Vita Cristiana

Pubblicato il 21 Maggio 2016 | di Carmelo La Porta

Le suggestioni della Christi Passio

Dalla condanna al Calvario, Cristo è l’uomo del dolore, insanguinato, legato, straziato, percosso, sul viso sputato, creduto dagli umili e difeso dai poveri.

 

In occasione dei festeggiamenti in onore di Maria SS. Addolorata, il coro e l’Orchestra “Cantus Novo”, nella Chiesa Madre S. Maria delle Stelle di Comiso, hanno eseguito il concerto musical Christi Passio, scritto e musicato da don Rino Farruggio.

La splendida architettura e la luminosità della chiesa madre, fresca di restauro, e un folto pubblico hanno fatto da cornice all’atmosfera di armonia e di spiritualità creata dalle note musicali avvolgenti e suggestive e dall’intensità dei testi che hanno raccontato le ultime ore della vita di Gesù Cristo.
Nello stile della tradizionale Via Crucis, il musical ha riproposto in musica le preghiere Adoramus te Christe e Santa Madre, per creare il clima di meditazione e di adorazione.

La sequenza dei brani ha ripercorso i momenti e i personaggi della Via Crucis.
Giuda non comprendendo perché Gesù sia andato oltre il previsto e abbia superato il limite ed il buon senso della ragione, è l’amico che tradisce con un bacio, un gesto segno di affetto che diventa mezzo di tradimento.
“Tutta la vita di Cristo, – scrive mons. Mario Russotto nella presentazione al musical edito dalle Paoline  – per chi vive la dissociazione fra Dio e l’uomo, suona come una bestemmia. Lui, infatti, dà la stessa lode all’uomo, al tempio e all’Altissimo. E allora non resta che urlare: sia condannato a morte… crocifisso!”

Dalla condanna al Calvario, Cristo è l’uomo del dolore, insanguinato, legato, straziato, percosso, sul viso sputato, creduto dagli umili e difeso dai poveri. La sua sofferenza trafigge il cuore, chiede il nostro amore. La via del Calvario è percorsa da Gesù passo a passo, pietra a pietra, fino al cielo camminando fino al punto del mistero che sorregge questo mondo. Il legno della croce da quel lontano giorno sarà per l’umanità un dolore che grido non ha, un silenzio più forte di un urlo.

Nel dramma della Passione irrompe la figura di Maria. Solo l’amore della Madre può essere di conforto al Figlio che a lei chiede: restami accanto sorreggi me tu che più forza hai. Il conforto della Madre, consumata dal dolore, attinge al mistero di Dio: tu non hai colpa ma è colpa l’amore quando è perdono. Solo l’Amore può spiegare tanto dolore!
Il peso della croce è grande; Cristo chiede l’aiuto a qualcuno per la sua fragilità, quasi a riassumere in sé le croci segrete che gravano il cuore dell’umanità. Il Cireneo sorregge il grande dolore di Cristo perché nessuno è un eroe distante, nessuno è così onnipotente da non aver bisogno degli altri.

L’incontro con Cristo affascina, trasforma, incanta. Ora è il suo viso di Cristo dolente che chiede ad una donna un gesto pietoso. La risposta è nella generosa grandezza della femminilità, ora madre, ora sposa, ora straniera, ora ferita, ora donna qualunque: per sempre una donna da sotto una croce raccoglierà il canto smarrito nel cuore darà la sua voce.
Sul Golgota con Cristo sono crocifissi due malfattori. Uno impreca, mentre l’altro supplica: non scordarti di me che ho ancora sembianze di uomo. La risposta di Gesù da speranza: nel mio cuore e nel Regno del Padre sarai oggi tu il primo.
Nel canto del Salve Regna, l’autore raccoglie i dolori degli ultimi: i vinti, i calpestati, gli umiliati, gli esclusi, gli abbandonati, i bambini mai nati. L’invocazione giunge a Maria, cuore del Figlio che ci perdona, Madre clemente, Madre anche mia.

Quando giunge l’ora dell’imminente morte, Cristo grida la sua inquietudine: dov’è il mio Dio? Perché Dio mio? Poi implora e si affida al Padre: Tu solo ascoltami, avvincimi, abbracciami, accoglimi con Te. Tutto giunge al termine fino al respiro estremo e ultimo nel quale Cristo sussurra: a Te consegno l’anima, la vita ed il mio spirito, Dio mio.
Cristo muore crocifisso: han trafitto anche il suo cuore ma no il battito d’amare. L’amore è invincibile alla morte. La morte s’illude della sua vittoria: due giorni è in suo potere, ma già al terzo Cristo vive. L’umanità canta il miserere al Dio che può anche morire, ma che davvero è risorto.

È la via della croce che a Cristo dà gloria. Ma in Dio non si muore in eterno la vita è più forte. Dentro l’assenza che al cuore dà un fremito di nostalgia, dentro la debole fede che sembra una estrema follia, tu, Cristo, sei già risorto. Per me sei risorto, per noi sei risorto. Possiamo cantare un’eterna alleluia!
Il racconto del musical ci consegna l’idea della bellezza e della profondità del lavoro di Rino Farruggio, una “teologia in musica” per meditare la passione di Cristo.

Le voci corali, l’apprezzata interpretazione dei solisti e le note sinfoniche dei diversi timbri orchestrali sono state straordinariamente guidate dal maestro Giovanni Giaquinta, che ha diretto l’opera e ne ha curato la trascrizione per coro e orchestra. Per lui gli applausi più calorosi del pubblico e le parole di elogio da parte di don Rino Farruggio, autore del concerto-musical, che nel suo intervento ha evidenziato il senso e il significato del dolore nella Christi Passio, con particolare riferimento a quello di Maria la cui devozione è significativa nella città di Comiso.
Il parroco don Innocenzo Mascali ha voluto ringraziare il coro e l’orchestra e il maestro Giaquinta per l’intensità e le emozioni create attraverso il canto e la musica.

 


Autore

Carmelo La Porta

Direttore dell'Ufficio Diocesano per l'insegnamento della Religione. Ha insegnato religione cattolica presso diversi istituti della città e attualmente presso l'I.I.S. "Galileo Ferraris" di Ragusa. E' docente di Teologia Morale presso la Scuola Teologica di Base della Diocesi di Ragusa e componente del direttivo della stessa scuola.



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