Cultura

Pubblicato il 17 Settembre 2018 | di Silvio Biazzo

Antonio Bruno espone alla Sala “Pippo Tumino”

Appuntamento con l’arte venerdì 21 settembre 2018, alle ore 18.00, presso la Sala Borsa “Pippo Tumino” di via Natalelli: con il patrocinio della Camera di Commercio della Sicilia Orientale di Catania, Ragusa e Siracusa, si inaugura la mostra di pittura di Antonio Bruno Opere 1997-2018.

L’esposizione, come il titolo stesso suggerisce, è una ricapitolazione degli ultimi due decenni di lavoro di un artista appartato, ma dalla produzione ricca di spunti e suggestioni. Di lui ha scritto il critico d’arte prof. Andrea Guastella:

“La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca, e l’una e l’altra vanno imitando la natura quanto è possibile alle loro potenze”. Così annotava Leonardo nel suo Trattato della pittura, secoli prima che le sperimentazioni avanguardistiche del Novecento (mi riferisco alle scritte sui dipinti inaugurate dai cubisti e impiegate largamente da Marinetti e dalla sua cerchia) facessero “parlare” la pittura.
La poesia aveva recuperato la vista già qualche decennio prima, nel 1871, fatidico anno in cui Rimbaud donò, nella lirica eponima, colori alle vocali, ed enunciò, in una lettera all’amico Paul Demeny, la necessità per il poeta di farsi “veggente” mediante “un lungo, immenso e ragionato sregolamento di tutti i sensi”. La poesia moderna tende dunque alla visione, la pittura alla dizione. Ed è appunto nel solco di un’arte totale che si colloca il “visibile parlare” di Antonio Bruno, dalla rivisitazione delle Vocali di Rimbaud – cinque lettere a colori su un’accecante fondo bianco – sino alla produzione più recente, dove la pittura non si limita a dettati elementari ma si articola in discorso ampio e serrato, convertendosi in narrazione e quindi in mito.
Il mito, in primo luogo, del nostos, del ritorno alle origini, che per Antonio è da intendersi secondo una duplice accezione: biografica, avendo l’artista deciso, dopo un lungo soggiorno fuori casa, di stabilirsi presso l’isola natale e, non secondariamente, creativa.
La sua ricerca è infatti “un lungo, immenso e ragionato” superamento dei limiti che inchiodano l’immagine al reale, sino a quella che Ungaretti chiamava “prima immagine”, la visione primigenia.
Nato nel 1943 a Camporotondo Etneo, in provincia di Catania, Antonio Bruno ha compiuto la sua formazione artistica frequentando il corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Torino. Nel 1972, a Mantova, si classifica al primo posto al Premio Lubiam, aggiudicandosi la relativa borsa di studio. Già docente alle Accademie di Belle Arti di Torino, Reggio Calabria e Sassari, della quale è stato vicedirettore, ha concluso la sua carriera accademica come titolare della Cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, città natale cui fa ritorno nel 1997 dopo un’assenza di trentacinque anni. Congedatosi dal servizio attivo, da alcuni anni si è trasferito a Ragusa, dove ha stabilito il suo studio di pittura.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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