Vita Cristiana

Pubblicato il 29 Ottobre 2020 | di Francesca Cabibbo

Chiaramonte Gulfi e i frati minori: un legame profondo ben 400 anni

Il convento di Santa Maria di Gesù, a Chiaramonte Gulfi, compie 400 anni. Una celebrazione, il 12 settembre scorso, ha ricordato i quattro secoli di vita del convento, sorto in quel luogo, su un fondo concesso dai giurati cittadini. A presiederla è stato il ministro provinciale fra Antonino Catalfamo, già guardiano del convento di Santa Maria del Gesù, prima dell’elezione a ministro provinciale, avvenuta nel maggio 2019.

In precedenza, i frati minori, già presenti a Chiaramonte fin dal 1500, si trovavano nella chiesa di San Giovanni Battista. Nell’agosto 1620, con l’edificazione del nuovo convento, si costituì la “fraternità”, con la presenza di 15 frati. Da allora e fino ad oggi i frati di “Jesu” (come è più noto il convento e la chiesa attigua dedicata a santa Maria del Gesù) sono una presenza costante a Chiaramonte Gulfi. «Ci sopportate da 400 anni» ha detto, nel corso della celebrazione, fra Antonino. Ad assistere alla celebrazione, nell’ampia spianata situata alle spalle del convento, c’erano centinaia di fedeli e, con essi, anche il sindaco, Sebastiano Gurrieri, la presidente del consiglio comunale, Alessia Puglisi, altri consiglieri comunali e autorità cittadine. C’erano anche altri sacerdoti, frati di varie fraternità siciliani e, tra gli altri, due frati originari di Chiaramonte: fra Pino Noto e fra Daniele Cugnata. Appena due anni fa, era morto fra Aurelio Pizzo.

Oggi, la fraternità di Chiaramonte Gulfi è formata da tre frati: il guardiano, fra Giuseppe Maria Burrascano, fra Andrea Marino, fra Domenico Mandanici (che ricopre anche il ruolo di “Definitore provinciale”). Chiaramonte è la sede del Postulantato per i Minori siciliani, tappa di preparazione al Noviziato per i giovani che sentono la chiamata a vivere alla sequela di San Francesco. La fraternità ha anche un’altra mission: quella delle missioni al popolo e dell’apostolato.

La celebrazione presieduta da “Fra Nino” è stata anche l’occasione per presentare alla città i quattro giovani che al mattino, dopo la conclusione del cammino di postulantato, hanno indossato il saio francescano. L’indomani sono partiti alla volta della “Verna”, dove trascorreranno l’anno di noviziato. Sono: fra Biagio Maria Pietro, fra Federico Antonio Maria, fra Giuseppe Gabriele Maria, fra Giovanni Tommaso Maria. Nel convento di Chiaramonte attualmente, non ci sono postulanti. Ma altri giovani, da tutta la Sicilia potrebbero arrivare a breve per iniziare il percorso di discernimento vocazionale.

«Per noi celebrare l’Eucaristia – ha spiegato fra Giuseppe Burrascano – è un ricordare la nostra presenza a Chiaramonte, ma anche un ringraziare il Signore per quello che ha dato ai Frati Minori di Sicilia in questi 400 anni, a Chiaramonte. È stata anche l’occasione anche per chiedere perdono per le mancanze che in questi 400 anni noi Frati Minori di Sicilia abbiamo potuto compiere, per i nostri limiti, se non siamo stati sempre fratelli, vicini, e “minori”, se non abbiamo sempre vissuto in mezzo alla gente “in minorità”.  L’Eucaristia che è il momento massimo del ringraziamento: abbiamo ringraziato per i doni di questi 400 anni. Ricordare ciò che il Signore ha fatto ci permette di vivere il presente con serenità ed il futuro con speranza, fiduciosi che il Signore è sempre con noi».

«Noi Frati Minori – commenta fra Nino Catalfamo – abbiamo una grande gratitudine per l’accoglienza e la grande testimonianze di fede di Chiaramonte Gulfi e dei suoi abitanti, per la possibilità, nei secoli, di vivere la vita del vangelo ed il carisma dei Frati Minori. Negli abitanti di Chiaramonte c’è una predisposizione a vivere una vita san, bella, di vera fede, la dimensione umana e cristiana della vita è una realtà. Il legame con Chiaramonte è importante e unico, alla luce del contesto storico che stiamo vivendo, anche con il messaggio di fraternità di Papa Francesco. Chiaramonte è un luogo di verità e di autenticità per poter vivere il servizio evangelico perché qui la solidarietà e l’attenzione verso il prossimo, verso gli ultimi e verso i poveri, sono una realtà».

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