Vita Cristiana

Pubblicato il 19 Maggio 2021 | di Alessandro Bongiorno

La chiesa di San Giuseppe Artigiano cuore di un quartiere e di una comunità

È dedicata a San Giuseppe Artigiano la chiesa che accoglie a Ragusa la comunità parrocchiale più popolosa dell’intera Diocesi. Attraverso la parrocchia si può cogliere un tratto di storia urbanistica e sociale della città e della stessa Diocesi di Ragusa. Il decreto che sanciva la nascita della parrocchia reca infatti la data del 6 agosto 1960 e la firma di monsignor Francesco Pennisi. Una parrocchia che sorgeva allora in una zona di campagna ma destinata ad accogliere negli anni l’espansione di una città che era sempre meno agricola e sempre più dedita alle attività dell’industria e dei servizi. Solo nel 1968, la parrocchia potè contare su una sede, un basso di piazza Croce, da dove cominciò la sua azione pastorale un giovanissimo don Giovanni Rollo, figura centrale nella storia della comunità e dello stesso quartiere. Successivamente, monsignor Angelo Rizzo benedisse i locali di via Entella che sorgevano già al centro di un quartiere che aveva cambiato pelle e dai casali di campagna era passato a ospitare i più moderni condomini di decine cooperative. Il progetto dell’ingegnere Franco Antoci prevedeva la realizzazione di un salone parrocchiale, della canonica e di una chiesa che non fu però mai realizzata perché il sogno di padre Rollo era di poter regalare al quartiere e alla parrocchia una chiesa più capiente e accogliente. L’area fu individuata al centro di uno spazio poi mutilato dalla realizzazione di via Pietro Nenni (e questo spiega perché un prospetto così imponente e maestoso sorga oggi quasi di lato a una striscia di asfalto). A lavorare al progetto fu l’ingegnere Giovanni Anfuso. La prima pietra fu posta il 6 maggio del 2001 ma si dovette attendere il 12 marzo 2005 per la solenne dedicazione della chiesa, officiata da monsignor Paolo Urso, alla presenza di monsignor Carmelo Ferraro, monsignor Mario Russotto e lo stesso monsignor Angelo Rizzo. Il sogno di padre Rollo e di migliaia di parrocchiani era finalmente realtà.

La parrocchia ora può disporre di una chiesa moderna e funzionale, capace di ospitare oltre mille fedeli, ha ampi locali per la canonica e per i servizi di ministero pastorale, compreso un grande salone parrocchiale e, da qualche anno, anche una cappelletta per l’adorazione eucaristica.

Una chiesa dedicata a San Giuseppe Artigiano non poteva che prestare una particolare attenzione al suo arricchimento con opere forgiate dalle mani di abili artisti. Tra queste una pregevole statua di Madonna Pellegrina, un’artistica Via Crucis in terracotta dono del noto maestro ceramista Giuseppe Criscione, un battistero con un grande bassorilievo in pece dello scultore Carmelo Candiano. Dello stesso scultore del Gruppo di Scicli sono anche i pannelli che ricoprono la “mensa” dell’altare, l’ambone, nonché le sculture della Cappella del Santissimo. E sopra l’altare giganteggia un pregevole Crocifisso opera dello stesso scultore Candiano dono della famiglia di Salvatore Campo a perenne memoria del giovane figlio Dario. Monumentale il portone centrale d’ingresso che lo stesso padre Rollo volle così alto per consentire un agevole passaggio al simulacro del Patrono della città San Giovanni Battista.


Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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