Cultura

Pubblicato il 5 Giugno 2019 | di Redazione

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Principi di Bioetica nelle religioni monoteiste

Con un confronto sui principi che anima la riflessione bioetica all’interno delle tradizioni cristiana e islamica, la Cattedra di Dialogo tra le culture prosegue e conclude l’importante itinerario conoscitivo organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Ragusa. Obiettivo dei seminari è quello di invitare la cittadinanza a riflettere sui temi relativi alla “cura” e, conseguentemente, alla concezione di “persona” nel contesto di una cultura post-umana e post-cristiana. L’appuntamento è fissato per venerdì 7 giugno, ore 16.00, presso la sede dell’Ordine dei Medici (Via G. Nicastro 50, Ragusa). Il seminario prevede 2 crediti ECM per gli iscritti all’Ordine.

Sarà l’intervento del prof. Giuseppe Di Mauro, vice direttore dell’Ufficio per la cultura della Diocesi di Ragusa, ad aprire i lavori. Dopo una contestualizzazione dell’ambito bioetico nel quadro culturale odierno, il prof. Di Mauro illustrerà il contributo contemporaneo della filosofia e della teologia alla riflessione sulla vita, mirando, ciascuno con la propria specificità, a raggiungere l’universale antropologico: l’uno attraverso l’esperienza umana, l’altro procedendo dal dato rivelato. In tal modo verrà presentata la possibilità di riflettere attorno ad una piattaforma comune, oltre la rigida quanto sterile contrapposizione tra sostenitori di una morale autonoma e difensori di un’etica della fede, tra una bioetica “laica” e una bioetica “cattolica”; semmai, spostando il terreno del confronto sulla contrapposizione tra una bioetica “critica” e una bioetica “ideologica”. Il docente traccerà le linee generali portanti la riflessione cattolica in ambito bioetico, evidenziando come l’istanza critica e rigorosa appartenga alla teologia e, parimenti, come la fede antropologicamente intesa sia costitutiva anche del sapere filosofico, sulla scia dell’insegnamento dell’ermeneutica del Novecento.

Seguirà l’intervento della dott.ssa IlhamAllah Chiara Ferrero, esponente della Comunità Religiosa Islamica di Milano e presidente dell’Interreligious Studies Academy, che illustrerà come l’Islam, tradizionalmente, abbia posto la medicina in una posizione gerarchica al vertice delle scienze, rappresentando una delle discipline più studiate. La medicina è considerata parte integrante della Sunna, l’esempio illuminato del Profeta, in quanto egli ne faceva uso e la raccomandava. L’obiettivo principale della medicina è quello di preservare la salute, vale a dire, “di avere la salute presente e prevenire che la salute sia assente” (Al-Suyuti) poiché l’uomo ha ricevuto un “corpo sano” di cui dovrà rendere conto nel Giorno del Giudizio. La salute va quindi considerata come qualcosa che non si possiede di per sé, si tratta di una concessione, un prestito che l’uomo riceve al pari della vita, della conoscenza e dei beni materiali. Per il credente musulmano il dovere di curarsi è una forma di rispetto della vita propria e altrui; chi non si cura può mettere a repentaglio la salute delle persone vicine. La tradizione islamica invita a non isolare i malati bensì a rendergli visita, poiché la loro particolare condizione è fonte di benedizioni. “E quando mi ammalo, è Lui che mi cura” (Corano 26, 80), così come viene detto “è Dio che dà la vita e dà la morte” (Corano 3, 156). Ai nostri giorni, si tende a identificare pragmaticamente le esigenze spirituali specifiche dei pazienti musulmani con il rispetto della dieta alimentare e la salvaguardia delle pratiche rituali. Quanto tutto ciò è davvero sufficiente?

L’itinerario dei seminari si aggancia idealmente all’altro percorso formativo dedicato quest’anno dalla Cattedra ai professionisti dell’Ordine forense, sul tema della tutela dei soggetti deboli. È convinzione degli organizzatori che solo la promozione dell’unità del sapere, l’attenzione al bagaglio sapienziale delle diverse culture, una metodologia inter e trans-disciplinare, in cui i diversi saperi dialoghino in vista di un “bene comune” da raggiungere, possano assolvere ai grandi e complessi compiti sollevati dal tempo presente.

L’ingresso è libero e aperto a tutti.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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