Cultura

Pubblicato il 10 Giugno 2017 | di Luca Farruggio

Una lettera di Manzù che invita a fare della propria vita un’opera d’arte

Qualche tempo fa ho scoperto una lettera che il grande scultore italiano, Giacomo Manzù (1908-1991), ha scritto al figlio Pio. Mi è ritornata in mente perché, ora che molti studenti stanno ultimando l’ultimo anno di scuola, potrebbe risultare utile a chi deve prendere una scelta di vita e di studio.

Ma è anche una lettera che parla a ciascuno di noi, perché i valori forti in essa contenuta riguardano l’esistenza di ogni essere umano e possono condurre a una vita felice.

Dal momento che l’invito sembra essere proprio quello di fare della propria vita un’opera d’arte, la lettera stessa può essere considerata davvero un’opera d’arte!

Carissimo Pio,
ora che ti appresti a partire ed inizi i primi passi decisivi per quello che sarà la tua vita, mi permetto di raccomandarti i seguenti punti . Non temere la solitudine perché è in essa che i nostri propositi si fortificano; Segui solo il difficile, non lasciarti tentare dal facile: il difficile è virile e può portare anche al miracolo; il facile è per i pigri e i pavidi. Fa’ che ogni tua azione sia sollecitata dalla bellezza, dalla onestà e che sia sempre avvolta nell’umiltà e nella bontà! La bontà, la chiarezza, la sincerità e il coraggio devono essere i pilastri dei tuoi pensieri, e soprattutto tieni bene fisso nella mente, che con la bontà si può conquistare tutto e tutti; Non lasciarti mai affascinare dal denaro; consideralo un mezzo, non un’aspirazione. Non essere mai avaro, né con te stesso, né con gli altri; è il più terribile dei peccati e porta alla grettezza e alla miseria.  Perciò sii sempre signore pur tenendoti a una disciplina. Non temere la bella e legittima amicizia della donna, ma tieniti sempre lontano dalla volgarità; questa uccide l’anima. Non essere mai pavido, anche se questo ti costa doloroso sacrificio, ma nello stesso tempo sii sempre dolce. Il tuo vivere, e la tua concezione della vita, sia libera da ogni pregiudizio, ma sostenuta da quella disciplina morale che fa l’uomo libero e coraggioso. Non prendere l’abitudine di raccomandarti a Dio, ma ringrazialo sempre per tutto quello che fai di bello e di buono. Non dimenticarti mai le preghiere. Ti benedico e ti abbraccio
Tuo papà

Nel mondo cinico, frenetico, distratto e spietato in cui viviamo, la frase che più mi colpisce è: “con la bontà si può conquistare tutto e tutti”. Forse è davvero così! Ma ogni lettore, da questa lettera, può trarre i tesori più vicini ai propri bisogni umani, spirituali e quotidiani.

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Autore

Luca Farruggio

(Catania 1984). Filosofo e poeta, si è laureato al San Raffaele di Milano nel 2011. È allievo di Massimo Cacciari ed Enzo Bianchi. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bugie estatiche (Il Filo 2006, prefazione di Manlio Sgalambro) e Del pessimismo teologico (Il Prato 2017, prefazione di Giuseppe Girgenti). Si guadagna da vivere insegnando in Veneto e ogni tanto, come pubblicista, dice la sua dove gli capita.



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