Politica

Pubblicato il 3 Novembre 2020 | di Luciano Nicastro

Una Parola Saggia per la nostra terribile Pandemia

Mettiamo  un po’ di ordine e di metodo nel dibattito pubblico sulla virulenza della ripresa del contagio e sulle attuali difficoltà di una buona comunicazione, chiara, comprensibile da parte di tutti  ed efficace ai fini di una mobilitazione unitaria e più condivisa del Paese. Anche noi cittadini abbiamo il dovere di cercare di capire e di  fornire da subito risposte vere e reali con dati precisi e non approssimativi , con comportamenti coerenti e collaborativi ispirati alla migliore cittadinanza democratica spirituale che si fa carico concretamente della questione nazionale. Ci  sono nella nostra  società persone che fingono di ubbidire e invece remano contro ed operano, in nome della libertà personale e collettiva, sull’opposta riva del proprio bisogno e del proprio interesse. Questi  comportamenti  sarebbero legittimi se fossimo in una diversa condizione di salute pubblica e di vita cittadina normale. Nella attuale emergenza di vita, di salute e di precaria economia, con lo  spread alto e molti concittadini poveri, al di sotto del minimo vitale, senza farmaci e senza lavoro con scarse prospettive di poter migliorare la propria situazione, personale e familiare; (Così  dice  la Caritas Italiana nel suo Rapporto Annuale!). C’è  in giro un istinto forte e bestiale che si è svegliato prepotente nel nostro cuore e nella nostra pancia che ci comanda di pensare ai fatti nostri, alla movida e alle feste di altri tempi. È un pensiero stupendo pensare a se stessi ma è in atto un sogno che ci alletta ma che ci aliena dalla Malattia del Paese e dal dovere di farvi  fronte. Ha parlato bene e saggiamente il nostro Presidente della Repubblica appellandosi  al nostro cuore di umanità nazionale in malattia e in difficoltà esistenziali e mediche. Ci ha fatto capire chiaramente che in questo momento non possiamo permetterci il lusso di giocare divisi mentre il nemico, che è più forte di noi <il coronavirus>, colpisce di più e con maggiore mortalità se restiamo deboli e divisi. Nella prima fase il Paese aveva trovato in sé la forza per cercare una capacità di pensiero reattivo e di azione tecnica operativa. Il Paese ha impegnato le proprie forze intellettuali e morali, le  migliori competenze e le proprie conoscenze del male per definire e delineare una utile strategia di azione difensiva universalista, cioè pubblica e intergenerazionale. È stato esaltato il ruolo fondamentale del Parlamento e assegnata al Governo democratico della Repubblica Italiana  l’attività ordinaria e straordinaria di gestire in modo saggio e rigoroso gli obiettivi realistici più efficaci  e utili  in questa nuova  fase del contagio da Covid 19. Anche ora deve ritornare attivo e creativo di nuovo il nostro Spirito di Solidarietà nazionale per il BENE COMUNE della nostra Patria. Deve  ancora ritornare a prevalere alla maniera migliore (come  prima!), ed esprimere il meglio del nostro essere italiani del Risorgimento e della Resistenza. Così come ci viene riconosciuto all’estero   noi siamo il Paese degli <Italiani brava Gente !>. Ci siamo comportati come Comunità Nazionale con uno Spirito di Reazione  e  di sobrietà collaborativa nell’approntare le prime finalità operative  sul piano della convergenza tra le idee e le azioni. Prima che iniziasse questa cosiddetta seconda fase si è però accentuata la rissosità e la disarticolazione delle idee e delle azioni e siamo arrivati in  basso al teatrino elettoralistico della maggioranza che si chiude a riccio e l’ opposizione che recita una sceneggiata quando lascia intuire una propria superiorità di competenza e una diversità di  pensiero migliore e di azione più coraggiosa. Ma come gli italiani hanno ormai capito la cosiddetta NUOVA LEGA di Salvini <bara spesso e volentieri> differenza della Lega Nord di Bossi e Maroni di ben altro spessore. Ora mentre il Paese e la meglio gioventù cercava di prepararsi a reagire contro il virus, essa faceva soffiare alto e forte lo Spirito del Monopoli e del Gioco dell’Oca, la logica  ferrea della divisione politica e del rito delle casacche sempre diverse e delle apparizioni a destra e a manca del teleschermo con boutade e parole vuote di senso e non di scopo, delle belle  “sparate”. Mentre la Nave Italia cercava un Porto Sicuro per non affondare, un certo comandante si vestiva da ubriacone e si metteva a ballare con ogni mezzo di trasporto pubblico e appariva da ogni palco e da ogni tv alla ricerca del consenso facile e rapido. Scene da una notte di follia….  mente…. La  saggezza aveva il cuore dimezzato e diversamente allocato. Siamo divisi in atto e ora   non c’è più tempo per continuare le sceneggiate. Bisogna subito ritornare alla Saggezza e allo spirito del nostro Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. C’è sempre un tempo per  tutto: un tempo per nascere e un tempo per morire! Anche l’Italia ha diritto a vivere e a ricostruire la nostra vita futura a livello di un buon Welfare Universalista fondato sulla salute e la vita democratica di tutti i cittadini, anche delle nostre future generazioni.

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Autore

Luciano Nicastro

Laureato in Filosofia alla Cattolica di MILANO e in Sociologia alla Università degli Studi di URBINO, è stato per molti anni professore di filosofia e storia al Liceo Scientifico “E. Fermi” di Ragusa. Filosofo e Sociologo di orientamento “mounieriano”. Ha insegnato storia della filosofia e storia della sociologia. Docente di Antropologia filosofica presso l’Istituto Teologico Ibleo di Ragusa, è stato docente di Sociologia delle Migrazioni e di soc. dell’educazione alla LUMSA di Roma – sede di Caltanissetta; è stato altresì docente di Domande Filos. Contemp., di filos. della Religione e filosofia politica alla Facoltà Teologica di Sicilia a PALERMO. Consigliere Nazionale delle Acli, ha fatto parte della Associazione “Agostini Semper” tra i laureati della Cattolica di Milano ex alunni del Collegio Augustinianum, militante del MEIC (movimento ecclesiale di impegno culturale), della Lega Consumatori ed Utenti. Ha pubblicato diversi libri, articoli e ricerche di filosofia, psicologia, sociologia, teologia e psicopedagogia oltre che sui temi della scuola, del lavoro, della famiglia e della condizione meridionale e sulla nuova questione giovanile…



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