Società

Pubblicato il 4 Febbraio 2019 | di Mario Cascone

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La vita che guarda e si apre al futuro

L’urgenza di un patto per la natalità

I vescovi italiani hanno incentrato il messaggio per la Giornata della vita di quest’anno sul tema “È vita, è futuro”, ispirandosi così all’idea centrale che la vita è sempre portatrice di speranza, è sempre un bene, che apre il cuore alle cose future e allarga gli orizzonti del proprio domani. In mezzo a tante incertezze e sofferenze, la vita di ogni uomo, anche quella più fragile e più debole, è un segnale incoraggiante che proviene da Dio. È Lui, infatti l’Autore della vita, è il suo Santo Spirito che soffia il germe dell’esistenza e la chiama all’eternità.

In questo quadro i nostri Vescovi rivolgono un’attenzione particolare agli anziani, che sono custodi della memoria del nostro popolo. Il loro entusiasmo di vita non va spento e sulla loro esperienza di vita va trovata la forza per affrontare le difficoltà e per rialzarsi dai terremoti, geologici e dell’anima, che il nostro Paese attraversa. Seguendo il pressante invito di Papa Francesco, i Vescovi incoraggiano a costruire una solidale “alleanza tra le generazioni”, al fine di affrontare con più energie le sfida e i problemi che si presentano oggi con particolare urgenza, a cominciare dalla mancanza di un lavoro stabile e dignitoso, che spegne nei giovani l’anelito al futuro e aggrava il calo demografico, dovuto anche ad una diffusa mentalità antinatalista.

Risulta urgente costruire un “patto per la natalità”, che coinvolga tutte le forze politiche e culturali del Paese e ci aiuti a fronteggiare il decremento delle nascite. Questo è un problema molto grave, perché, continuando con l’attuale tendenza, non è più sicuro l’avvicendarsi delle generazioni e la stessa economia risulta seriamente compromessa, perché si rischia di aumentare i parametri dell’impoverimento di tante famiglie, con la conseguente perdita di speranza nell’avvenire.

Una speciale attenzione va rivolta alla cura della vita fragile, malata, minacciata… Una cura che superi il muro dell’indifferenza, di fronte al quale vanne a sbattere sia l’accoglienza dei nuovi nati, sia l’integrazione dei profughi e degli immigrati. La difesa della vita innocente deve essere chiara, forte e appassionata: una difesa che va dal concepimento alla morte naturale, contro ogni forma di aborto e di eutanasia. Deve essere chiara anche l’accoglienza a quanti cercano nel nostro Paese un futuro più sereno: verso di loro non si può opporre un rifiuto pre-concetto o, peggio ancora, una forma più o meno scoperta di razzismo.

Il messaggio dei Vescovi italiani è un invito ad annunciare, celebrare, difendere il valore della vita umana, che è il dono di Dio e rappresenta il bene sommo da noi posseduto. Quello di quest’anno è un messaggio particolarmente carico di speranza, volto ad alimentare l’impegno dei credenti e di tutti gli uomini di buona volontà in ordine alla promozione della vita umana nel quadro di un’ecologia integrale.

Mario Cascone

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Autore

Mario Cascone

Sacerdote dal 1981, attualmente Parroco della Chiesa S. Cuore di Gesù a Vittoria, docente di Teologia Morale allo studio Teologico "San Paolo" di Catania e all'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista" di Ragusa, autore di numerose pubblicazioni e direttore responsabile di "insieme".



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