Vita Cristiana

Pubblicato il 14 Febbraio 2020 | di Carmelo La Porta

Dono prezioso al servizio della comunità: sentito grazie alle figlie di San Giuseppe

Era il 26 luglio 1934 quando a Ragusa arrivarono le prime suore della congregazione delle Figlie di San Giuseppe, da tutti meglio conosciute come Suore Giuseppine, invitate dall’arcivescovo di Siracusa monsignor Ettore Baranzini e dall’allora vicario foraneo monsignor Vincenzo Nobile parroco della parrocchia del S. Salvatore nel cui territorio (Cozzo Corrado) ricadeva l’erigenda chiesa dedicata al patriarca San Giuseppe e l’annesso istituto. Si trattava di Suor Clara, custode, Suor Redenta, Suor Aquilina e Suor Donata, accompagnate dal prevosto padre Giovanni Battista Pagliero, a cui presto si aggiunsero Suor Domitilla, Suor Concetta e Suor Zaira. La loro prima casa fu un’abitazione presa in affitto, in attesa della presa di possesso del nuovo istituto avvenuta il 13 gennaio 1937.

Iniziò così la storia di una presenza importante per la comunità ecclesiale ragusana che ha visto protagoniste le tante suore che si sono succedute nel tempo per testimoniare nella nostra città il carisma del fondatore della congregazione, il Beato Clemente Marchisio, sacerdote fervente nell’amore in Gesù Eucaristia, che volle le suore totalmente donate al servizio del culto eucaristico.

Per tutti questi decenni le Suore Giuseppine di Ragusa si sono adoperate nella produzione delle ostie, nel ricamo dei paramenti sacri e nella cura di ciò che occorre per la celebrazione della messa. Al carisma specifico, come testimonianza dell’amore all’Eucaristia, hanno unito il sevizio dell’educazione dei bambini nell’asilo annesso all’istituto, il servizio dell’educazione catechetica, dell’animazione di gruppi giovanili, della cura della corale, dell’animazione liturgica della messa quotidiana e domenicale e la formazione dei ministranti che in tantissimi negli anni hanno prestato il servizio all’altare nella chiesa dell’istituto, nel frattempo divenuta parrocchia Beato Clemente, retta da don Franco Boncoraglio.

Fu facile per i ragusani, cittadini laboriosi e dediti alla famiglia, identificarsi con il carisma delle Suore, chiamate a lavorare per la mensa del Signore e a vivere in comunità sull’esempio della Sacra Famiglia. Schiere di bambini, di giovani e di famiglie hanno frequentato l’istituto delle Figlie di San Giuseppe, che in città hanno rappresentato una presenza importante, tanto che anche urbanisticamente il quartiere che sorse attorno all’istituto prese da loro il nome: una comunità di persone che si identificava con le Suore Giuseppine ritenendole parte integrante della comunità civile. Lo stesso gonfalone custodito a Palazzo dell’Aquila, che rappresenta la Città di Ragusa, è opera delle Suore Giuseppine. Il loro lavoro ha servizio generazioni di sacerdoti e parroci della diocesi che nelle suore hanno trovato attente e abilissime ricamatrici per il decoro dei paramenti sacri e per il restauro di preziosi arredi sacri.

Tante le suore che si sono dedicate alla testimonianza educativa, dalla quale è scaturita la nascita di gruppi giovanili e del circolo oratorio Anspi “San Giuseppe” che vede tra i fondatori suor Marisa, attiva animatrice di tanti incontri, di momenti di preghiera, di campi estivi e vocazionali. Nel ricordo di tanti rimangono impresse le parole docili, semplici, ricche e profondamente spirituali anche di Suor Samuela, Suor Angela, Suor Stellanna, Suor Salvatorina, Suor Concetta, che arrivata nel 1934 non lasciò mai l’istituto di Ragusa.

Da questa presenza sono scaturite più di venti consacrazioni religiose di giovani ragusane entrate nella congregazione delle Figlie di San Giuseppe, una vocazione sacerdotale, quella di don Giuseppe Ramondazzo e tantissime vocazioni alla vita matrimoniale cristianamente vissuta.

Domenica 19 gennaio 2020 le suore, tra commossi abbracci, hanno salutato la comunità parrocchiale e cittadina e nei successivi giorni l’istituto ha chiuso definitivamente. Suor Marisa, Suor Santina e Suor Annangelica hanno rappresentato l’ultima comunità di Suore Giuseppine che per 85 anni hanno impreziosito con il loro carisma la nostra città. Ragusa e la diocesi perdono un importante punto di riferimento spirituale, educativo e culturale. Alle Figlie di San Giuseppe un grazie lungo quasi un secolo, sperando in un futuro ritorno.

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Autore

Carmelo La Porta

Direttore dell'Ufficio Diocesano per l'insegnamento della Religione. Ha insegnato religione cattolica presso diversi istituti della città e attualmente presso l'I.I.S. "Galileo Ferraris" di Ragusa. E' docente di Teologia Morale presso la Scuola Teologica di Base della Diocesi di Ragusa e componente del direttivo della stessa scuola.



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