Politica

Pubblicato il 30 Maggio 2016 | di Alessandro Bongiorno

Vittoria elegge il nuovo sindaco, scatta l’ora della responsabilità

Il 5 giugno i cittadini di Vittoria eleggeranno il nuovo sindaco e il consiglio comunale. Gli aspiranti sindaci sono nove, i candidati al consiglio comunale 456 (suddivisi in 19 liste). Non sarà semplice per gli elettori compiere le scelte migliori per la città. Di solito, quando si registra un così alto numero di liste e di candidati si finisce, infatti, con il votare per il parente, l’amico, il vicino di casa più insistente e si dimentica che al sindaco e al consiglio comunale si sta affidando il presente e il futuro della città, un pezzetto della nostra stessa vita.

In questo clima di grande confusione, arroventato anche da polemiche e scontri di natura più personale che politica, si chiede ai cittadini di Vittoria di dimostrare quella maturità che i partiti e i movimenti politici non sono stati in grado di compiere. Occorre individuare le persone con maggiore passione per la politica e che abbiano le idee e i progetti migliori per la città e su quelli investire. Occorre diffidare di chi alza troppo i toni dello scontro, di chi, avendo forse poco da dire sui programmi, alza la voce per attaccare gli avversari. Da troppo tempo Vittoria è prigioniera di queste logiche e, purtroppo, su tanti aspetti, è rimasta un passo indietro non riuscendo a cogliere e sviluppare le sue enormi potenzialità.

Il naufragio della politica vittoriese è rappresentato anche dall’assenza dei partiti. Solo tre (Partito democratico, Psi, Movimento 5 stelle) i simboli di partiti che hanno deciso di sottoporre i propri programmi, i propri uomini e le proprie donne al vaglio degli elettori. Gli altri si sono defilati e ai loro esponenti non è rimasto che proporsi all’interno di liste civiche che, in passato, hanno dimostrato di essere terreno fertile anche di trasformismo e opportunismo.

Questi i nomi dei candidati a sindaco (tra parentesi le liste che li sostengono): Vincenzo Statelli (Progetto Impresa–Statelli sindaco); Irene Nicosia (Alternativa per Vittoria–Irene Nicosia sindaco); Carmelo Giurdanella (Movimento 5 Stelle); Riccardo Terranova (Terranova sindaco); Giovanni Moscato (Selaamilacambi, Riavvia Vittoria, Spazio Aperto, Movimento Politico Sviluppo Ibleo); Rosario Rinaudo (Movimento diritti agricoli); Arcangelo Mazza (Patto per Vittoria-Scoglitti, Si può fare!, Forza Vittoria); Francesco Aiello (Lista Spiga, Lista Quadrifoglio, P.d.R.-Sicilia Futura, Psi); Lisa Pisani (Nuove idee-I democratici; Ellepi per Vittoria; Partito Democratico).

Se nessuno dei nove candidati riuscisse ad ottenere il 50 per cento più uno dei voti, domenica 19 giugno si procederà al ballottaggio tra i due più votati. Sindaco uscente è Giuseppe Nicosia che ha guidato la città negli ultimi dieci anni e che ha così esaurito i due mandati consecutivi posti come limite dalla legge.

Molto importante sarà anche la scelta dei 24 consiglieri comunali. Il consiglio comunale, negli ultimi anni, non ha dato l’impressione di essere l’assemblea che rappresenta la città e i cittadini di Vittoria, nella quale si analizzano i problemi e si studiano le soluzioni più idonee, il luogo dove tracciare le linee di sviluppo sociale, economico, culturale. Ha dato l’impressione di essere un’arena dove alcuni tra i più spregiudicati cittadini di Vittoria hanno combattuto le loro personali battaglie lasciando ben poco in eredità alla città che li aveva scelti come propri rappresentanti. Vittoria (ma non solo Vittoria) ha invece necessità di porre al centro della propria vita politica proprio il consiglio comunale. Un consiglio comunale composto dal meglio che la città possa esprimere e che riesca a esercitare nel modo più proficuo le prerogative di indirizzo e di controllo dell’azione amministrativa.

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Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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