Vita Cristiana

Pubblicato il 29 Ottobre 2020 | di Redazione

In un’epoca aconfessionale ed eretica la fratellanza rinasce dalle religioni

Abbiamo in mano la recente Enciclica di papa Francesco, la “Fratelli tutti”, sulla fraternità e l’amicizia sociale emanata lo scorso 3 ottobre. In questo periodo storico-culturale, dove tutto viene strumentalizzato e/o stigmatizzato, c’è il rischio che questa enciclica possa essere fraintesa o mal interpretata con affrettate e superficiali conclusioni di vario genere. Non è da escludere che il messaggio teologico possa ridursi a pensiero ideologico, o che certe ideologie possano ritrovarsi una benedizione apostolica. Auspico invece che sia un forte richiamo ai contenuti della consolidata Dottrina sociale della Chiesa, per un momento storico, così fluido e relativista, secolarizzato e laicista, dove non si fa altro che guardare a un confusionario e generico “Nuovo Umanesimo”, e col timore che questa fratellanza annunciata dalla Chiesa si confonda con quella illuminista e atea della Rivoluzione francese.

I temi richiamati dall’enciclica sono tanti e scottanti, oggetto di discussioni politiche e teologiche, accompagnate spesso da toni accesi e coloriti, cause di confusione e divisioni fra gli schieramenti, e si rischia di incorrere a una distruzione di principi, valori, concetti, verità, norme, moralità ed etica in campo civile, sociale ed ecclesiale. Tanti i passaggi da approfondire seriamente e serenamente. C’è il rischio che la “Fratelli tutti”, nonostante il suo contenuto dottrinale su tematiche sociali, possa diventare per molti un semplice programma sociale, molto orizzontale e poco verticale, cioè che fa leva principalmente sullo sforzo umano piuttosto che riallacciarsi in tutto e per tutto al divino. Purtroppo assistiamo a un ostruzionismo al religioso e alla religiosità, al sacro e allo spirituale in ogni ambito comunicativo e relazionale; la religione viene relegata – anche dai credenti – alla sfera privata, intimistica ed emotiva della persona credente; Dio non ha considerazioni e legittimazioni nel pubblico. Viviamo insomma in una società così aconfessionale e areligiosa, atea e agnostica, persino apostata ed eretica in certe situazioni. Con questi presupposti non solo la dottrina cattolica sulla fraternità e l’amicizia sociale può essere messa in sordina, ma può essere confusa con un sincretismo ed eclettismo religioso.

Papa Francesco, nell’ottavo capitolo del documento, ci mette in guardia proprio da questi errori. Alla ristrettezza di visione dei razionalismi ribadisce l’importanza e il fondamento ultimo delle religioni. A una fratellanza religiosa sincretista, risponde confermando l’identità cristiana e ribadendo il senso della cattolicità della Chiesa, nel suo ruolo e nel suo essere. Al binomio religione-violenza, contrappone il vero culto a Dio e la vocazione ad essere “artigiani di pace”. Auguro una buona lettura razionale e spirituale del testo per saper leggere i segni dei tempi.

Paolo Antoci

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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