Vita Cristiana

Pubblicato il 9 Febbraio 2021 | di Carmelo La Porta

Quando la responsabilità libera la vita «Strumento per raggiungere il bene»

“Libertà e Vita”: questo il tema scelto dai vescovi Italiani per la 43esima Giornata per la Vita. Si tratta di un binomio inscindibile per la felicità dell’essere umano, chiamato a realizzare la propria vita nella libertà. «La Giornata – dicono i Vescovi – vuol essere un’occasione preziosa per sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita: la libertà non è il fine, ma lo “strumento” per raggiungere il bene proprio e degli altri».

«La vera questione umana – continua il messaggio – non è la libertà, ma l’uso di essa. (…) Un uso individualistico della libertà porta, infatti, a strumentalizzare e a rompere le relazioni, distrugge la “casa comune”, rende insostenibile la vita, costruisce case in cui non c’è spazio per la vita nascente, moltiplica solitudini».

In questo momento storico contrassegnato dalle privazioni imposte dall’emergenza epidemiologica, si è chiamati a rendere ancor più saldo il rapporto tra vita e libertà. «L’asse che unisce la libertà e la vita è la responsabilità», ricordano i Vescovi.

Pur nelle ristrettezze imposte dalla tutela della salute pubblica, gli uffici pastorali diocesani della Salute, della Famiglia e per l’Insegnamento della Religione Cattolica con la collaborazione del Centro Aiuto alla Vita di Ragusa e dell’Azienda Sanitaria Provinciale, hanno organizzato dei momenti di sensibilizzazione ai temi della vita e della libertà.

L’iniziativa è stata affidata ai simboli e alla preghiera: la piantumazione nello spazio antistante l’ospedale Giovanni Paolo II dell’albero di mandorlo, simbolo ella vita che sboccia, a cura del Centro Aiuto alla Vita; la preghiera e la riflessione nella Giornata per la Vita affidata a monsignor Roberto Asta, amministratore apostolico della Diocesi; l’offerta di un piccolo albero della vita in ricordo della giornata alle mamme in attesa e alle neo mamme, a cura dell’Ufficio della pastorale della Salute e consegnata dal primario di ostetricia, il Dott. Giuseppe Bonanno, componente dell’ufficio. Momenti simbolici che rimandano ad un impegno quotidiano mai cessato.

In questi mesi di distanziamento sociale e di difficoltà nelle relazioni, l’azione degli operatori di pastorale e dei volontari non si è fermata. In ospedale la presenza dei cappellani, padre Giorgio Occhipinti al Giovanni Paolo II di Ragusa, padre Salvatore Giaquinta al Paterno Arezzo e padre Giuseppe Riggio al Guzzardi di Vittoria, ha assicurato ai degenti una parola di speranza e di conforto. I volontari del Centro aiuto alla Vita, coordinati dai coniugi Maria e Carlo Moltisanti, hanno continuato ad assistere le donne in gravidanza con particolare difficoltà, consentendo a nuove vite di venire al mondo, e aiutando le famiglie nei primi mesi di vita dei neonati. E così la nascita e la prima crescita di 4 bambine e due gemellini sono state la grande ricompensa del servizio alla vita dei volontari.

Un modo per attuare e rilanciare ciò che i Vescovi auspicano nel loro messaggio: «Gli uomini e le donne veramente liberi fanno proprio l’invito del Magistero: “Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà, pace e felicità!”».

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Autore

Carmelo La Porta

Direttore dell'Ufficio Diocesano per l'insegnamento della Religione. Ha insegnato religione cattolica presso diversi istituti della città e attualmente presso l'I.I.S. "Galileo Ferraris" di Ragusa. E' docente di Teologia Morale presso la Scuola Teologica di Base della Diocesi di Ragusa e componente del direttivo della stessa scuola.



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