Società

Pubblicato il 12 Agosto 2019 | di Alessia Giaquinta

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La Caritas di Ragusa dà risposte concrete in tema di accoglienza

“Abbiamo tutti i posti pieni in strutture messe a disposizione dalla Diocesi e senza contribuiti di nessuno” dichiara Domenico Leggio, direttore della Caritas ragusana, al quotidiano Avvenire.

Il tema in ballo, scottante più che mai – ma sicuramente reale e concreto – è quello dell’accoglienza dei migranti. Dopo la recente approvazione del Decreto Sicurezza Bis, voluta fortemente dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, si prevede un drammatico aumento di “irregolari”, clandestini a rischio espulsione che, ora, finiranno per essere dei senza tetto.

Il decreto, infatti, prevede “disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica” in merito alla gestione dei barconi nel Mediterraneo e ai nuovi poteri che spettano al Ministro dell’Interno: egli infatti può vietare l’ingresso delle navi Ong che soccorrono i migranti in  mare. Si prevede infatti una sanzione pecuniaria per il comandante della nave, la confisca immediata dell’imbarcazione e l’arresto in flagranza del comandante in caso di resistenza.

Soccorrere diventa dunque punibile, prestare aiuto diventa illegale.

A rispondere, come sempre con puntualità e soprattutto con concretezza, sono i servizi prestati dai volontari della Caritas che, in tutta la nazione, si oppongono alle misure di una legge definita “anti-umanitaria”.

Anche perchè, il ministro Salvini accusa le Ong e il volontariato di essere complici degli scafisti. Ma – come si approfondisce su un articolo di Avvenire – quando bisogna ospitare un ragazzo, appena maggiorenne, accusato di essere uno scafista ma poi scarcerato a chi ci si rivolge per ospitarlo? Al volontariato della Caritas.

Un esempio, purtroppo non singolo, recentemente accaduto lo rintracciamo in occasione del sbarco ad Augusta di 116 immigrati, soccorsi dalla nave Gregoretti della guardia costiera. A seguito dell’arresto di quattro scafisti, qualche giorno dopo, si è proceduto alla scarcerazione di uno di loro, diciottenne. Il problema concreto è dove portarlo, dal momento che l’ufficio immigrazioni della Questura è aperto solo di giorno. “Così sono venuti da noi – afferma il direttore Caritas di Ragusa, Domenico Leggio – abbiamo garantito vitto e alloggio sabato e domenica e poi lunedì lo abbiamo accompagnato in Questura”. Prossimamente la Caritas ragusana metterà a disposizione altre due strutture per assistere chi, ancor più dopo l’approvazione di questo decreto, non avrà diritto alla protezione umanitaria né potrà godere dei servizi Sprar. “Danno addosso alla Chiesa e al Terzo Settore ma sono le uniche realtà ad occuparsene”, continua.

Ancora una volta l’esperienza di Ragusa viene attenzionata dai media e dai giornali nazionali. Emblematica, infatti, la prontezza della Caritas iblea nel rispondere ai problemi in maniera concreta ed esaustiva, sebbene le difficoltà e la mancanza di ulteriori supporti.

Il problema dei flussi migratori resta comunque da risolvere. Non sarà certo una legge – che vieta i soccorsi e allunga i tempi per ottenere la cittadinanza – a fermare tale fenomeno. Come si può, intanto, restare inermi innanzi a quello che cristianamente consideriamo fratello, che ha bisogno di essere accolto e protetto? La risposta tocca le coscienze individuali. La politica dovrebbe solo esserne conseguente e naturale tutela.

La Caritas Italiana, intanto, promuove il progetto finanziato dalla CEI intitolato “Apri”, acronimo dei quattro verbi utilizzati dal Papa in merito alla questione migranti: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.

Col progetto Presidio, attivo anche presso la Caritas di Ragusa, inoltre si cerca di contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e si promuove un atteggiamento legale per superare ogni sorta di difficoltà.

“Aprire le braccia e il cuore”, esclamò Benedetto XVI nel 2006. E lo ripetiamo ancora oggi, più che mai, con vigore e convinzione. Aprire braccia e cuore.

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Autore

Alessia Giaquinta

Conseguita la maturità Classica, frequenta il corso di Laurea in Filosofia presso l’Università degli studi di Messina. Ha collaborato e collabora con testate giornalistiche online. Ha al suo attivo numerose ed importanti esperienze teatrali ed organizza Laboratori Teatrali per bambini. Promotrice di eventi culturali, è stata anche membro di gestione della Biblioteca Comunale di Monterosso Almo (RG), ove risiede. Ha svolto il Servizio Civile presso un centro per disabili e riveste il ruolo di educatrice dei giovanissimi presso la sua parrocchia di appartenenza.



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