, ma in casi più estremi ho anche evitato loro di procurarsi danni fisici come il tagliarsi.

Potreste dire che frequento solo la seconda media e queste cose non potrebbero succedere ma vi assicuro che è questa l’età in cui incominci a giudicare la società, ed è anche l’età in cui se ti senti preso in giro inizi a disperarti, mentre se vengono presi in giro gli altri va tutto bene e inizi a ridicolizzare anche tu chi viene sottomesso.

Michelle Serino

+ Una testimonianza
Era ottobre e stavo camminando per andare al rientro della scuola e trovo una ragazzina seduta sulle panchine a piangere; io incuriosita andai verso di lei e le chiesi spiegazioni e lei allora mi mostrò semplicemente cosa aveva nelle mani. Guardai l’orologio per vedere se stavo facendo tardi alla lezione e noto che ero ancora in anticipo, allora mi siedo e prendo subito dopo ciò che aveva nelle mani: era una lametta. Capii tutto, la guardai in volto e vidi una mia conoscente. Sapevo già la sua storia, infatti lei veniva presa di mira per la sua corporatura; si girò verso di me e mi chiese aiuto. Ciò che le seppi dire fu solo: «Sfogati con Cristo pregando la sera e adesso sfogati con me; ci rivedremo tra una settimana». Lei si sfogò con me dicendomi che non sopportava più le occhiaie la notte per non poter dormire a causa degli insulti, che stava diventando bulimica e che voleva solo riprendersi. A quelle parole me ne andai e le ripetei il consiglio scritto sopra. Ci vedemmo una settimana dopo alla stessa ora e stessa panchina, lei mi disse che qualcosa era cambiato e mi disse le parole che seguono: «Se hai Cristo vicino, un’amica che ti appoggia e una famiglia vera la lametta è solo per chi vuol dare una soddisfazione a chi vuole il tuo malessere». A quelle parole mi allontanai con la soddisfazione di vederla sorridere. Mic. Ser.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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