Vita Cristiana

Pubblicato il 11 Ottobre 2016 | di Redazione

Un culto Mariano secolare L’ Assunta di Cammarana

Nella bella città di Vittoria nel corso degli anni, si sono sviluppati nelle varie chiese, diversi culti di santi, più o meno celebrati. Tra questi culti non poteva mancare senz’altro quello per la Madonna, tanto è vero che la seconda chiesa in Vittoria fu dedicata alla Madonna delle Grazie, e dal 1641 venne concessa una fiera franca in suo onore.

Successivamente nacque il culto per la Madonna di Loreto nella chiesa di San Biagio, dove ancora oggi si conserva il venerato quadro, ma furono i Cappuccini a solennizzare questo culto e a lasciare una forte impronta mariana nella città, purtroppo perdutasi nel corso del 900. Nella parrocchia di Santa Maria Maddalena (ex Cappuccini) infatti si conserva una statuetta miracolosa della Madonna Lauretana proveniente da Loreto, addirittura incoronata dal Capitolo Vaticano nel 1785.

Sempre i Cappuccini come del resto anche gli Osservanti, diffondevano il culto per l’Immacolata essendo la loro patrona.

Una forte devozione mariana nacque ancora prima di Vittoria, alla foce del fiume Ippari, si tratta dell’Assunta di Cammarana.

Tra i resti dell’antica città greca di Camarina, sorse una chiesetta sperduta e lontana dai centri abitati dedicata appunto alla Madonna Assunta. La chiesetta si ipotizza che sia stata edificata sui ruderi del tempio di Atena, poiché nel sito è stata rinvenuta una civetta simbolo di tale dea.

Sulla nascita della chiesa purtroppo non abbiamo notizie certe, gli storici vittoriesi Paternò e La China, ritengono che l’edificazione sia avvenuta dopo l’arrivo dei simulacri della Madonna di Gulfi e del Santissimo Salvatore: la tradizione vuole che durante l’iconoclastia, le suddette statue siano state imbarcate da Costantinopoli per essere salvate dalla distruzione. Giunte nei pressi di Cammarana vi fu una disputa per chi dovesse impossessarsi di tali statue, messe su due carri trainati da buoi iniziarono il loro cammino e arrivarono a Gulfi dove sorge il santuario.

Dunque l’erezione della chiesa a Cammarana potrebbe essere legata al ricordo di questo avvenimento avvenuto nell’VIII secolo, ma si potè trattare di una semplice chiesa rurale, frequentata dai contadini e dai viandanti.

Sulla chiesa sappiamo che dal 1760 era amministrata dalla parrocchia di Vittoria, che si svolgeva una sentitissima festa il 15 di agosto giorno dell’Assunzione di Maria, partecipata dai vittoriesi e dalla gente dei paesi vicini, sappiamo che l’ultimo procuratore fu il sacerdote Giovanni Giommarresi e che fu abbandonata nel 1834, in seguito distrutta.

Riguardo le opere d’arte sappiamo che esisteva una tela raffigurante la morte di Maria e poi una statua lignea della Madonna che tutt’ora si venera a Scoglitti, salvata dall’incendio che distrusse definitivamente l’antica chiesa di Cammarana.

Nel 1700, il Marchese Ferreri di Comiso, era il proprietario delle terre di Scoglitti, per sua volontà furono costruiti magazzini e abitazioni più decenti per gli abitanti del piccolo borgo. Si interessò anche di costruire una piccola chiesa inizialmente di sua proprietà, dedicata alla Madonna di Porto Salvo.

Successivamente la chiesetta passò nelle mani degli abitanti di Scoglitti, che con mezzi propri mantennero il culto.

Nel 1871 fu nominato il primo cappellano, sacerdote Giuseppe Petitto un frate Osservante da Terranova (Gela), e fu eretto il fonte battesimale. Nei registri dei defunti della parrocchia di San Giovanni ho trovato nota di inumazioni avvenute nella chiesa della Madonna di Porto Salvo, dunque nonostante le piccole dimensioni dell’edificio, esisteva sicuramente qualche cripta.

La tradizione vuole che nell’antica chiesa di Cammarana si conservasse la statua lignea di una Madonna con il Bambino Gesù, salvata da un incendio e portata nella chiesa di Scoglitti nel 1834, si tratta dell’attuale simulacro venerato e portato in processione la domenica successiva al 15 di agosto. Sul braccio della Madonna fino a vent’anni fa, esisteva una piccola targhetta di rame con su scritto l’anno di realizzazione, ovvero 1636 e le iniziali P. A. che lasciano intendere, Palazzolo Acreide. Purtroppo della targhetta non si hanno più notizie.

Il simulacro è stato rimaneggiato e restaurato più volte, l’ultimo intervento è stato effettuato da Saverio Ricordo, ed è stato solennemente incoronato il 22 agosto 2009 dal vescovo di Ragusa monsignor Paolo Urso. L’attuale parroco don Francesco Forti, in questi anni, ha cercato di solennizzare e diffondere sempre di più la devozione verso la Madonna, riuscendoci egregiamente.

Nell’Ottocento un episodio del tutto singolare, diede vita a un altro culto quello per San Francesco di Paola.

Alcuni pescatori issando le reti, con meraviglia trovarono impigliata una statuetta lignea di un monaco, con le mani giunte in atto di preghiera. Tale ritrovamento avvenuto nella spiaggetta detta “Palummaru” fu vissuto come un miracolo. L’iconografia del santo non ci fornisce elementi certi, potrebbe trattarsi del benedettino San Mauro; una copia molto somigliante si trova nella chiesa Madre di Francofonte, ma i pescatori hanno voluto identificare quel simulacro al santo patrono per eccellenza della gente di mare ovvero a San Francesco di Paola. La statua proviene probabilmente da un’imbarcazione affondata, e la fattura sembra essere molto antica. Secondo la tradizione, è stata più volte calata in mare per calmarlo miracolosamente.

Nel corso dei secoli il piccolo borgo marinaro si è sviluppato notevolmente, la chiesetta della Madonna di Porto Salvo non poté più contenere il numero di fedeli che assistevano alle celebrazioni liturgiche. Bisognò costruire una nuova chiesa più capiente e adatta alle necessità del popolo di Dio. Negli anni Trenta del secolo scorso, fu costruita la nuova chiesa madre di Scoglitti, consacrata il 23 maggio 1937 dal vescovo di Siracusa, monsignor Ettore Baranzini, fu intitolata sempre alla Madonna di Porto Salvo, eletta protettrice e patrona di Scoglitti.

La prima chiesa pur mantenendo il titolo originario, per via della sentita devozione verso San Francesco fu dedicata anche a quest’ultimo. La chiesetta ha subito dei restauri nel corso del 1900.

Nel 1939, gli emigrati in America “Figli di Scoglitti Club” donarono una statua lignea di San Francesco di Paola, da portare in processione durante il giorno della festa esterna, che si svolge la seconda domenica di luglio.

Va ricordato ancora, che esiste una sentita devozione anche per San Giuseppe, festeggiato solennemente il 19 marzo, con la tradizionale tavolata e la processione.

Gaetano Bruno


Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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