Società

Pubblicato il 1 ottobre 2018 | di Maria Teresa Gallo

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Mercato ed evasione le frontiere di una Vittoria che vuol rinascere

Sono trascorsi ormai due mesi dallo scioglimento del Consiglio comunale per «ingerenza della criminalità» e dall’insediamento dei tre commissari prefettizi. Le motivazioni che hanno prodotto il terremoto politico-istituzionale sono state invece rese note solo nelle scorse settimane riprendendo quanto già emerso dall’inchiesta “Exit poll” del 2016 e aggiungendo elementi anche più recenti.

Il decreto di scioglimento, infatti, prende in esame sia i dieci anni di amministrazione guidata da Giuseppe Nicosia, che gli ultimi due con a capo Giovanni Moscato. Nel decreto, forse, bisognerebbe distinguere tra ciò che si sarebbe potuto o dovuto evitare dal punto di vista etico rispetto a ciò che invece sembra riguardare l’aspetto penale che in questo caso toccherà ai tribunali dimostrare.

L’ex sindaco Nicosia ha fatto sapere che presenterà una controrelazione perché «la relazione è troppo generica». Moscato invece mantiene la linea del silenzio.

I primi effetti dell’azione dei commissari che reggeranno il Comune probabilmente fino alla primavera del 2020, cominciano intanto a vedersi. Gli aspetti più evidenti riguardano il mercato ortofrutticolo e il contrasto all’evasione dei tributi locali. In particolare per quanto concerne la struttura di Fanello è stato intanto deciso che per impedire l’ingresso a persone che non ne abbiano titolo, e che potrebbero condizionare già solo con la presenza le operazioni di compravendita e formazione dei prezzi, «i controlli saranno effettuati dalla Polizia municipale e non più dal personale della Vittoria mercati». Inoltre, per l’assegnazione dei sei box più volte rimandata da diversi anni, anche a causa delle «minacce alla commissione giudicatrice», l’intenzione dei commissari è di rimetterli tutti e 74 a bando. Un’impresa che non era riuscita al sindaco decaduto Moscato, costretto, dopo un ricorso, a ritirare il bando in autotutela. In questo caso a tranquillizzare l’Associazione concessionari del mercato è stato l’impegno dei commissari di «specifiche tutele alle persone per bene che operano da tempo nella struttura e che hanno dimostrato nel lavoro serietà e saggezza».

Ovviamente si tratta solo di alcuni degli aspetti di “bonifica” rispetto alle tante criticità emerse nella relazione di scioglimento del Consiglio comunale sul modo di operare nella struttura.

Per quanto riguarda il contrasto all’evasione e all’elusione, attestati intorno al cinquanta per cento, l’obiettivo è riuscire a recuperare almeno il settanta per cento. Le altre novità riguardano la “sforbiciata” sui dirigenti perché per i commissari, dodici direzioni rette da quattro dirigenti a tempo indeterminato e cinque a contratto, sono troppi. Inoltre si sta operando per istallare i contatori dell’acqua in tutte le utenze con il duplice obiettivo di ridurre gli sprechi in un territorio sempre più assetato e di investire il riscosso per il rifacimento della condotta idrica. L’altro aspetto su cui i commissari sembrano puntare molto sono le scuole perché la legalità e il rispetto delle regole vanno appresi sin da piccoli.

Per il cittadino comune, invece, poco o nulla sembra cambiato. Le criticità, soprattutto quelle che riguardano il quotidiano, sono ancora tante a cominciare dall’impossibilità di ottenere risposte rapide a problemi urgenti o di mettersi in contatto con gli uffici per l’atavico mal funzionamento delle linee telefoniche o perché nessuno risponde. I commissari hanno ripetutamente parlato di trasparenza, rispetto delle regole, certezza del diritto e legalità ed è quindi evidente che le aspettative sono alte, almeno per tutti quei cittadini che guardano con fiducia il loro operato.

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Autore

Maria Teresa Gallo

Docente di italiano e storia e giornalista pubblicista, amante dello sport.



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