Vita Cristiana

Pubblicato il 4 Giugno 2018 | di Orazio Rizzo

Don Marco Frisina : la musica e il canto dono di Dio e strumento di lode

Risuonano ancora nella mente e nel cuore le parole di Mons. Marco Frisina, Direttore del Coro della Diocesi di Roma, invitato a Vittoria durante i festeggiamenti in onore di Santa Rita da Cascia, appena conclusisi, sulla bellezza del canto e della musica sacra, sul loro valore liturgico e sulla necessità di formazione dei cori e del popolo di Dio.

Mons. Frisina, lunedì 21 maggio, aveva tenuto un Convegno sulla Musica Sacra in Piazza Giordano Bruno, evento atteso e partecipato e dal quale sono venuti fuori interessanti spunti di riflessioni che possono essere riassunti  in pochi ma chiari concetti, semplici e significativi: la musica sacra e il canto elevano a Dio, in una lode continua ed incessante, coinvolgono tutto il corpo oltre che l’ anima, perché parlano un linguaggio universale. Possiamo concludere dicendo che esse sono la manifestazione della trascendente “Bellezza di Dio.”

Proponiamo una intervista esclusiva rilasciataci dallo steso Don Marco nei giorni della sua permanenza a Vittoria.

La musica parla di Dio, canta le Sue lodi. Don Marco, possiamo definire il canto e la musica sacra strumento di evangelizzazione. Se si, come e perché.

La musica orienta il cuore di chi canta in una certa direzione,  nel nostro caso e nella fattispecie del canto sacro, il fine di questo orientamento del cuore è verso Dio. E’ un modo per donare al cuore dell’uomo la nostalgia della bellezza d Dio, la tenerezza e il suo amore; la musica sacra dovrebbe sempre dare al cuore questa serenità e questa pace perché comunica l’armonia del Creatore, la bellezza della sua Parola, i grandi valori cristiani. La musica diventa preghiera e dilata il cuore e aiuta gli uomini a sentirsi più uomini e a ritrovare una via per riscoprire il volto di Dio nella propria esperienza concreta. La musica parla in maniera umana ma delle cose grandi dell’uomo ed in questa maniera orienta il cuore dell’uomo verso le cose di Dio; tutto ciò che è profondamente umano è divino perché appartiene all’immagine di Dio che portiamo dentro ed è proprio della nostro essere creature. Quando la musica è autenticamente vera, esprime le grandi cose dell’uomo e porta a Dio, avvicina a lui.

Più volte Ella ha dichiarato che la musica fa l’uomo: ci vuol spiegare meglio questo concetto?

Il concetto è semplice: l’ uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio; questo vuol dire che nel suo intimo e nel suo cuore l’uomo porta una attrazione naturale a Dio, è fatto per Lui. Il peccato si intromette deviando questo concetto e portando l’uomo, non verso il suo fine, ma verso altri fini. Solo l’amore porta l’uomo naturalmente verso il suo creatore, perché è fatto per amare. Il problema è che cosa ama l’uomo? se ama cioè che è sbagliato si perde se ama, ma se ama ciò che  è giusto si salva. La musica orienta “verso” Dio e aiuta  l’ uomo a salvarsi, ad essere più uomo, più comprensivo, più buono, in altre parole lo umanizza. Ecco perché è importante il “tipo” di musica che si fa e da che parte essa porta. L’ uomo ha bisogno di ritrovare la sua dimensione spirituale , di ritrovare il fine per cui è stato creato e quindi ritrovare Dio.

La musica sacra testimonia la “Bellezza di Dio”. In che modo esse rappresentano il trascendentale

Dio ha creato tutte le cose in una armonia sublime che ci fa stupire: ci stupiamo sempre davanti a   un fiore, ad un paesaggio o ad un bambino; la creazione in sé porta una bellezza che è la verità di Dio che si rivela, è il suo volto che si rivela a noi. Lui ha fatto ogni cosa imprimendo una impronta di sé. Anche la musica orienta con le sue armonie, bellezze, suoni e melodie a guardare e trovare il volto di Dio. La bellezza è immediata, è Dio stesso. Una persona che si accosta alla bellezza vera è più buona perche scopre di essere fatta per le cose alte di Dio. Anche la musica rientra in questo percorso.

Musica e canto narrano la nostra fede vissuta che diventa testimonianza. Può il canto dire qualcosa d noi e della nostra esperienza di Dio?

La musica coinvolge tutta la nostra vita: mente, cuore, corpo ed è una comunicazione universale. L’uomo impegna tutto se stesso per lodare Dio e dirgli che Lui solo è la nostra vita, che lo amiamo, per cantargli le lodi dei salmi; tutto questo anelito testimonia la nostra fede in Lui oltre  ad essere questo lo specifico ruolo e compito del canto nella liturgia. E’ la chiesa che vibra d’amore per Cristo, la sposa che canta al suo sposo ed è un modo concreto per testimoniare la propria fede che si comunica anche attraverso il canto. Anche un ateo se sente la chiesa cantare e lodare con amore Dio, viene trascinato e coinvolto.

Don Marco cosa suggerirebbe ai giovani che volessero vivere la sua stessa esperienza in ambito compositivo e musicale?

Innanzitutto per comporre musica occorre una preparazione tecnica massima, se poi qualcuno volesse scrivere la musica di Dio, per Dio e i fratelli, deve farsi catturare dalla Parola di Dio perché in essa trova tutte le ispirazioni. Li si capisce cosa Dio stesso vuole che cantiamo e come facciamo la musica; la musica è eco della Sua stessa Parola, anzi è la sua stessa esaltazione, apoteosi e sublimazione. La Parola di Dio è ispiratrice e la tecnica musicale diventa il mezzo per esprimere ciò che essa ha suscitato nel cuore. Tecnica, formazione e preghiera sono gli elementi che non devono mai mancare.

 

 

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Orazio Rizzo



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