Società

Pubblicato il 28 Aprile 2018 | di Redazione

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Insegnare religione con competenza in questa scuola e in questa storia

Le prime tappe di un corso di formazione che mira a offrire strumenti per migliorare la relazione educativa con gli studenti.

Si sono svolti a Ragusa, nella sala “Don Mario Pavone” della parrocchia S. Pio X dall’11 al 13 aprile, i primi tre incontri dell’annuale corso di formazione per i docenti di religione della Diocesi sul tema “Insegnare religione in questa scuola e in questa storia”.

La formula del percorso formativo ha presentato quest’anno una importante novità scaturita della convenzione stipulata tra la Diocesi e l’istituto di istruzione superiore “G. Vico – Umberto I – R. Gagliardi”. Accanto alla formazione in presenza, che si concluderà in giugno con l’incontro di verifica, i docenti si cimenteranno in un elaborato scritto e nella sperimentazione in classe dei contenuti approfonditi durante la tre giorni.

I lavori sono stati introdotti da monsignor Carmelo Cuttita, vescovo di Ragusa, che ha sottolineato ai presenti l’importanza della tematica che, per quanto scontata possa apparire, chiama i docenti di religione ad una responsabilità quotidiana nella relazione educativa con gli studenti e nel servizio all’interno del sistema scolastico.

La prima relazione e stata della profesoressa Nunziata Barone, direttrice del corso e dirigente dell’istituto “G. B. Vico – Umberto I – R. Gagliardi”, che si è soffermata sulle questioni educative problematiche nella scuola, evidenziando le difficoltà nel costruire alleanze educative con le famiglie.

Lo sviluppo degli altri temi è stato affidato alla professoressa Anna Marina Mariani, docente di didattica e pedagogia nella Facoltà di Scienze della formazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tre gli approfondimenti proposti: la costruzione della relazione educativa e la gestione della classe, il senso di autoefficacia e il passaggio dalla fragilità alla felicità, l’educazione della volontà e delle disposizioni etico-sociali.

Nei suoi interventi la professoressa Mariani ha esplicitato e dato contenuto agli obiettivi del corso, approfondendo alcune chiavi di lettura per comprendere l’attuale contesto scolastico per una didattica contestualizzata, fornendo strategie per organizzare e gestire il lavoro didattico e per interagire con le diverse situazioni problematiche delle classi o dei singoli alunni, presentando metodi per organizzare attività didattiche in prospettiva di una inclusione diffusa e definendo alcune questioni per la condivisione con le famiglie delle strategie educative.

«In un contesto in cui si è passati dalla fiducia nei confronti degli insegnanti all’insofferenza/indifferenza nei loro confronti» come afferma la Mariani, il docente è chiamato a qualificare ancor più la propria presenza a scuola, individuando nella relazione e nell’attenzione educativa la chiave per coinvolgere gli studenti, singolarmente presi con i loro specifici bisogni educativi, e le classi nel processo di interesse verso il sapere. «Alla pedagogia e all’educazione – afferma la pedagogista – compete allora, spesso, di andare contro corrente; di porsi come “cuneo” tra le pieghe del vivere e della sua storia», non per presentare vie comode agli studenti ma ciò che può rappresentare la verità per il proprio vivere.

Hanno coordinato i lavori il professore Carmelo La Porta, direttore dell’ufficio Insegnamento della religione cattolica della diocesi, e don Paolo La Terra, responsabile per la formazione degli insegnanti di religione, assistiti in segreteria dall’insegnante Lucia Licitra.

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