Società

Pubblicato il 31 Ottobre 2016 | di Silvio Biazzo

Viabilità, basta con l’isolamento

Una provincia isolata… la si potrebbe etichettare così la nostra (basti pensare che quando è stato aperto il collegamento autostradale Catania-Siracusa si sono “dimenticati” di inserire nella segnaletica stradale la nostra città…lo si è fatto dopo!). La premessa da la stura alla nostra amara riflessione: abbiamo da sempre un sogno che forse non si avvererà a breve scadenza: l’autostrada Ragusa-Catania.

Il Governo ha assicurato che le procedure burocratiche (che hanno necessitato quasi 15 anni!) sono ormai completate e che spetta solo alla società che dovrà realizzarla avviare quanto di sua competenza. Anche in questo caso non si registra grande entusiasmo. I concessionari hanno rilevato come le condizioni di 15 anni fa non sono quelle di oggi (l’apertura dell’autostrada Catania-Siracusa-Rosolini che presto arriverà a Ispica e Modica ha ridotto il volume di traffico) ma il comitato che segue l’iter si dice, dal canto suo, ugualmente ottimista sulla prossima apertura dei cantieri.
Resta il fatto che, a tutt’oggi, nell’isola la provincia più penalizzata è rimasta certamente quella ragusana: più a sud, ad iniziare da Rosolini, almeno qualcosa si è fatto (anche se quell’autostrada non è certamente il meglio che si poteva fare in tema di pavimentazione delle carreggiate, in qualche punto si sta lavorando, ma sempre con tempi lunghi… meglio di niente dirà qualcuno ). Da noi invece nulla, certamente il tratto della Siracusa-Gela non arriverà nel nostro capoluogo. Mancano infatti le risorse per finanziare il tratto da Scicli a Ragusa (lo svincolo è a pochi chilometri da Marina) e da Ragusa a Gela non c’è ancora neanche il progetto.
Per i ragusani non rimane attualmente che la famigerata 514… il suo tratto spesso impervio… le lunghe colonne di veicoli quasi sempre costretti a seguire senza via di scampo i grossi camion perché non è facile superarli e non è da poco conto il pericolo costante per chi, stanco delle file, trova il coraggio di effettuare un sorpasso, spesso provocando incidenti stradali.

Quel che più ci indispettisce è il constatare che in altre Regioni, anche del profondo sud, le opere viarie si fanno, ed anche celermente. Ci è capitato quest’anno di andare – a fine inverno ed a ottobre – in quel di S.Giovanni Rotondo, percorrendo il tragitto quello usuale, autostrada fino al bivio per Sibari e via verso lo Ionio (dove la strada è quasi tutta tipo autostrada ). Questo tratto viario, seppur a doppio senso di marcia, è oltremodo agevole. Ebbene adesso in men che non si dica, praticamente dalla scorsa primavera in poi, è stato aperto un grande cantiere che sta realizzando, in parallelo al “vecchio” tragitto, una variante modernissima simile ad un’autostrada (quindi con spartitraffico centrale) che riteniamo sarà percorribile a breve: che fortunati quelle popolazioni (e la Puglia di infrastrutture stradali in ottimo stato ne ha tante!). Un’ultima chicca: le poche autostrade che abbiamo sono oggi ridotte malissimo, vedasi la Messina-Catania, per citarne una!

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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