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Pubblicato il 7 Luglio 2017 | di Redazione

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Ridotta in cenere la pineta di Chiaramonte

«…Un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio… »: con queste parole Renato Meli, responsabile dell’ufficio della Pastorale sociale e del lavoro, ha commentato il disastro ambientale che ha colpito al cuore Chiaramonte Gulfi e l’intera provincia di Ragusa. In poche ore almeno metà dell’area boschiva più estesa del nostro territorio è stata ridotta in cenere. Ci vorranno decenni per risanare una ferita che ha lasciato tutti senza parole.

Abbiamo assistito inermi all’incendio che avanzava sperando che i Vigili del fuoco potessero compiere un miracolo. Abbiamo respirato per giorni il fumo acre che ha reso ancora più difficili i giorni più caldi e afosi dell’anno. Abbiamo ascoltato con fastidio alcuni cercare i responsabili nei partiti avversari, altri nella follia di chi ha premuto la levetta dell’accendino, altri nei forestali o nella macchina della protezione civile.

Nel complesso, secondo stime attendibili, sono andati distrutti 150 ettari di bosco, una superficie grande come quasi 300 campi di calcio. Sul versante di contrada San Marco resta solo qualche tronco bruciacchiato. Poi il deserto in uno spettacolo che fa male. Due aziende agricole sono state danneggiate e decine di capi bovini sono morti. Nelle ore dell’emergenza si è anche temuto che il fuoco potesse arrivare in paese ed è stata evacuata una struttura che accoglie persone anziane.

Trovare un colpevole non ci restituirà, purtroppo, il bosco, quella pineta di Chiaramonte che è l’anima del paese arroccato sulle pendici del monte Arcibessi e alla quale tutti i ragusani abbiamo guardato sempre con simpatia e orgoglio. Sin da ora bisogna pensare a ricostruire quella pineta, a un’azione di rimboschimento che ricolori di verde un versante oggi annerito dal fuoco. Dobbiamo pensare a stare vicino a quelle famiglie che hanno visto le proprie aziende distrutte e si sono ritrovate dalla sera alla mattina senza il lavoro di una vita. Dovremo anche imparare a rispettare di più questo patrimonio e a esigere che la politica, le istituzioni, chiunque abbia responsabilità pubbliche non scherzi più con gli alberi e il bosco che sono l’ossigeno di un territorio che rischia di soffocare. E non solo per il fumo o i piromani.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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