Società

Pubblicato il 21 Gennaio 2020 | di Redazione

Una nuova cittadinanza dei doveri. Il benessere dell’umanità inizia da qui

E se l’oggi non fosse il tempo dei diritti, così come proclamato da Dichiarazioni universali, Costituzioni e Carte dei diritti fondamentali dell’Ue, ma fosse il tempo dei diritti “violati”, cosi come tragicamente documentato dal bombardamento costante delle nostre fonti d’informazione, che elencano ed antepongono alla dignità dell’uomo ed alla ricerca della felicità, povertà, violenza, persecuzioni, torture, migrazioni forzate, sfruttamento, disastri naturali ed ambientali, corruzioni, speculazioni finanziarie, mistificazioni sulle libertà che tali non sono, ma rimangono dominio di algoritmi di cui pochi hanno le chiavi d’interpretazione?

Come spiegare dunque al cittadino, al giovane, all’uomo comune, che i diritti non giovano a tutti allo stesso modo, che la loro rivendicazione invece che promuovere diversità nell’uguaglianza sostanziale, spinge all’uniformità ed all’omologazione, e che la ricerca della propria libertà non può esistere ed affermarsi se si prescinde dalla società in cui si vive? Il mondo reale mette a nudo la distanza tra ciò che deve essere e le aspettative, i proclami e le dichiarazioni programmatiche attraverso cui il diritto si enuncia e si manifesta.

E se fosse errata la prospettiva? Se l’affannosa ricerca di libertà e di diritti, che chiamiamo civiltà in questa epoca moderna, se l’esaltazione dei principi enunciati nella nostra Costituzione, il senso stesso del nostro essere cittadini, non cittadini passivi, indifferenti, scettici e demotivati, apolitici ed apartitici, passasse attraverso l’acquisizione di una semplice consapevolezza?

È il tempo dei doveri, ma non dei doveri come rovescio dei diritti, non come soggezione o schiavitù, ma come doveri di reciprocità, doveri di solidarietà fra uguali, per un benessere prima per noi stessi, laddove gli imperativi “non rubare”, “non uccidere”, “non distruggere il mondo” prima che norme giuridiche sono norme morali, fuori dal tempo, e poi per il nostro futuro. Occorre avere consapevolezza che è la categoria del dovere quella che potrà salvare l’umanità, quella che potrà assicurare ai cittadini di domani dei diritti.

Occorre non dimenticare che essere cittadini vuol dire essere al servizio della collettività, della società, che il dovere di non rubare, di non uccidere di non calpestare la dignità degli altri esseri umani deve esistere in assoluto prima di qualsiasi diritto, cioè in relazione non ad una pretesa ma a principi di giustizia oggettiva. Abbiamo dei doveri da assolvere affinché le generazioni future possano godere ancora di diritti!

Le questioni così sollevate trovano risposta anche in una visione costituzionale della vita, il cui fulcro e la cui ragion d’essere sono la protezione del diritto di tutti all’uguale rispetto, perché uguale è la loro dignità quale che sia il loro momento o il luogo da cui provengono.

Come non riconoscere quindi alla nostra Costituzione di essere la depositaria di queste affermazioni, di queste convinzioni, e dello spirito stesso dell’essere e del sentirsi cittadino di questo tempo e di questo Stato?

Antonella Napoli

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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