Vita Cristiana

Pubblicato il 21 Febbraio 2020 | di Redazione

Il Presbiterio diocesano sui sentieri della santità e della fraternità

Mascalucia“Li chiamò perché stessero con Lui e per mandarli. Santità e comunione del Ministero sacerdotale”.
È il tema che don Luigi Maria Epicoco, docente di filosofia e sacerdote spiritualmente brillante, ha sviluppato con il Vescovo e i trentotto partecipanti agli esercizi spirituali del clero della nostra Diocesi, dal 20 al 24 gennaio presso la Casa dei Padri Passionisti, a Mascalucia.

Nel clima silenzioso e pacifico dell’Etna, il relatore è riuscito a intessere una tela spirituale di rara sapienza e singolare bellezza. Con linguaggio genuino e profondo, don Luigi ha creato i presupposti antropologici perché ciascun presbitero facesse il punto della situazione sulla propria relazione intima con il Signore e, dunque, sullo stato di salute del sacramento dell’Ordine Sacro.

La riflessione ha avuto inizio da una seria considerazione del Battesimo da cui tutto parte; tale sacramento risponde alla domanda Di chi siamo? Noi presbiteri siamo anzitutto di Cristo, in quanto uomini che Lui, nella sua misteriosa libertà, ha scelto non perché perfetti ma perché poveri, zoppi, ciechi, stolti: da quella sua scelta, nasce la deliberata volontà di affidarci la sua Grazia. Il Vangelo, inoltre, ci fa rendere conto che Cristo rinnova tale vocazione più volte, specialmente nei momenti di fragilità oppure in quelli decisivi della vita presbiterale.

Altre icone bibliche, opportunamente collocate ed esegeticamente puntualizzate, hanno messo in luce l’importanza della fraternità. Nella fatica di stare insieme, i presbiteri cerchiamo di rispondere alla domanda Con chi siamo? Il passato ci fa essere sempre in compagnia del nostro Io; ma se guardiamo al futuro con speranza, ci accorgiamo che Cristo “viene incontro a noi, in ogni uomo e in ogni tempo” (Prefazio di Avvento, I/A), perciò non possiamo fare a meno di riconoscere la Sua presenza nascosta nei fratelli, fossero anche i peggiori. La comunione fra i presbiteri non è un accessorio o un mero fatto di goliardica affinità fra amici, ma una ricerca faticosa di Cristo che va amato nell’altro. Don Luigi ha insistito molto sulla comunione fraterna che proviene da Dio; a noi spetta il compito faticoso di tenere insieme i fili delle nostre diversità.

Infine, seguendo un percorso spirituale ben strutturato, il relatore ha sviluppato altre meditazioni sulla domanda Per chi siamo? Il sacerdote è chiamato ad essere per Cristo, invitato a farsi offerta a Cristo, in modo eminente durante l’Eucaristia. Nelle fessure di questo cammino non facile, si inserisce misteriosamente la Grazia di Dio che guarisce. È Lui il soggetto di questa azione di Grazia, non le nostre capacità pastorali. Siamo chiamati a farci offerta al Signore, servire il Signore per quello che serve al Signore e non per quello che noi immaginiamo.

Nella verifica finale è emerso che il nostro presbiterio va maturando sempre di più nell’amicizia e nella condivisione. Fino a qualche anno fa era impensabile un corso di esercizi spirituali con un numero così elevato di partecipanti. C’è ancora chi, purtroppo, fa per conto suo e alla fine si ritrova isolato. Ma ormai la strada è tracciata: siamo invitati a metterci dalla parte della fraternità: questa è l’identità della Chiesa e del presbiterio.

 

Giuseppe Di Corrado

 

 

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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