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Pubblicato il 4 Marzo 2019 | di Silvio Biazzo

Autostrada RG-CT: addio a un sogno

La triste notizia arriva dall’Osservatorio delle infrastrutture per il sud-est Sicilia, mentre le indiscrezioni giornalistiche dell’ultima ora danno il campanello d’allarme: pare che  la nuova  “RG/CT ” non è economicamente sostenibile: quindi  dopo oltre 20 anni  di attese e promesse quasi certamente non si farà!

«Questa vicenda, triste, mette in evidenza l’inconsistenza politica e amministrativa di generazioni di rappresentanti politici e burocratici dal millennio scorso ai giorni nostri», dicono i componenti il “Comitato” dell’Osservatorio Infrastrutture per il Sud Est Sicilia sulla Ragusa-Catania, Giuseppe Santocono, Salvatore Ingallinera e Roberto Sica. Gli stessi fanno una cronistoria della vicenda: «Dopo le ipotesi di fattibilità del 1998, le nostre manifestazioni, monitoraggio e stimolo continuo, il 28/12/2006 con la conferenza di servizio alla Regione Siciliana  ci dissero che l’unico modo per realizzare il raddoppio era il progetto di finanza con il “cofinanziamento da parte di un soggetto privato e conseguente tariffazione”; “ob-torto collo” accettammo tale richiesta e da allora in poi tutti i governi regionali, nazionali ed europei fino, agli attuali, hanno confermato tale procedura. Il Ministero dell’Economia (MEF) e delle Infrastrutture ((MIT) con i ministri e le burocrazie relative hanno portato avanti i passaggi, obbligandosi secondo legge, per “questo Progetto di Finanza. A questo punto una domanda sorge spontanea: perché si arriva a bloccare tutto dopo avere firmato il Preliminare, la Convenzione (7/11/14) e a un passo dall’Esecutivo sviscerato e confermato con più addendum alla convenzione. Anche la Regione, dopo aver appena confermato con delibere di giunta l’intervento sopra richiamato, torna indietro e intende avocare l’opera con un piano B di cui si hanno solo affermazioni di buona volontà. Quali le garanzie rispetto ad una procedura già maturata che è stata espletata e che avrebbe tutto per essere perfezionata se ci fosse la volontà politica nazionale?».

I su citati componenti il Comitato proseguono: «Noi non abbiamo preferenze per alcuno su chi realizza l’opera, ma non è possibile fermare tutto senza garanzie per tempi e modi affossando una procedura che ci è stata imposta e che è l’unica che garantisce, con un minimo di credibilità, la realizzazione! Perché lo stato non garantisce la parte che manca (se veramente manca) per arrivare ad aprire un’infrastruttura che grida da anni la necessità assoluta di essere realizzata . Saremmo felici se burocrati, politici, ed amministratori che rimandano, rinviano e frappongono orpelli burocratici, si alzassero dalle loro comode e pagate poltrone dal pubblico denaro percorressero la Ragusa Catania almeno una volta:  capirebbero subito come su quella strada si rischia la vita oltre che infrangere il diritto costituzionalmente garantito della mobilità che a noi ci è negato!».

I suddetti  rappresentanti di categoria , che vivono di mercato e che subiscono costi incalcolabili per il deficit strutturale delle vie di comunicazione abbandonate da anni in questo lembo d’Italia , rimangono  “increduli” dopo le solenni affermazioni di due ministri (Toninelli e Lezzi) che pubblicamente davano già per scontato il passaggio al CIPE prima nella seduta di gennaio e, dopo lo stop, entro il mese successivo! Gli stessi infine sottolineano la afonia, l’invisibilità e l’inerzia dei  rappresentanti politici regionali e nazionali tutti di ieri e di oggi nella difesa del territorio per un’opera a valenza nazionale.

Dopo la mobilitazione, all’indomani del mancato passaggio al CIPE, saranno definiti   tempi e modi per manifestare, ancora una volta, la volontà assoluta della realizzazione del raddoppio, vitale per cittadini ed imprese di un territorio oltremodo vilipeso.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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