Vita Cristiana

Pubblicato il 2 Ottobre 2025 | di Redazione

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Le tre feste che scaldano il cuore dei chiaramontani

L’estate è spesso una stagione in cui si tende a dimenticare Dio. Complici le vacanze, il caldo, il desiderio di evasione dalla routine, si stacca la spina dalla quotidianità per dedicarsi a se stessi, ai propri interessi, agli affetti. Eppure, anche quando lo dimentichiamo, il Signore non si allontana: continua a vegliare su di
noi, silenziosamente, come un padre paziente.
A Chiaramonte Gulfi però, l’estate è tutt’altro che un tempo di distrazione spirituale: è anzi il periodo più intenso dal punto di vista religioso e comunitario. Un mese ricco di fede vissuta e condivisa, scandito da tre grandi feste che affondano le radici nella nostra storia e nel nostro cuore.
La prima celebrazione è la Quindicina in onore di Maria SS. di Gulfi, quindici giorni di intensa preghiera e meditazione che ogni anno riuniscono fedeli di ogni età attorno alla Madre Celeste. Secondo antiche fonti storiche, questa pratica devozionale affonda le sue radici così lontano nel tempo da essere considerata persino più antica della tradizionale festa della Vergine nel periodo pasquale. Questo a prova di quanto la devozione mariana dei Chiaramontani sia secolare e destinata a perpetuarsi nel tempo. Dentro la maternità di Maria si cela il più grande mistero della cristianità: può la Madre di Dio essere, per tutti i fedeli, una seconda mamma? Per noi Chiaramontani la risposta è sicuramente si: basta recarsi al Santuario di Gulfi per sentirsi penetrati da quello sguardo severo, ma materno e protettivo di Maria Santissima. Nel cuore di questi quindici giorni cade anche la festa del Santissimo Salvatore, chiamato in dialetto “u Patronu u Munnu”. È proprio con questa celebrazione che ha inizio, per tradizione, la vera estate chiaramontana. È la festa del ritorno: dei figli lontani che tornano per un giorno a casa, degli affetti che si riuniscono, della comunità che si ritrova compatta sotto lo stesso cielo e lo stesso sguardo divino. Un momento di gioia, ma anche di preghiera e gratitudine.
Infine, l’ultima festa – una delle più sentite a Chiaramonte – è quella in onore di San Vito, patrono della città.
I festeggiamenti si aprono con la solenne processione del fercolo dalla sua chiesa al centro del paese, fino alla Chiesa Madre, dove rimane esposto per tre giorni di intensa venerazione. Il culmine è rappresentato dall’articolata processione per le vie cittadine, con la visita alle principali rettorie, in un percorso che è anche simbolo di unità: tutte le Confraternite partecipano con devozione e senso di appartenenza, testimonianza
concreta di una fede che unisce e non divide. San Vito, martire invincibile, nato in Sicilia da padre pagano e imprigionato da egli stesso per aver abbracciato il cristianesimo, è oggi per noi esempio limpido di fedeltà,
coraggio e speranza. Un modello in particolare per i giovani, che in lui possono trovare un rifugio
spirituale e una guida sicura nel loro cammino verso Dio. Così, mentre altrove l’estate è tempo di distrazione, a Chiaramonte diventa tempo di ritorno, di radicamento, di rinascita nella fede. Una stagione che ci ricorda che, anche sotto il sole più caldo, lo sguardo della Vergine e la protezione dei santi non ci
abbandonano mai. Per rivedere Chiaramonte in festa dovremo attendere la prossima Domenica in Albis, ma nel cuore dei Chiaramontani continua a regnare la Regina, rivestita d’ori di Ofir, accanto a Dio Padre eterno.
Simone Ragusa

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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