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Pubblicato il 21 novembre 2018 | di Mario Tamburino

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Presentazione provinciale della XXII Giornata Nazionale della Colletta Alimentare

Si è svolta domenica 18 novembre, presso la Chiesa della Badia a Ragusa, la Presentazione provinciale della XXII Giornata Nazionale della Colletta Alimentare.

La presenza di S.E. Mons. Carmelo Cuttitta, Vescovo di Ragusa e del Sindaco del capoluogo ibleo, l’avvocato Peppe Cassì, ha reso evidente l’attenzione con cui la Chiesa e la società civile guardano all’esercito di volontari (quindicimila solo in Sicilia) che ogni anno «in modo assolutamente non scontato» – come nota Enrico Giordano, responsabile provinciale del gesto- animano la Colletta in mille supermercati sparsi in Regione per condividere il bisogno di 227 mila siciliani poveri, 11 mila dei quali nella nostra provincia.

In linea con Mons. Cuttitta che aveva sottolineato la «sinergia» di forze, necessaria per rispondere al bisogno di «tante persone che riescono a stento a sopravvivere, anche a Ragusa», il Sindaco Cassì ha ribadito, in una logica di reale sussidiarietà, come «la civiltà di una comunità debba essere valutata dalla capacità di solidarietà con cui condivide i bisogni dei suoi membri più fragili o più in difficoltà».

«In un contesto culturale in cui domina la mentalità del “voglio tutto e lo voglio subito”- ha affermato Federico Bassi, responsabile nazionale della GNCA che si svolgerà sabato 24 novembre prossimo – i poveri, i “perdenti”, ci ricordano che noi non siamo i padroni della nostra vita. Non siamo autonomi, come invece pretenderemmo di essere; che se abbiamo da mangiare non è perché siamo “più bravi” di chi non ha nulla da mettere sul piatto dei propri figli. È chiaro che dipendiamo tutti da altro, come è evidente che io, in questo istante non mi dò la vita da me stesso».

Tutti bisognosi, insomma, forse non di alimenti, ma di essere considerati per quello che siamo, di essere accolti da amici, amati, gratis.

Di fronte ai sette milioni di persone in stato di povertà assoluta indicati dall’ ISTAT, «quelli il cui ISEE nel 2017 non superava i tremila euro, per intenderci», la forza della GNCA e della Fondazione Banco Alimentare che la sostiene, non sta negli oltre otto milioni di chili di alimenti raccolti l’anno passato. Il suo valore – sostiene Bassi «sta nella dimensione educativa dell’iniziativa» che quest’anno coinvolgerà sette milioni di persone in tutta Italia «per imparare la logica della gratuità».

«La Gratuità – afferma infatti con tono sempre più appassionato – è la vera rivoluzione, perché cambia il tuo cuore e perciò può cambiare il mondo”.

Un gesto, quello della Colletta alimentare, che restituisce la speranza perché, nei tanti volontari che lo sostengono e in quanti vi aderiscono donando anche un solo alimento, non ha alcun tornaconto. Richiamando ciascuno alla responsabilità della dignità di tutti, inoltre, esso costruisce l’unità di cui la società ha bisogno per concepirsi tale. Un gesto di libertà infine, anche dall’esito dei numeri che segnano la Colletta, perché non presume di risolvere il problema della povertà, ma -come ha sottolineato nel suo intervento Mons. Cuttitta – desidera indicare a tutti la via della condivisione come la strada «per divenire più umani».

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