Vita Cristiana

Pubblicato il 16 Luglio 2021 | di Redazione

L’ordinazione nel giorno della memoria della beata Vergine Maria del Carmelo

La felice scelta di monsignor Giuseppe La Placa di ricevere l’ordinazione di vescovo di Ragusa nella memoria della beata Vergine Maria del Monte Carmelo è spunto per riscoprire questa antica e popolare festa con la quale in maniera specialissima viene onorata la Madre di Dio.

San Paolo VI, nella Marialis Cultus la annovera tra le feste “celebrate da particolari famiglie religiose, che oggi, per la diffusione raggiunta, possono dirsi ecclesiali” (MC8). Lo stesso Papa, più avanti proclamerà devozione “cattolica” quella dello Scapolare del Carmine, che con la recita del Santo Rosario, sono state raccomandate lungo i secoli dal magistero della Chiesa. Tali affermazioni devono essere considerate alla luce di quella maternità che Paolo VI volle proclamare al termine del Concilio definendo Maria “Madre della Chiesa giacché Madre di Cristo”.

Se è difficile poter stabilire con precisione le origini della devozione dello Scapolare del Carmelo, sappiamo che all’origine esso rivestiva più un valore cristologico anziché mariano. Tale impronta, la assunse più tardi e legittimò ed identificò la specificità deli fratelli Carmelitani verso Maria. L’ordine del Carmelo, infatti, non ha nessun fondatore preciso. All’origine di esso sta un gruppo anonimo di uomini, forse ex Crociati, che sul finire del 1190, si ritirarono sul Monte Carmelo, in Palestina, per vivere in solitudine, nell’ascesi e nella preghiera contemplativa, imitando il profeta Elia. Essi vollero erigere una chiesetta dedicata a Maria, riconoscendo così a lei le caratteristiche riservate ai fondatori.  Su questa felice intuizione, anche quando l’ordine lasciò la Terra Santa e approdò in Occidente, i seguaci degli eremiti continuarono il loro servizio alla Madonna, lodandola con un speciale culto. La visione dello “scapolare” avvenuta a San Simone Stock (1251) si affermerà solamente nel secolo XV e avrà grande presa nel popolo umile e devoto. Si racconta che San Simone, che rivestiva in quell’anno la carica di Superiore generale, supplicava la Madonna di proteggere con un privilegio i frati che portavano il suo nome. Come risposta la Vergine Maria in un’apparizione concesse a Simone il dono dello scapolare con l’assicurazione che chiunque lo avesse indossato sarebbe stato salvato dall’Inferno. Così, lo Scapolare già parte importante dell’abito carmelitano, assunse in base a questo racconto il segno di tenerezza e protezione di Maria. Ridotto nel tempo a piccole dimensioni si diffuse rapidamente vedendo nei secoli fiorire confraternite e associazioni legate dalla comune devozione alla Madonna del Carmelo.

L’occasione dell’ordinazione del vescovo Giuseppe ci fa innalzare a Maria questa preghiera perché come a San Simone doni favori al nuovo Pastore: “Fior del Carmelo, vite feconda, splendore del cielo, Vergine pura, singolare; Madre fiorente, d’intatto onore, sempre clemente, dona un favore, Stella del Mare”.

Carmelo Ferraro


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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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