Cultura

Pubblicato il 22 Maggio 2019 | di Antonio La Monica

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Juri Camisasca musicista ed eremita alla ricerca di Dio e della vita interiore

Parlare di musica e spiritualità con Juri Camisasca presenta un’unica difficoltà: nel suo caso, infatti, i due aspetti sono così interlacciati da apparire talvolta coincidenti.

Cantante, musicista, autore, pittore di icone. Le sue canzoni sono spesso dei viaggi che invitano al silenzio, all’incontro con mondi interiori insondabili. Il suo percorso artistico può apparire tutt’altro che lineare. Dagli esordi piuttosto aggressivi del suo primo Lp “La finestra dentro”, alla scoperta del potere meditativo del suono. Un percorso che ha condotto Camisasca prima in un monastero benedettino, «autentica palestra dello spirito»,poi all’attuale vita eremitica in un paesino sull’Etna.

«La musica – racconta – apparitene alla sfera invisibile dell’esistere ed è per questo che ha un fattore magnetico che ti conduce su un piano differente rispetto a quello in cui ognuno si trova. C’è un modo di vivere la musica che ti permette di entrare nelle profondità della vita e dell’esistenza. L’uomo che ascolta una musica viene condotto alla fonte da cui è scaturita questa musica. Ecco perché, ad esempio, un canto gregoriano risveglia immediatamente in chi lo ascolta certi mondi spirituali». «Negli anni Settanta – prosegue Juri – avevo realizzato un disco piuttosto violento, ma poi è successo che all’improvviso, senza chiedermi niente, una Esistenza totalmente altra mi ha portato dalla parte opposta. A quel punto non potevo più suonare o cantare come avevo fatto fino ad allora. Sono cambiato io ed è cambiato il mio modo di fare musica. Per me è stato naturale e vitale cambiare modo di suonare perché stavo cambiando io interiormente. Ho scoperto il potere meditativo del suono. Meditazione significa spostare la nostra attenzione dall’esistenza incostante a quella parte in noi che è lo specchio dell’immortalità».

Da questa consapevolezza nascono album affascinanti come “Il Carmelo di Echt”, dedicato alla straordinaria figura di Edith Stein, o “Arcano enigma” ricavato dalle Confessioni di Sant’Agostino. Bagliori di luce che hanno conquistato negli anni interpreti come Battiato, Alice, Milva, Giuni Russo. Bagliori che tornano a splendere nel recente cd “Spirituality” condiviso con Rosario Di Bella e nei concerti che Juri propone attualmente col nome di “Adunanza mistica”, nell’attesa che in autunno esca un nuovo album di brani inediti e canti sacri. «Ho dato questo titolo al concerto perché propone energie positive, incontri con altri musicisti, con il pubblico che ci segue». Anche il nuovo album al quale Camisasca sta lavorando in questi giorni sarà denso di richiami alla dimensione spirituale dell’essere.
«La ricerca di Dio – conclude l’artista – è un accorgersi che Dio è presente. La musica aiuta molto ad arrivare alla percezione di questa presenza sottile nella quale noi costantemente viviamo ed è il motore della nostra vita interiore. L’invito che rivolgo a chi ascolta la mia musica è proprio quello di scoprire l’essenza che è dentro di noi».

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Autore

Antonio La Monica

Giornalista professionista presso “La Sicilia”.



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