Società

Pubblicato il 1 Ottobre 2021 | di Redazione

Vogliamo tornare ad usare i diari Il desiderio della normalità ritrovata

Settembre è iniziato, la scuola anche, ma nei sogni di noi studenti siamo ancora in spiaggia, a fare le gare di tuffi dagli scogli, ad organizzare quei viaggi che non faremo mai, a spalmarci chili di crema per non fare arrabbiare la mamma e provare a diventare campioni di beach volley. Ma ahimè i sogni finiscono e la mattina ci ritroviamo a dover comprare il materiale scolastico come libri, quaderni, evidenziatori e la cosa più importante, che in quest’ultimo anno e mezzo è stata sostituita dalle app sul cellulare, il diario. Ricordo che il diario per me non era un oggetto qualunque, anzi racchiudeva tutti i momenti dell’anno scolastico: fotografie con i miei compagni di classe, dediche delle mie amiche, compiti, note, fogli su cui si giocava a tris o all’impiccato durante le interrogazioni dei compagni, intere conversazioni con la mia compagna di banco per non farci beccare dall’insegnante, piccole dichiarazioni d’amore, insomma di tutto e la cosa che lo rendeva speciale era che da ogni piccolo scarabocchio scaturiva un ricordo e un’emozione sempre diversa.

Non ho mai considerato la scuola come un luogo del quale avrei mai potuto avere nostalgia e invece, in questo periodo, ho sentito la nostalgia delle quattro mura spoglie, del gessetto che stridula sulla lavagna e del banco verde malconcio ai lati. Durante le video lezioni, la mia camera era vuota e come unico suono si udiva solo la voce laggata del professore che spiegava la lezione; non c’erano né risate né commenti e la maggior parte delle volte le uniche cose che si vedevano erano le fredde iniziali dei nomi dei compagni sullo schermo.

Il 16 settembre è iniziato un altro capitolo della vita scolastica di ogni studente, per alcuni sarà anche l’ultimo anno delle scuole superiori e dal profondo del cuore spero che tutti noi possiamo andare a scuola, svegliarci presto, preparare lo zaino, prendere l’autobus o salire sulla vespa, arrivare in ritardo, beccarci una ramanzina ogni tanto, e riempire cinque ore della giornata.

Mi auguro di poter imparare cose nuove, tornare a dialogare con i professori e con i compagni, riprovare quell’ansia prima di un compito o un’interrogazione, aspettare impazientemente l’annuncio della ricreazione per uscire a prendere un po’ d’aria in cortile, ma soprattutto spero di potermi voltare alla mia destra e ritrovare il volto della mia spalla: il mio/ mia compagno/a di banco.

Confido nel buon senso e nella collaborazione di ogni studente, affinché, grazie ai mezzi di sicurezza messi a nostra disposizione in questo tempo pandemico, possiamo ritornare a vivere la scuola da studenti attivi, con tutti i valori che il M.S.A.C. (Movimento Studenti di Azione Cattolica) ci insegna e trasmette, ovvero con la voglia di metterci in gioco, di applicare tutti i nostri talenti e di trasmettere ciò che apprendiamo al prossimo.

Continuerò anche a sognare l’estate, svegliandomi con una strana felicità formata dalla nostalgia di questi tre mesi colmi di libertà e dalla voglia contrastante di ricominciare un nuovo “anno” pieno di speranze e aspettative.

Paola Piccione

Tags: , ,


Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna Su ↑