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Pubblicato il 22 Marzo 2018 | di Redazione

Presenza discreta e concreta accanto alle persone malate

Ci sono ambienti, come l’ospedale, in cui la sofferenza è di casa, dove chi li abita è costretto a portare la sua croce giorno e notte. Ma lì ci sono anche persone che cercano di condividere e alleviare il dolore dei pazienti, di coloro che patiscono la malattia del corpo, troppo spesso accompagnata dalle malattie dell’anima, lo scoraggiamento, la sfiducia, la depressione, a volte la rabbia e la ribellione, la disperazione, la solitudine. Proprio quest’ultima è spesso la causa delle precedenti sofferenze psicologiche e spirituali.

Per questo l’ufficio per la Pastorale della Salute ha scelto di fare servizio in tali ambienti, proprio per offrire compagnia e aiuto materiale, per dare coraggio, per portare una nuova speranza e una nuova prospettiva da cui guardare la sofferenza e renderla prezioso strumento di amore e di salvezza. Il modello è uno e uno solo, Gesù Cristo, Colui che per amore ha preso su di sé la sofferenza del mondo ed ha riportato la fiducia e la speranza nel cuore dell’uomo, di ogni uomo, anche quello piagato e piegato dalle prove della vita. Questo hanno provato, e provano a fare ogni giorno, i Volontari della Cappellania Ospedaliera, silenziosamente e nascostamente.

Il 23 marzo, quinto venerdì di Quaresima, abbiamo organizzato, tra le corsie dei presidi ospedalieri Civile, Paternò Arezzo, delle Rsa di piazza Igea e Villa San Giorgio, e Clinica del Mediterraneo una Via Crucis itinerante a tappe. Dopo la celebrazione della 26° Giornata del Malato, è questo uno degli appuntamenti di solidarietà con gli ammalati che l’Ufficio per la Pastorale della Salute ha organizzato in preparazione alla celebrazione della Pasqua.

Non c’è un modo migliore di questo per capire la Via Crucis ed il sacrificio di Gesù e per scoprire il valore del dolore umano. Perciò la Via Crucis è risultata nei venerdì di Quaresima particolarmente intensa e commovente, sentita e partecipata. Un susseguirsi di emozioni. Tutti i malati ci aspettavano e abbiamo vissuto momenti molto forti specialmente nei Reparti Oncologia, Hospice e Medicina, dove sono ricoverati i malati gravi e terminali. Gli operatori si sono sentiti dei “Cirenei” per aver portato per un po’ la croce degli altri. Ma cirenei non obbligati a farlo, bensì volontari. E quel luogo di dolore, con quelle persone sofferenti, e con coloro che professionalmente se ne prendono cura, è diventato in quei momenti per molti, se non per tutti, un’esperienza di paradiso.


Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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