Società

Pubblicato il 15 Gennaio 2018 | di Silvio Biazzo

Sfruttamento minorile, incessante l’attività ispettiva dei carabinieri

È la piaga di sempre che gli uomini dell’Arma dei carabinieri contrastano da sempre con ottimi risultati. I militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Ragusa, unitamente ai militari dell’Arma Territoriale, nell’ambito di servizi finalizzati a verificare il rispetto della tutela della libertà e dignità dei lavoratori nei luoghi di lavoro, d’intesa con il responsabile della Direzione Territoriale del Lavoro di Ragusa, hanno svolto una serie di controlli in agricoltura e nel settore edile, anche nel corso delle festività natalizie.

Sono state sottoposte a visita ispettiva 11 aziende agricole, quattro imprese edili, 3 case di riposo e otto esercizi commerciali, verificando 56 posizioni lavorative. Al termine di tale attività è stata evidenziata la presenza di 6 lavoratori, di cui un minore degli anni 16, privi di alcuna tutela assicurativa e previdenziale, ovvero completamente in nero. Per l’azienda agricola è stata disposta la sospensione delle attività imprenditoriali, avendo riscontrato una percentuale di lavoratori in nero pari o superiore al 20% della forza lavoro presente come previsto dal testo unico 81/2008 a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sono due le denunce in stato di libertà che hanno riguardato altrettanto titolari, rispettivamente di un’impresa edile e di un’impresa di impianti elettrici, in un cantiere nella provincia di Ragusa, il primo per violazione al T.U. 81/2008 in merito al mancato aggiornamento del documento per la valutazione dei rischi, mentre il secondo per aver avviato al lavoro, in qualità di apprendista elettricista, un minore degli anni 16, che non poteva essere formalmente assunto ed era peraltro privo di ogni tutela assicurativa.

A conclusione di questi delicati controlli sono state anche contestate sanzioni amministrative per lavoro nero e sospensione dell’attività pari a 20.000,00 euro, ed ancora contravvenzioni per violazioni in materia di sicurezza per circa 5000 euro di ammende, cui si aggiunge un recupero contributivo agli Enti previdenziali ed assistenziali di circa 10.500 euro.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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