Società

Pubblicato il 17 Giugno 2019 | di Redazione

Aggiungi un’aula nella scuola di Makifu. Il tripudio di genitori, tribù e bambini

Sin dalla prima missione nel cuore più profondo dell’Africa, il Progetto Tanzania ha compreso quanto fosse ineludibile il desiderio di quei bambini lontani di avere un’istruzione. “Education” la chiamano loro. “Education for Liberation” campeggia nelle scuole di quella parte di Africa.

Il Progetto Tanzania nasce per volere dell’allora ambasciatore d’Italia, Luigi Scotto, per sostenere il missionario catanese padre Salvatore Ricceri nella costruzione di scuole, materne elementari e secondarie, in quella zona impervia e sconosciuta del continente africano. E dal 2014 ad oggi sono già una decina le strutture scolastiche costruite o completate intorno alla missione di padre Salvatore, nella regione di Iringa. “Education is the key for life”, furono le ultime parole di un piccolo studente colpito da malaria: per questo i “watoto” (bambini, in kiswahili) sono disposti a rischiare la propria vita, ogni santo giorno, incolonnati come formichine ostinate lungo i sentieri pericolosi della savana, pur di andare a scuola, pur di alimentare una speranza, pur di lottare per un futuro. A Kisilwa, l’intero villaggio ci chiese la costruzione di una minuscola scuola elementare, per evitare che i loro bimbi affrontassero il buio della savana, spesso finendo preda di qualche animale feroce, o di piene di torrenti voraci nella stagione delle piogge. La felicità di quei minuscoli eroi, non appena iniziati i lavori, fu una emozione irripetibile. Adesso, durante la missione del gennaio 2019, un nuovo invito è arrivato dal lontano villaggio di Makifu. I bambini che completano le locali scuole elementari sono impossibilitati a proseguire gli studi, perché la scuola secondaria più vicina è a 38 chilometri: impossibile dunque da raggiungere a piedi. Tra l’altro, Makifu è il villaggio del nostro piccolo Frank: e la scuola elementare è quella che lui ha frequentato fino al giorno in cui, tornando verso casa e giocando con i suoi compagni, è caduto da un albero spezzandosi la schiena. È proprio a Makifu che il Progetto Tanzania ha conosciuto e “adottato” Frank.

L’accoglienza del villaggio è un fiume di gioia, genitori, tribù e bambini in un tripudio di festa indescrivibile, prima ancora che venga formalizzata la richiesta: ovvero, la costruzione di un’aula laboratorio di chimica e biologia. Pur di permettere ai propri figli di proseguire gli studi, infatti, tutti i genitori di Makifu hanno deciso di tassarsi: e insieme a loro il vicino villaggio di Mahuninga. Ma questo non basta. Per essere riconosciuta dal Governo, e dunque poter avere insegnanti, viabilità, e un minimo di contributi, servono laboratori: uno in particolare, quello di chimica e biologia. Era il 9 Gennaio 2019. Oggi, giorno 21 maggio 2019, il Progetto Tanzania può annunciare che sono stati raccolti tutti i fondi per la sua costruzione. La festa del villaggio può proseguire.

Giuseppe Cusumano

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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